Aiutiamoli a casa loro

di Massimo Mantellini

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Finalmente un problema squisitamente di comunicazione. Nel suo libro (e nelle polemiche di oggi sui social) Matteo Renzi cita un famoso slogan leghista anti migranti. L’intento è chiaramente quello di una citazione polemica e avversativa nella quale il “davvero” dovrebbe essere il segno della propria diversità. Probabilmente le frasi intere del libro e soprattutto il contesto nel quale sono inserite potevano risultare lievemente fastidiosi (lo slogan leghista è una delle cose più tetre che i tetri leghisti abbiano prodotto in questi anni) eticamente fragili ma in qualche maniera argomentate. Ma negli ambienti digitali una sola di quelle frasi, isolata intenzionalmente dal contesto dagli stessi strateghi dell’ex premier che ne hanno quotato solo la parte più incisiva, ha trasformato il pensiero di Renzi da una idea molto discutibile e discretamente imbarazzante in un vero e proprio slogan reazionario. continua a leggere…

La lettura è una magia (che ci fa stare meglio)

di Simonetta Tassinari

letturamagia

Lo dice la scienza: tra le altre cose, leggere libri rende più intelligenti ed empatici e fa dormire meglio. Ma per la scrittrice Simonetta Tassinari, la lettura è anche “un miracolo e una magia”. Ecco perché.

Il sito americano Bustle, incentrato sull’attualità, la cultura, la società, lo stile e le celebrità, ha pubblicato un bell’articolo, a firma Jayson Flores, sui benefici della lettura ( lo spunto è stato offerto da una ricerca universitaria). La lettura viene paragonata all’assunzione di farmaci per ristabilire l’equilibrio psichico e innalzare il tono dell’umore, insomma viene considerata una cura per la salute mentale. Le differenze tra l’assumere uno psicofarmaco e leggere un libro risultano tutte a favore della lettura: i libri non hanno controindicazioni o effetti collaterali; costano assai di meno delle medicine e, sebbene questo non sia sempre vero soprattutto per alcuni tipi di testi, esistono pur sempre le biblioteche, delle quali usufruire gratuitamente, oppure il prestito tra amici; i libri si possono riutilizzare più e più volte, e non scadono mai; li si sceg[…]

via La lettura è una magia (che ci fa stare meglio) – Il Libraio

Le città immaginarie della narrativa americana

di Marco Caneschi

ilbuio

È l’anno dei luoghi. Ho passato i mesi scorsi a raccontarvi di Holt, la città edificata da Kent Haruf, la Main Street della sua trilogia. Colorado. Gente semplice e figli di puttana.
Poi ho preso l’auto e ho affrontato un lungo viaggio verso il profondo Sud e sono arrivato in Alabama. Era il 1935 e si è profilata Maycomb. Vi abitavano un avvocato, Atticus Finch, e i suoi due figli, questi ultimi alle prese con una dimora abitata da “fantasmi”, il primo con un caso di violenza domestica tra bianchi che la società dell’epoca aveva trasformato in un processo razzista ai danni di un povero negro. Nell’aula di “giustizia” il ragazzo di colore era difeso proprio da Atticus, che a sua volta stava subendo un altro processo, più subdolo, quello della riprovazione. Già, perché Atticus era un bianco. E mentre mi appassionavo alla vicenda ho notato che Maycomb non esisteva in alcuna carta geografica.
Non è raro in America, sia nei libri che nei film, imbattersi in città immaginarie. Che tuttavia si profilano nella loro… visibilità. Qualcuno ne traccia perfino le mappe. D’altronde è l’America intera a prestarsi a fantasie di vario genere. È il prezzo artistico da pagare per ogni impero. La superpotenza planetaria è diventata di volta in volta terreno fertile per l’ucronia (cito il Complotto contro l’America narrato da Philip Roth con protagonista Charles Lindbergh) o per città distopiche come la Los Angeles di Blade Runner (a proposito, il primo film era ambientato nel 2019, quindi la domanda sorge spontanea: fra poco saremo invasi dai replicanti?).
Vorrei ricordare anche la Enfield di Infinite Jest, il rom[…]

via Il Pickwick – Le città immaginarie della narrativa americana

Chiara Valerio racconta “Frankenstein” di Mary Shelley – Il Libraio

da Redazione Downtobaker

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Mondadori propone una nuova collana di grandi romanzi presentata ai ragazzi da scrittori contemporanei. Su ilLibraio.it la sorprendente introduzione di Chiara Valerio al capolavoro della Shelley.

In occasione della Fiera dell’editoria per ragazzi di Bologna, dopo gli Oscar Junior Gialli, Rosa e Distopici, Mondadori propone una nuova collana di grandi romanzi presentata da scrittori contemporanei, “per scoprire e riscoprire le più paurose e mostruose storie dei maestri del brivido, con contenuti speciali che spaziano su musica, cinema e fumetto”.

In uscita Dracula di Bram Stoker presentato da Luca Scarlini, Frankenstein di Mary Shelley presentato da Chiara Valerio, Le avventure di Gordon Pym di Edgar Allan Poe presentato da Fabio Genovesi e Lo strano caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde di Robert Louis Stevenson presentato da Wu Ming 4[…]

via Chiara Valerio racconta “Frankenstein” di Mary Shelley – Il Libraio

La demagogia non è carisma

di Eugenio Scalfari

demagogia

È difficile distinguere chi usa il fascino  per il bene comune e chi solo per il potere. I casi di Grillo, Renzi e… Benigni.

