
Stazione
Didascalica promessa, nel riflesso una scommessa.
Competizione o dedizione:
una linea poco spessa.
Colazione, efficienza, poi di corsa alla stazione
Nuovo treno in partenza, proprio come la stagione.
Ti prometto, ti assicuro,
in ginocchio: Te lo giuro.
“Resti sempre nel mio cuore!”
Nuova meta,
falsa azione.
Nuova Era
Non prendetela per sciocca,
la donnina sapeva bene di trovarsi da sola
E il suo guscio era diventato una bella conchiglia.
Ad alcuni sconcerta,
l’’idea di vederla spogliarsi ancora
La stanza deserta
Lei cauta rientra,
la luce un po’ viola.
Brillano sulle guance le parole amate,
baciate sul viso
Poi dimenticate.
Sarà forse per questo che lei ancora favilla,
una gemma, un vetro, in un mare che strilla.
Le sue nuove ere nella scintilla
Tirano i capelli color camomilla,
il miele sul corpo carezza il torpore
di un corpo velato dal vecchio pudore.
Non c’è bisogno di spiegare.
La donnina balla con la porta spalancata.
Per accedere a lei servirebbe molto più di una chiave
Potete guardarla, non potete toccare.
La donnina ora è fatta di Stelle
Di spruzzo,
di raggio,
di lune Sorelle.

Ristorante
La donnina abbattuta saluta l’amante
Che invece del fronte
Va al ristorante
La sveglia saluta la stanza già muta,
ma non si conclude la storia incompiuta.
Il suo sguardo vuoto sta dietro al bancone
Immagina tetti di un altro colore
La donna si muove e poi tutto osserva
Cammina, poi inciampa,
infine, si snerva.
Promessi sposi o messaggi rischiosi
Sempre gli stessi
luminosi, noiosi.
L’inchiostro diventa una luce già spenta
Il cielo muta
E si accende anche il Sole:
Lui resta al bancone.
L’autrice

Serena Orlando è specializzata in Editoria e Giornalismo con esperienza nel settore dell’editoria libraria, generale e giornalistica. La sua passione sta nell’intersezione tra parola scritta, codifica testuale e multilinguismo.
Ha vinto la Open Call per artisti espositori del Festival d’Arte del Teatro Alfieri di Asti e per il Concorso Nazionale di Poesia della Casa Editrice Dantebus.