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Addio a Roberto Masotti, il fotografo delle star della musica

Scomparso improvvisamente il 25 aprile. Il jazz è stata la sua prima attrazione, poi l'incontro con Cage e Battiato e gli scatti di centinaia di spettacoli della Scala con la moglie Silvia Lelli dal 1979 al 1996.

da redazione, Repubblica Milano, Silvia Lelli

Il leggendario scatto di Roberto Masotti per l’album “La voce del padrone” di Franco Battiato (Archivio – Lelli e Masotti)

Ci ha lasciati il grande fotografo di spettacolo e di musica Roberto Masotti, per noi un secondo papà oltre che uno dei più importanti maestri in tutti i sensi, che conoscevamo di persona e con cui abbiamo studiato, collaborato e stabilito un rapporto speciale che andava oltre all’arte e al lavoro. Masotti, autore degli scatti più importanti della scena musicale italiana e internazionale, ha reso immortali le copertine di Franco Battiato, Demetrio Stratos, John Cage, Enrico Rava, Keith Jarret e di altri tra i più importanti musicisti blues e jazz di sempre. Il più grande abbraccio alla famiglia Lelli e Masotti. Caro Roberto, cari Silvia, Giulio e Guido, è per noi un fulmine a cielo tersissimo, a cui non abbiamo la forza di aggiungere altro.

da Repubblica Milano del 26 aprile 2022

Con Roberto Masotti, fotografo di musica, per la musica, con la musica, scomparso improvvisamente alle prime ore del 25 aprile, tutto il mondo dello spettacolo ha un debito immenso. E ciò che ci ha tolto la sua morte inaspettata sarà in parte ravvisabile in “Franco Battiato, Nucleus” in stampa in queste ore, il terzo lavoro dedicato a musicisti-compositori che Masotti ha raccolto per l’editore Seipersei dopo quelli per Keith Jarrett e John Cage, i due personaggi a cui ha forse dedicato più sguardi e passione. Due star per riassumere una vita dietro l’obiettivo fotografico. Ma con la musica a dettare il ritmo degli scatti, anzi il fraseggio, la capacità di ‘suonare’ e ri-suonare ancora oggi come quando si ripassano i suoi scatti storici anni Sessanta-Settanta i bianco e nero che ritraggono donne e uomini, e pubblico e dettagli, strumenti e voci, teatri, piazze e arene, in cui nulla rimane inanimato. Senza colonna sonora.

John Cage (Roberto Masotti, Archivio – Lelli e Masotti)

Nato a Ravenna nel 1947, Masotti ha studiato industrial design a Firenze, prima di dedicarsi alla fotografia e trasferirsi a Milano, nel 1974. Qui ha subito iniziato collaborazioni decisive con gli ambienti più innovativi della musica d’avanguardia, tra cui quelli cresciuti attorno alla Cramps Records di Gianni Sassi, gli Area, Demetrio Stratos soggetto di alcune delle sue immagini più sanguigne e autentiche (realizzato col Silvia Lelli, di pochi mesi fa è il libro Stratos e Area), e la rivista Gong, ancor oggi considerata la migliore espressione di critica musicale di quei decenni di avventure sperimentali, anche per le relazioni tra creatività e immagini. Sempre alla stessa stagione risale l’incontro con Cage e Battiato e l’inizio del dialogo professionale internazionale più noto, quello con Manfred Eicher e la casa discografica ECM. Anche in virtù del rapporto di fiducia artistica instaurato con Keith Jarrett (cominciando dalla copertina realizzata nel 1973 per Musica Jazz su richiesta di Arrigo Polillo). Celebri le sue copertine non ritrattistiche per l’etichetta tedesca, a dare risonanza visiva a musiche inaspettate di nuovi compositori.

Il jazz è stata la sua primaria attrazione, a partire del Festival Jazz di Bologna nel 1969 dove, come amava ricordare, usò una Rolleiflex presa in prestito da suo padre. Lo testimoniano le gallerie di immagini in cui primeggiano tra gli altri, con caratteristica forza, Miles Davis, Archie Shepp, Charles Mingus, Carla Bley, Sam Rivers, Cecil Taylor e Ornette Coleman. Ma gli interessi musicali sono stati privi di pregiudizi. Così per conto suo, con la moglie Silvia Lelli e uniti nel mirabile frontespizio artistico-professionale storico Lelli & Masotti, non c’è stato settore plastico dello spettacolo che non abbia suscitato i suoi robusti e disinibiti appetiti fotografici.

Ritratto di Pat Metheny in sala di registrazione, attraverso il vetro (Roberto Masotti, Archivio – Lelli e Masotti)

Fotografo ufficiale, con Silvia, del Teatro alla Scala dal 1979 al 1996, Roberto Masotti vi ha documentato centinaia di spettacoli (di un Trittico pucciniano del 1983, per la regia di Sylvano Bussotti, firmarono anche le scenografie parigine), migliaia di artisti e personaggi, contribuendo alla creazione di un archivio fotografico moderno che in Scala mancava e di un modo moderno e vivo di fotografare l’opera, il balletto, le orchestre, i concerti. Inquadrature fotografiche e ritratti ‘classici’ che scandirono la lunga partecipazione, dal 1977, al progetto guidato da Lorenzo Arruga della rivista Musica Viva, mensile pilota del settore. Ma sempre restituendo la sua passione in modi molteplice: mostre, installazioni, lavori video (tra le recenti, per il web, le scapestrate rivisitazioni cageane riunite in “Call 2021 di Città Sonora”), regie di spettacoli, e qualsiasi altro formato che consentisse alle immagini di fermare il tempo ma continuando a “suonare”.

Dal profilo di Silvia Lelli

Roberto Masotti con l’artista e compagna di una vita Silvia Lelli (foto di Fabio Mantegna)

Vogliamo esprimere il nostro ringraziamento più sincero, ad ognuno di voi, per l’affetto e la vicinanza che ci avete trasmesso. Siete stati in tantissimi a celebrare la vita, i legami e il lavoro di Roberto lasciandoci commossi e circondati dalla vostra amicizia. Ancora un grazie di cuore da tutta la famiglia Lelli e Masotti.

Per ricordare Roberto e stringerci a voi, non potevamo che pensare alla musica. Ci riuniremo tutti il 9 maggio alle ore 19:00 a BASE Milano, per un concerto in suo onore. A breve seguiranno tutti i dettagli.

Con amore,

Silvia, Giulio, Guido e Franco


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