Cultura Letteratura Società

Libertalia, l’utopia pirata della democrazia perfetta

Libertalia, la storia della leggendaria comunità pirata basata su democrazia diretta, eguaglianza e integrazione.

a cura di Cannibali e Re

Poche altre storie hanno esercitato il fascino di Libertalia, la leggendaria e utopica colonia pirata fondata nell’odierno Madagascar. Secondo quanto riportato dal capitano Johnson nella sua “storia generale dei pirati”, il pirata Thomas Tew, l’ex ufficiale francese Olivier Misson, e il prete domenicano Angelo Caraccioli sarebbero i fondatori di Libertalia. Quest’ultima sarebbe stata amministrata secondo una precisa forma di autogoverno, che in opposizione alla tirannide degli Stati dell’epoca, si sarebbe fondata sulla democrazia diretta, l’eguaglianza dei cittadini, la creazione di un codice di norme proprie. La neonata comunità ispirata da un forte sentimento cristiano avrebbe combattuto per la liberazione degli schiavi e avrebbe abolito la pena di morte.

Insomma, i pirati di Libertalia, il cui simbolo non era il jolly roger ma un vessillo bianco con il motto “per Dio e per la libertà”, erano ben diversi dagli omologhi che tante volte abbiamo raccontato, poiché nonostante avessero rotto i legami con la società d’origine cercavano di riproporne alcuni tratti. Nelle parole di mission riportate da Johnson emergono sicuramente alcuni elementi di radicalità ma al tempo stesso anche riflessioni in continuità col vecchio mondo.

Come altre vicende narrate sui pirati dell’epoca d’oro possiamo oggi stabilire che seppur inventata l’epopea di Libertalia prenda spunto almeno in parte dalle reali condizioni di vita delle comunità piratesche di quel periodo. In particolare, l’antropologo David Graeber, attraverso una importante ricerca, arriva ad affermare che effettivamente vi fu in Madagascar, tra sei e settecento, una sorta di confederazione anarchica alla quale parteciparono pirati, elementi locali, e discendenza varia. A guidare questa “Confederazione betsimisaraka”, ci sarebbe stato un tale Ratsimilaho, figlio di un pirata e di una malgascia. All’interno della confederazione con sede ad Ambonavola autoctoni e uomini di mare, collaborando, avrebbero dato vita ad una società profondamente avanzata, tanto che Graber non esita a metterla in relazione con alcuni aspetti dell’illuminismo che si andava sviluppando in quella fase storica. La confederazione durerà 36 anni ma i suoi eredi vivono ancora in Madagascar, risultando una comunità specifica resistente ad ogni forma di autoritarismo.

Editore ‏ : ‎ Elèuthera (28 gennaio 2021); Lingua ‏ : ‎ Italiano; Copertina flessibile ‏ : ‎ 216 pagine; ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8833021027

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