Sono andato a leggere sull’Enciclopedia Treccani come viene definita la parola carisma e ne sono rimasto alquanto stupito: il carisma ha un significato religioso, è un dono del Signore che comincia addirittura con il battesimo, è la grazia che tutte le anime ricevono. Se poi lo utilizzano rientra nel loro libero arbitrio; un esempio di carisma è l’apostolato religioso o laico, in favore dei poveri, degli esclusi, degli ammalati. Insomma le persone che ne sono dotate non possono che esercitarlo in favore degli altri.

La definizione concerne anche le attività di governo e quindi il potere che l’azione di governo comporta. Lo si può esercitare senza carisma, e in quel caso basta un governo mediocre, burocratico e incapace di suscitare i sentimenti nobili, non solo di un singolo ma d’una massa d’individui che giudicano per il bene della comunità cui appartengono.

La sintesi di tutto ciò è la capacità di un individuo d’avere un fascino che convince gli altri a seguirlo a fin di bene. Se viceversa quel fascino viene esercitato soltanto a proprio vantaggio, allora non si chiama più carisma ma soltanto suggestione, demagogia, seduzione. Il seduttore non ha nulla di carismatico, è un affascinante bugiardo. Ho riportato qui la definizione enciclopedica alla quale allego una considerazione: è impossibile compre[…]

via La demagogia non è carisma – l’Espresso

Addio Giovanni Bignami: così raccontava su l’Espresso l’importanza della corsa allo spazio

da Redazione Downtobaker

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L’astrofisico e divulgatore, firma del nostro giornale, si è spento per un malore a 73 anni. Riproponiamo qui il suo ultimo articolo scritto per la nostra testata. Con quell’inconfondibile stile che metteva insieme competenze e humor nel parlare di ricerca.

Giovanni Bignami, astrofisico e collaboratore del’Espresso, ci ha lasciati per un malore che lo ha colpito mentre era a Madrid, all’età di 73 anni. Già presidente della Agenzia Spaziale Italiana e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica,verrà ricordato dal nostro giornale e dai lettori per la sua capacità di unire la precisione dello scienziato con il tono divulgativo e ricco di humour dei suoi articoli. La redazione si unisce al cordoglio dei familiari di Giovanni. Ripropniamo qui sotto l’ultimo pezzo scritto per noi e pubblicato nel numero in edicola il 7 maggio 2017.

***
Ma cosa è successo davvero alla sonda Skiantarelli? La verità corre sui social: nessuno lo dice, ma è chiaro a tutti che sono stati i marziani. Dalla loro base sotterranea “51” hanno visto l’Ufo in avvicinamento, alzato una torretta lanciamissile mobile (subito rientrata) e abbattuto l’intruso. Anzi, c’erano le foto dell’evento, con la torretta marziana ancora fuori, ma la Esa le ha fatte sparire…

Purtroppo è tutto solo un sogno: in realtà questa cosa non l’ha detta nessuno, né sui social né altrove: neanche un complottino extraterrestre sullo “skianto” di Schiaparelli, un perfetto Ufo per i marziani. Non è più il pubblico di una volta, si sa.

Eppure, ce l’avevamo quasi fatta a scoprire la vita su Marte, e allora tutti sembravano cred[…]

via Addio Giovanni Bignami: così raccontava su l’Espresso l’importanza della corsa allo spazio – l’Espresso

Stupido, metti via quel telefonino

di Umberto Eco

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Filmare o fotografare, per poi magari caricare il tutto in Rete. Ormai molte persone non pensano ad altro quando assistono a un evento. E così rinunciano a capire che cosa sta succedendo davvero davanti ai loro occhi.
Qualche tempo fa, all’Accademia di Spagna di Roma, stavo tentando di parlare, ma una signora mi sbatteva in faccia una luce accecante (per poter azionare bene la sua telecamera) e mi impediva di leggere i miei appunti. Ho reagito in modo molto risentito dicendo (come mi accade di dire a fotografi indelicati) che quando lavoro io devono smettere di lavorare loro, per via della divisione del lavoro; e la signora ha spento, ma con l’aria di aver subito un sopruso. Proprio la settimana scorsa, a San Leo, mentre si lanciava una bellissima iniziativa del Comune per la riscoperta dei paesaggi montefeltrani che appaiono nei dipinti di Piero della Francesca, tre individui mi stavano accecando con dei flash, e ho dovuto richiamarli alle regole della buona educazione. Si noti che in entrambi i casi gli accecatori non erano gente da Grande Fratello, ma presumibilmente persone colte che venivano volontariamente a seguire discorsi di un certo impegno. Tuttavia evidentemente la sindrome dell’occhio elettronico li aveva fatti discendere dal livello umano a cui forse aspiravano: praticamente disinteressati a quel che si diceva, volevano solo registrare l’evento, magari per metterlo su YouTube […]

via Stupido, metti via quel telefonino – l’Espresso