Odio il capodanno, firmato Antonio Gramsci – Internazionale

di Antonio Gramsci

gramsci

Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro…

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Questi li avete letti? – Claudio Giunta – Internazionale

di Claudio Giunta e Gianluigi Simonetti

espressolibro

Insegniamo tutti e due letteratura italiana all’università, e la domanda che ci fanno più spesso gli studenti riguarda i libri che potrebbero o dovrebbero leggere. Ci càpita anche ogni tanto di fare dei corsi di aggiornamento per gli insegnanti, e anche in questo caso la domanda intorno a cosa leggere è una delle più frequenti.

Così abbiamo pensato di rispondere facendo un piccolo elenco non dei più bei libri della storia della letteratura ma soltanto dei libri, anzi di una piccola parte dei libri che ci piacciono molto e che pensiamo possano essere letti con piacere anche da altri, anche da lettori giovani (gli studenti delle superiori, diciamo).

L’elenco vale anche, se si vuole, come consiglio per i regali di Natale. Di solito, nel dubbio, si comprano i libri dell’ultimo premio Nobel (ma quest’anno non si può) o di…

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Astri, magia e bufale: avvertenze per l’uso

di Massimo Polidoro

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Cosa mi aspetta nell’anno nuovo? Amore, lavoro, salute: le stelle rispondono. Già pronta la schiera degli astrologi. Ma anche quella di cartomanti, maghi, veggenti, medium, presunti indovini che sull’ansia del futuro fanno affari d’oro. Un business che vale 6,3 miliardi in nero, secondo stime del Codacons. La scienza non basta: si sfugge dalla realtà

complessa “interrogando chi promette soluzioni facili ai problemi”, spiega all’AdnKronos Massimo Polidoro, segretario del Cicap, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze. “Il bisogno di avere risposte sicure e positive, anche se del tutto illusorie, spinge molti a mettersi in contatto con il mondo dell’occulto”. Ben 13.000.000 di persone che si rivolgono a 160.000 operatori dell’…

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La Tombola di Natale di Charles Dickens

di Terry Passanisi

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Se dovessimo lasciarci sedurre da un certo punto di vista lontano un secolo e mezzo, proposto dal Sunday Telegraph di Londra, Charles John Huffam Dickens sarebbe a tutti gli effetti “L’uomo che ha inventato il Natale”, nel senso stretto in cui oggi lo intendiamo. Di certo Dickens deve aver convinto i suoi contemporanei più giovani che sia stato lui; non il Young England Movement di Benjamin Disraeli o gli Oxford’s Puseyites, i quali avevano ristabilito l’importanza della celebrazione cristiana, visto che – causa l’immigrazione di massa nella capitale, parallelamente alla rivoluzione industriale – nella Gran Bretagna della seconda metà del XVIII secolo era andata via via in declino. Paul Davis nel suo The Lives and Times of Ebenezer Scrooge (1990) racconta dell’aneddoto narrato da Theodore Watts-Dunton, nel 1870. Mentre stava scendendo lungo Drury Lane, nei pressi del mercato di Covent Garden, il 9 giugno dello stesso anno, a Dunton era giunta all’orecchio l’esclamazione di una continua a leggere…

Ridere nell’antica Roma

da Redazione Downtobaker

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In che modo, e perché, si rideva nella Roma antica? Come agiva il riso nella cultura dell’élite romana? Qual era il suo compito politico, intellettuale, ideologico? E che cosa ci dice di come funzionava la società? In questo libro, Mary Beard – una fra le storiche dell’antichità più conosciute al grande pubblico – esplora le varie forme della comicità a Roma, gettando nuova luce su alcuni celeberrimi classici, dalle commedie di Plauto all’inquietante Asino d’oro di Apuleio. Ma in queste pagine non si parla solo di letteratura, si parla anche del riso nella vita quotidiana, fra barzellette e scherzi burloni, fra uomini comuni e imperatori, fra scritte ingiuriose e motti di spirito, perché ridere è anche una questione di potere…

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Come sopravvivere al Natale

di Terry Passanisi

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Il vizio di William Faulkner per l’alcol non è mai stato un inconfessabile segreto di famiglia. Nel caso vi doveste trovare sulla tomba di Faulkner a Oxford, nel Mississippi, il modo più appropriato per rendere omaggio al grande paroliere del profondo sud americano è quello di bersi un sorso di bourbon, versarne un po’ a terra, e poi lasciare lì la bottiglia come offerta al grande autore di Luce d’agosto.

Chiaramente, Faulkner, oltre a essere stato un uomo tutto d’un pezzo, sapeva come preparare un vero cocktail e, fortunatamente per noi, il The Great American Writers’ Cookbook riporta al suo interno la ricetta di uno dei suoi intrugli preferiti: l’Hot Toddy.
Assolutamente d’accordo con le certezze della nipote, Dean Faulkner Wells, mi sento di dire che la ricetta seguente sarà capace di continua a leggere…

Un’altra Internet era possibile – il Tascabile

di Andrea Porcelluzzi

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Al British Museum è custodito un minuscolo taccuino, poco meno di un centinaio di fogli scritti un po’ a matita, un po’ a inchiostro. Sono gli appunti di Samuel Taylor Coleridge tra il 1795 e il 1798, una collezione singolare di “pensieri improvvisi casuali e disgiunti, e fantasie che balzano rapide sulla superficie del flusso di coscienza, con la stessa felice incoerenza degli insetti d’acqua”. Così li descrive il professor John Livingston Lowes in The Road to Xanadu: A Study in the Ways of the Imagination (Oxford press, 1927), uno di quei libri affascinanti che non finirai mai.

Setacciando il pulviscolo di parole depositato dal movimento del pensiero su quel taccuino, Lowes ha cercato in testi classici, diari di viaggio, lettere, glosse, note a margine e a piè di pagina, le immagini e le citazioni che, depositate nel “pozzo profondo” dell’inconscio di Coleridge, sarebbero…

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