“Sarai tu a morire” | recensione

di Fabio Czeicke de Hallburg

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“Sarai tu a morire”: inquietante titolo proposto dal romanzo di Terry Passanisi, Downtobaker, Trieste 2017.

Affermazione perentoria o, piuttosto, interrogativo. Diciamo subito che la possibile risposta, nella seconda ipotesi, spetta al lettore.

Giovanni Buozzi, medico ritornato dopo una lunga assenza nella sua Trieste, ha modo di conoscere un quarantenne: Salvatore Olmi, personaggio al quale Buozzi si legherà a livello professionale per le speciali doti investigative e per le non comuni capacità dimostrate nella soluzione dell’enigma di alcuni omicidi avvenuti in città.

Frutto di un lavoro durato quasi tre anni, il libro di Passanisi si presenta al pubblico come il risultato di una ricerca e di una rielaborazione in cui egli ha profuso un notevole impegno e che, pertanto, merita una giusta attenzione. Fin dal primo approccio il lettore può notare nei vari snodi della narrazione come gli elementi della detective story “vittoriana” in chiave contemporanea, e gli elementi della scrittura caricaturale, si fondano piuttosto linearmente, specie per quanto attiene la figura di Buozzi, personaggio dai tratti caratteristici che vanno sicuramente in questa direzione.

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Cartolina promozionale del romanzo

Caricaturale può essere definita senz’altro anche la donna misteriosa che avrà il nome di Andrea e che si innamorerà di Olmi.

Il romanzo di Passanisi (250 pagine) presenta un contenuto ampio nel suo complesso e alquanto articolato, contrassegnato da colpi di scena che si succedono in una Trieste oscillante tra realtà e sogno, ambienti realistici dai contorni netti e precisi accanto a immagini quasi surreali.

Bisogna dire che appaiono piuttosto vivide sia la descrizione della città, sia la serie di scenari “interni” che, talora, si evidenziano quale frutto di fantasia sfociante nel sogno.

La vicenda si articola intorno al protagonista Olmi (si osservi bene questo cognome!), ma anche i personaggi minori, non molti in verità, appaiono tratteggiati con notevole precisione e disinvoltura dall’autore.

Come può essere definito il lavoro di Passanisi?

Indubbiamente esso ricalca temi e modelli che il lettore in parte già può conoscere; ma da un’attenta analisi si può osservare come affiorino e confluiscano nel testo elementi romantici e psicologici contornati da una diffusa dose di ironia e profondità. Questo permette di poter raccomandare la lettura del romanzo a un pubblico prevalentemente giovane e femminile.

A livello stilistico merita sottolineare come nella narrazione prevalga sostanzialmente l’uso del discorso indiretto guidato dalla voce narrante di Buozzi e, accanto a esso, la presenza di non poche parti dialogate, specie nella fase finale, nel cosiddetto whodunit?, contraddistinta da una intensa “suspense”.

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Quale messaggio scaturisce da “Sarai tu a morire”?

Il pubblico che lo dovesse leggere noterebbe come dato predominante l’idea della rinuncia; rinuncia soprattutto all’amore per una donna, incompatibile con le proprie scelte di vita, per preferirgli una vita di condivisione in compagnia di un amico fidato.

In ultima analisi è posto in risalto il valore fondamentale dell’amicizia. Merita rilevare pure l’efficacia delle prime pagine, allorché Buozzi “sente” di essere seguito, scrutato da colui che si rivelerà il futuro collega e amico.

In conclusione: “Sarai tu a morire”.

Chi? Il lettore si sforzi di indovinare quale fra i protagonisti sarà a “morire”.

Che non sia, forse, lo stesso lettore che, poco a poco, potrebbe “morire” interiormente, ritrovandosi “nella vicenda d’amore” al centro della narrazione? L’interrogativo rimane. La risposta può essere colta nel complesso del romanzo, da intendersi, pertanto, come macchina di interpretazione del lettore.

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SARAI TU A MORIRE di Terry Passanisi, Downtobaker (2017)
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