Troppo Politically e poco Correct

di Terry Passanisi

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 Può manifestarsi un fenomeno di razzismo quando un artista si esprimesse attraverso un’opera e, noi fruitori, giudicassimo l’opera come razzista? Dovremmo indignarci e accusare uno scrittore di essere stato abominevole, disumano per avere parlato simbolicamente male di un ebreo – come quelli protagonisti dei romanzi di Eugène Sue, o come quelli di Umberto Eco, descritti come esseri viscidi, traditori e colpevoli, paragonabili a un topo? Forse, dovremmo pensar male di un pittore, o di uno scultore, che non avesse incluso nelle sue opere persone di chiara origine africana, e non solo selezionatissimi adoni dell’estetica greca; oppure, potremmo credere che sarebbe nobile smettere di ascoltare quell’amatissimo musicista romantico che non volle accettare di inserire nell’ultima sinfonia, o in quella famosa sonata, per universale par condicio, una partitura pentatonica d’ispirazione cinese. continua a leggere…

O capitano!

di Terry Passanisi

 Pubblico di nuovo, per chi ancora non l’avesse letto, un mio vecchio articolo del 2014 dedicato al grande Umberto Eco.

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 Per la prima volta nella vita ho avuto l’occasione di incontrare di persona il grandissimo scrittore e semiologo Umberto Eco. L’occasione è stata l’attribuzione del Premio FriulAdria “La storia in un romanzo” edizione 2014, giunto alla 7^ edizione e promosso dalla Fondazione Pordenonelegge con il festival èStoria di Gorizia.

 Ci sono sogni che, per quanto ad occhi aperti, ogni appassionato di un genere si porta dietro tutta una vita; fino a quando non si ha la possibilità di esaudire il sogno – sempre che ciò possa succedere -, esso rimane vivido nelle profondità dell’anima. Così, gli amanti di uno sport, un giorno, sperano di poter incontrare il loro campione, e i grandi viaggiatori di visitare il luogo che li ha fatti volare con l’immaginazione; gli sfegatati della musica di poter avere finalmente in collezione quel vinile preferito, autografato dalla rockstar che idolatrano.

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Steve McCurry visto davvero

di Terry Passanisi

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“Quando ho un attimo di tempo per ascoltarmi mentre parlo, al confronto, il conte Mascetti con la supercazzola è Monsieur De Lapalisse.” ho letto da qualche parte. Sembrerà ovvio e scontato quindi – come mi sento dire spesso su altri argomenti da persone che smetterei di frequentare proprio per questo motivo -, ma in tempo di Internet, almeno una volta nella vita, vedere una mostra fotografica dal vivo merita davvero. Tanto più se questa mostra fotografica è la personale dedicata a uno dei più famosi fotografi del Novecento (e oltre): Steve McCurry. Nessuno che non lo conoscesse è giustificato. continua a leggere…