Adams-Gaiman: Guida Galattica Double Face

di Lorenzo Fantoni

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Un uomo sta facendo l’autostop in giro per l’Europa, beve un po’ troppe pinte in un bar di Innsbruck e si sdraia sull’erba, ubriaco marcio a guardare le stelle. Improvvisamente un pensiero gli attraversa la mente:
«Qualcuno dovrebbe proprio scrivere una guida per fare l’autostop in giro per lo spazio.»

Questa è la storia che Douglas Adams raccontava ogni volta che qualcuno gli chiedeva com’era nata la Guida Galattica per Autostoppisti, anche se ormai, dopo averla ripetuta centinaia di volte, non si ricordava più quanto c’era di vero e quanto di inventato per renderla più interessante. Sarcasmo, autoironia, l’incredibile capacità di guardare i fatti della vita, anche i più crudeli, con un sorriso tra il sincero e il beffardo, un pizzico di satira, follia quanto basta e l’incapacità di capire fino in fondo il limite tra lo scherzo e il momento serio. Queste sono probabilmente le caratteristiche principali che rendono unico e affascinante l’humor inglese, caratteristiche che hanno accompagnato Douglas Adams per tutta la vita e hanno res[…]

via Adams-Gaiman: Guida Galattica Double Face | Oscar Mondadori

Il misterioso mistero dei libri introvabili che invece si trovano

di Giulio Mozzi

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Uno dei libri più rari: la Bibbia di Gutenberg

Un giorno sì e uno sì ricevo lettere del tipo: “Sto cercando il tale libro, non riesco a trovarlo da nessuna parte, tu che si un bibliofilo [non lo sono, ma passi] sapresti aiutarmi?”. La gran parte delle volte, nel giro di pochi minuti da quando leggo la lettera sono in grado di indicare dove il tale libro può essere acquistato. Pertanto, e mi scuso per la pedanteria, provo a fornire qui qualche indicazione di massima.

1. Esistono le librerie in rete. Forse ne avete sentito parlare. C’è InternetBookShop, c’è La Feltrinelli, c’è Libreria Universitaria, c’è la Liberia Hoepli, ce ne sono altre. Se il libro vi serve urgentissimamente (ma di solito non è così), Amazon offre tempi di consegna imbattibili.

2. Esistono le librerie dell’usato e dell’antico. Il sito Mare Magnum incorpora i cataloghi di moltissime di queste librerie (molte, specialmente quelle che fanno più usato che antico, sono raggiungibili anche tràmite Amazon). Più dilettantesco, ma tutt’altro che inutile, è ComproVendoLibri. Un po’ farraginoso nella ricerca, ma sempre utilissimo, Ebay. Ho sempre trovato un po’ complicato il sistema di spedizioni e consegne del Libraccio, ma sospetto che ciò sia dovuto ai particolari tempi e ritmi della mia esistenza.

3. Ci sono i siti degli editori: quasi tutti offrono la possibilità di acquistare. Nel caso in cui cerchiate un libro pubblicato da un piccolo editore, vi consiglio caldamente l’acquisto diretto: la vendita tramite le librerie in rete (vedi punto 1) è per i piccoli editori piuttosto onerosa (ci guadagnano pochissimo, e a volte addirittura ci rimet[…]

via Il misterioso mistero dei libri introvabili che invece si trovano | vibrisse, bollettino

Educare alla lettura

di Cristian Vecchiet

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Nell’epoca del digitale e dei tempi sempre più frenetici imposti dalle nuove tecnologie è fondamentale far comprendere ai ragazzi l’importanza di leggere. Fin da piccoli. E il modo più efficace, come sempre, è quello dell’esempio degli adulti.

L’umanità è caratterizzata dalla cultura. Non vi è umanità senza cultura e cultura senza umanità. Ma cos’è la cultura? La parola deriva dal latino “colere” che vuol dire “coltivare”. Nell’antichità i romani intendevano per cultura anche l’atto di ornare un corpo e venerare una divinità. In senso analogico Cicerone parlava di “cultura animi”. La cultura è la formazione della persona. La storia del concetto di cultura è articolata. Certo è che la cultura è visione della realtà, interpretazione del mondo, modo di orientarsi nella vita, stile di rapporto con gli altri, stile di pensiero come anche di pratiche di vita, modalità di affrontare la quotidianità come anche gli eventi inaspettati e i lutti, le ferite e le speranze. La cultura è importante proprio per questo. La cultura esprime il modo di interpretare la realtà e l’apertura al mondo degli uomini. Lo stile di pensiero e le pratiche di vita si influenzano reciprocamente. In questo processo la cultura intesa come lettura, studio, ascolto ma anche scrittura, produzione, riveste un’importanza decisiva.

