Cinque mostre di fotografia da Roma a Pordenone

di Rosy Santella, photo editor di Internazionale

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Another look, Daniele Tamagni
Galleria del Cembalo, Roma
Fino al 16 settembre 2017
La prima mostra a Roma dedicata ai lavori che Tamagni ha realizzato in diversi paesi africani. Venti immagini tratte dai reportage in cui ha documentato i fenomeni di resistenza e di rivendicazione dell’identità africana. Dai Gentlemen of Bacongo che “sfoggiano i loro completi da Sapeurs suscitando l’ammirazione della gente del quartiere come fossero delle vere e proprie celebrità” agli Afrometals, i metallari del Botswana. E poi il collettivo degli Smarteez, giovani sudafricani nati dopo il 1994 che attraverso la moda affermano le proprie idee politiche e sociali.

La progettualità dello sguardo, Gabriele Basilico
Spazi espositivi della chiesa di San Lorenzo a San Vito al Tagliamento (Pordenone)
Fino al 10 settembre 2017
“Il tema costante della ricerca di Gabriele Basilico è stato la città, mentre il paesaggio è un ‘genere’ fotografico che ha guardato con diffidenza fino alla metà degli anni ottanta”, spiega Giovanna Calvenzi, curatrice insieme a Angela Madesani della mostra La progettualità dello sguardo. Sessanta immagini tratte da lavori realizzati dal fotografo milanese sul paesaggio. Il primo è quello del 1984, per la Mission photographique della Datar, un’organizzazione che affidò a una serie di fotografi il compito di rappresentare il paesaggio francese contemporaneo. Degli anni novanta è un lavoro sulla Svizzera, realizzato in occasione di una mostra sul passo di San Gottardo, in cui “le tracce dell’uomo nella natura sono come dei segni, dei disegni astratti”. […]

via Cinque mostre di fotografia da Roma a Pordenone – Rosy Santella – Internazionale

Oltre il profondo. La fotografia di Lara Perentin

di Terry Passanisi

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Lara Perentin insieme alla figlia

Oggi, in un mondo in cui chiunque possieda un corpo macchina fotografico si definisce automaticamente fotografo, è difficile parlare del lavoro di un vero artista di quel mestiere. Tanto più quando quel fotografo è un amico di lunga data, di intense esperienze comuni e reciproche.

Conosco Lara Perentin fin dai tempi della scuola media.
Lara è stata una di quelle adolescenti che, agli occhi di un imberbe infante qual ero, appare già una donna fatta e finita. Viso da ragazza, non da bambina. Non va tanto per il sottile, non ha tempo di capire le facezie e gli orpelli, già li conosce. Sguardo sereno, rilassato, eppure attraversato dalla malinconica consapevolezza delle esperienze. Nessuna timidezza in quegli occhi profondi che sembrano guardare, più che il loro interlocutore, inversamente, dentro la propria anima; più che uno sguardo curioso, un’eco di curiosità. Un’infinita, affamata tensione per tutto ciò che è esteticamente bello. Senza riflessioni di sorta, senza chiedersene perché e percome. E se un qualcosa le risulta bello, l’indomabile desiderio di possederlo completamente anima e corpo nella sua essenza più impalpabile non si fa attendere. Nessuna paura di conoscere, di volere sondare, provare, tastare con mano, costasse qualsiasi gioia impercettibile o ferita profonda. E quante esperienze per davvero, inopinatamente, Lara aveva già vissute a quei tempi sulla propria pelle. Si sa: diventiamo esattamente, in tutto e per tutto, ciò che la nostra mente continua a leggere…

Chi trova tiene (Milano)

da Redazione Downtobaker

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Continua la nostra missione alquanto romantica, quasi una caccia al tesoro, che abbiamo chiamato Chi trova tiene. Essa si propone di recuperare titoli classici della letteratura mondiale, che poi lasciamo in giro per qualche fortunato lettore – o, soprattutto, non lettore – che li trovasse. Nella speranza che un non lettore inizi proprio da uno dei nostri libri abbandonati  la sua nuova, meravigliosa esperienza di vita da lettore. Questa settimana siamo stati a Milano per partecipare a Tempo di Libri 2017; abbiamo approfittato del (poco) tempo libero per perseguire la nostra indole filantropica. Buona lettura!

