L’arte delle copertine di dischi

di Valerio Mattioli

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È appena uscito per Taschen un grosso volume (450 pagine in formato quadrato 29×29 cm) dal titolo di per sé rivelatore: Art Record Covers raccoglie 500 copertine di dischi “d’artista”, vale a dire copertine firmate da artisti visivi – anche molto noti – dagli anni ’50 fino ai giorni nostri. Curato dall’italiano (ma residente a New York) Francesco Spampinato, il libro mette in fila i contributi all’industria discografica di nomi quali Salvador Dalì, Jean-Michel Basquiat, Damien Hirst, Andy Warhol (suo il John Lennon in sovraccoperta) e decine e decine d’altri, e il tempismo della sua uscita è quasi perfetto: da una parte, in questi mesi ricorrono un paio di anniversari di cui si dice meglio oltre; dall’altra, al New Museum di New York è in corso una mostra tutta dedicata a Raymond Pettibon, ai più noto come “l’uomo delle copertine dei Black Flag” (e fratello di Greg Ginn, certo). Ho quindi scambiato quattro chiacchiere con Francesco per capire i criteri con cui ha assemblato l’antologia, e più in generale riflettere sul sempiterno rapporto tra ar[…]

via L’arte delle copertine di dischi – Prismo

La lezione del professor Muti

di Donatella Longobardi

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«Non cercare amore, cercare rispetto». Riccardo Muti condensa in poche parole il senso del lavoro del direttore d’orchestra. Sul podio della Sala Scarlatti del San Pietro a Majella, il maestro torna con i ricordi ai suoi studi al Conservatorio di Napoli e «restituisce» ai giovani la lezione ricevuta dai grandi del passato. Ed è un trionfo, l’ennesimo, per Muti. «Questa è casa», dice arrivando nell’antica scuola musicale dove dedica due giorni a specialissime lezioni d’orchestra. Ieri il primo, caloroso bagno di folla. Stamattina il bis, con uno spazio speciale dedicato agli studenti. Che sono, poi, i veri protagonisti dell’attenzione del maestro. «Sono qui per loro», dice ad un pubblico che riempie fino all’inverosimile la grande sala. In tanti sono seduti sui gradini delle scalinate, in tanti in piedi, altri sostano fuori della vetrata nel tentativo di cogliere qualche nota, di carpire qualche parola del maestro, sempre più a suo agio. Tante le battute in dialetto napoletano, le gag, i gesti divertenti coi quali imita il movimento di tanti colleghi. Niente nomi, per carità. Ma c’è quel tal direttore che si muove a scatti come Pinocchio burattino, quel tal altro che dirige con la bocca aperta, quell’altro che tiene la mano sinistra un po’ «cionca». […]

via Muti, lezioni di musica a Napoli: oggi il bis al Conservatorio | Il Mattino

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da Redazione Downtobaker

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Modestia a parte.

di Terry Passanisi

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Pare proprio che un giorno il conte Waldstein, consapevole delle notevoli doti di un musicista diciassettenne prediletto di Bonn, propose al giovane di incontrare a Vienna il grande e osannato Mozart.

– “Signore, ne se siete proprio sicuro? Io, al cospetto del genio di Amedeo Mozart? Quando vedrà le mie piccole composizioni non farà che deriderle, criticarle, correggerle. Ho sentito dire che sia un presuntuoso maleducato tra l’altro, senza un briciolo di tatto…”

Una volta a Vienna, ritrovatisi continua a leggere…

In mostra la collezione di opere d’arte di David Bowie. – Internazionale

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In mostra la collezione di opere d’arte di David Bowie. La casa d’aste Sotheby’s esporrà al pubblico le circa 300 opere d’arte della collezione privata del musicista britannico, morto l’8 gennaio del 2016 a Manhattan, prima di metterle all’asta, a novembre. Si tratta di una collezione molto varia che, come ha detto l’artista e scrittore Matthew Collings, riflette la personalità di Bowie. Alcune delle opere sono firmate da grandi nomi dell’arte contemporanea come Damien Hirst, Henry Moore o Marcel Duchamp. Solo dai dipinti, che sono poco più di 260, la casa d’aste si aspetta di ricavare una cifra intorno ai dieci milioni di sterline.

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Brian Eno, pittore di luce e musica – l’Espresso

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Dal 25 giugno a Mantova, capitale della cultura 2016, il progetto 
di visual art “77 Million Paintings”: un’installazione firmata dall’artista 
inglese Brian Eno, pittura di luce 
che sarà visibile sulla facciata di Palazzo Te 
e, in contemporanea alle Fruttiere, un’opera sonora, “The Ship”, per esplorare i rapporti tra musica e ambiente. Fino al 2 luglio

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Rolling Stones, scatti di rock – l’Espresso

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Batterista jazz, Terry O’Neill sognava di poter volare negli States per suonare nelle band più famose ma, per inseguire quel sogno fu costretto a trovarsi un lavoro che gli consentisse di mantenersi. Iniziando così la sua carriera come fotografo. Che poi lo porterà a immortalare miti e riti della Swinging London. Una selezione dei suoi scatti che ritraggono i Rolling Stones (assieme a quelli di Michael Putland) sono protagonisti della mostra “The Rolling Stones – It’s only Rock and Roll (but I like it)”, alla galleria Ono Arte di Bologna, dal 16 giugno al 23 luglio. Le immagini faranno anche parte del libro “Rolling Stones by Putland” a cura di Ono per Lullabit, in vendita da settembre.
di des

via Rolling Stones, scatti di rock – l’Espresso