La cultura è ricerca, interrogazione, critica della visione del mondo acquisita. Per progredire in cultura è importante abituarsi ad ascoltare gli altri, a farsi domande, a porre quesiti, a non rassegnarsi alle risposte preconfezionate. La cultura è seme e alimento dello sviluppo della persona. Uno dei canali di formazione culturale è quello della lettura. Cosa vuol dire leggere un libro? Vuol dire entrare nel mondo interiore di altri che si sono interrogati sulla realtà e che hanno scoperto o riscoperto degli aspetti che sentono il bisogno o il desiderio di comunicare. Leggere vuol dire esplorare e lasciarsi esplorare. Leggere vuol dire entrare in relazione. La lettura è un fenomeno intrinsecamente sociale. Dopo una buona lettura, il lettore non è più quello di prima. È come incontr[…]

via iMagazine – Educare alla lettura

David Bowie risponde al famoso ‘Proust Questionnaire’

di Maria Popova (traduzione di Terry Passanisi)

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Ritratto di David Bowie di Robert Risko per Vanity Fair

Nel 1880, molto prima di acquisire il suo status di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, un Marcel Proust ancora adolescente (10 luglio 1871–18 novembre 1922) rispose al famoso questionario in lingua inglese propostogli dall’amica Antoinette Faure, figlia del futuro presidente di Francia, all’interno del suo “libro delle confessioni” – una versione vittoriana dei test della personalità dei giorni nostri, concepita per svelare i gusti, le aspirazioni e la sensibilità di qualcuno attraverso una serie di semplici domande. Il manoscritto originale di Proust, intitolato “Marcel Proust par lui-même”, non fu scoperto fino al 1924, due anni dopo la sua morte. Decenni dopo, il conduttore televisivo francese Bernard Pivot, il cui lavoro ha ispirato lo show Inside the Actor’s Studio di James Lipton, ha trovato nel questionario un ottimo ammorbidente per le sue interviste e ha iniziato a proporlo ai suoi ospiti tra gli anni ‘70 e gli anni ‘80. Nel 1993, la rivista Vanity Fair ha riportato in uso questa tradizione e ha iniziato a pubblicar Leggi tutto…

Leggere può farti più felice?

di Terry Passanisi

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Illustrazione di Sarah Mazzetti

Diversi anni fa, ho ricevuto un regalo piuttosto originale: una sessione via PC con un libroterapista dalla sede londinese della “School of Life”, che offre corsi di tipo innovativo allo scopo di aiutare le persone ad affrontare le sfide emotive più comuni dell’esistenza. Devo ammettere che all’inizio ero molto scettico: mi sembrava di dovermi sottoporre a una vera e propria prescrizione di… lettura. Avrei preferito emulare da me la devozione di Virginia Woolf per la serendipità, scoprendo il mio percorso personale di lettura, non solo nella delizia dei libri stessi ma nella natura casuale e apparentemente più significativa di come mi sarei imbattuto in loro: sull’autobus dopo aver litigato con la mia ragazza, in un ostello di quarta categoria a sessanta chilometri dal centro di Roma, o negli scaffali di una minuscola biblioteca buia scoperta per caso, mentre mi sono perso col cellulare scarico. La diffidenza per l’evangelizzazione di nuovi lettori mi rimane ancora oggi: leggi questo e quest’altro, sento dire ai missionari che ti mettono libri tra le mani con uno scintillio mefistofelico negli occhi, senza tenere conto del fatto che ogni libro è in grado di assumere significati diversi per ogni lettore, a seconda del punto della vita in cui essi si trovano. Per esempio, io a vent’anni ho adorato le Maples Stories di John Updike, e sono quasi sicuro di odiarle a quaranta, e non so nemmeno dire il perché.

Tutto sommato la seduta è stata un regalo originale, e mi sono ritrovato inaspettatamente a gradire il questionario iniziale sulle mie abitudini letterarie, inviatomi dalla libroterapista Ella Berthoud. Nessuno mi aveva mai fatto prima domande di quel tipo, anche se leggere romanzi è sempre stata la prima passione della mia vita. Adoro divorare più capitoli in lunghe sessioni di lettura; nei traslochi ho il quadruplo degli scatoloni di libri rispetto a quelli di vestiti, le ho dichiarato con voluttuoso trasporto. Le ho confidato il mio piccolo segreto di Pulcinella, e cioè che non mi piace prendere i libri in prestito dalla biblioteca, ma preferisco comprarli e possederli (qualche volta ho ceduto al fascino del furto, raramente, ma perfino Umberto Eco ha ammesso quanto questa debolezza sia lecita in un bibliofilo che si rispetti), e la biblioteca la voglio avere in casa, tutta mia. Alla domanda di tutt’altra natura “Cosa ti preoccupa in questo momento?” sono rimasto interdetto e sorpreso da ciò che avrei voluto rispondere: sono preoccupato dal non avere sufficienti risorse spirituali per fronteggiare l’inevitabile futuro dolore di perdere qualcun altro che amo. Non sono credente, e non ne sento affatto il bisogno, ma mi piacerebbe leggere molto di più sulle riflessioni di altri a proposito del raggiungim Leggi tutto…