ps. Se doveste essere tra coloro che hanno ritrovato continua a leggere…

Luigi Ghirri: chiedi alla nebbia

di Mauro Zanchi

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A Milano, attorno al 1991, Luigi Ghirri confida a Mario Cresci che, dopo aver esplorato per tanti anni il paesaggio e le cose dell’esistenza con innumerevoli scatti, sta pensando ad altro, e in quel momento non gli resta che fotografare la sola nebbia della sua terra, come segno estremo di cancellazione del mondo, per dirigersi verso l’imponderabile o l’ignoto. Roncocesi, una delle ultime fotografie, scattata nel gennaio del 1992, coglie la luce che avvampa come un cielo di bruma, facendosi orizzonte tra due campi separati da una roggia. L’acqua nel fossatello pare latte di brina, specchio del biancore nebbioso. Lo stato di sospensione, sia della luce sia della bruma, viene colto in una visione estatica, così come avrebbe potuto viverla un mistico medievale. In questa immagine il fotografo si lascia condurre nella non delimitazione del reale, in una frazione del tempo in cui è in atto una rarefazione dello spaz[…]

via Luigi Ghirri: chiedi alla nebbia | Doppiozero

La foto artistica ai tempi di Instagram. I consigli di Silvia Lelli ai giovani

da Redazione Downtobaker

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Silvia Lelli in un ritratto di Sandro Scalia

Essere un fotografo artistico non deve essere facile ai nostri tempi. Ogni giorno veniamo letteralmente bombardati da immagini di ogni tipo. Passano, ci catturano per massimo 2 secondi, si fanno scordare. Come può, invece, farsi spazio la fotografia di qualità? In che modo è possibile non farla annegare nella banalità? Silvia Lelli, fotografa di teatro, danza e musica – ha seguito per anni il maestro Riccardo Muti e gli spettacoli del Teatro della Scala -, propone la sua ricetta a giovani e non.

L’occasione per vedere materialmente il suo lavoro è quello di visitare, alla Seipersei Gallery di via Mentana, la mostra fotografica “Neon Collection / Neon Installation” che verrà inaugurata questo venerdì e resterà aperta fino al 13 aprile. L’ allestimento fa specifico riferimento al campo delle arti performative, con una incursione nella “modern dance”, enfatizzando la presenza costante, quasi ossessiva, dell’oggetto neon nelle sue varie forme e nei suoi usi. […]

via La foto artistica ai tempi di Instagram. I consigli di Silvia Lelli ai giovani – Siena News

L’avventura di un fotografo

di Terry Passanisi

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Spesso, ma potrei dire tranquillamente sempre, davanti a un capolavoro l’unica vera necessità per contemplarlo pienamente è quella di tacere. Volendo essere questo, però, un articolo su L’avventura di un fotografo, racconto tratto dalla raccolta Gli amori difficili, dalla geniale penna di Italo Calvino, devo per forza disobbedire i precetti dell’Arte e accennare perlomeno qualche breve commento scritto; sempre che di fronte a un tale miracolo letterario, se non altro una delle disamine più precise e profonde che mi sia mai capitate di leggere sulla disciplina della fotografia, io sia capace di trovare parole adatte ad aggiungervi qualcosa che, per quel che mi pare, non si può o non si dovrebbe aggiungergli. Insomma…

Dice il protagonista della vicenda, Antonino, critico spietato nei confronti dei cosiddetti fotografi improvvisati:

“Se mi mettessi a fotografare io, andrei fino in fondo […]. Voi invece pretendete ancora di esercitare una scelta. Ma quale? Una scelta in senso idillico, apologetico, di consolazione, di pace con la natura la nazione i parenti. Non è soltanto una scelta fotografica, la vostra; è una scelta di vita, che vi porta a escludere i contrasti drammatici, i nodi delle contraddizioni, le grandi tensioni della volontà, della passione, dell’avversione. Così credete di salvarvi dalla follia, ma cadete nella mediocrità, nell’ebetudine.” continua a leggere…

Senza titolo. Ritratti di Lara Perentin

da Redazione Downtobaker

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Inaugura il prossimo 21 febbraio alle ore 18.00, presso il caffè Mug di Piazza Hortis 6 a Trieste, la nuova mostra fotografica di Lara Perentin – Ritratti senza titolo.

“Quando Lara mi scrive di notte, significa un’unica cosa: siamo ai blocchi di partenza per un lavoro insieme. Non riusciamo, o meglio, non vogliamo rinunciare ai convenevoli, “scusa se ti avviso all’ultimo…”, “spero di non deluderti nei testi…”, che sono diventati nel tempo la nostra danza segreta, l’istante in cui le nostre idee si allineano, i nostri sentimenti si fondono e la bellezza trionfa.
Appena vedo le sue foto, la scintilla del delicato amore che riserva ai suoi soggetti invade ogni mio spazio, regalandomi uno stato di armonia assoluta che mi fa intuire le ragioni più profonde dei suoi scatti.
Da questa chimica di amicizia profonda nascono racconti, storie personali che imparo a conoscere attraverso il suo modo di voler bene. continua a leggere…