“Stazione” e altre poesie scelte

di Serena Orlando

Stazione

Didascalica promessa, nel riflesso una scommessa.

Competizione o dedizione:

una linea poco spessa.

Colazione, efficienza, poi di corsa alla stazione

Nuovo treno in partenza, proprio come la stagione.

Ti prometto, ti assicuro,

in ginocchio: Te lo giuro.

 “Resti sempre nel mio cuore!”

Nuova meta,

falsa azione.


Nuova Era

Non prendetela per sciocca,

la donnina sapeva bene di trovarsi da sola

E  il suo guscio era diventato una bella conchiglia.

Ad alcuni sconcerta,

l’’idea di vederla spogliarsi ancora

La stanza deserta

Lei cauta rientra,

la luce un po’ viola.

Brillano sulle guance le parole amate,

baciate sul viso

Poi dimenticate.

Sarà forse per questo che lei ancora favilla,

una gemma, un vetro, in un mare che strilla.

Le sue nuove ere nella scintilla

Tirano i capelli color camomilla,

il miele sul corpo carezza il torpore

di un corpo velato dal vecchio pudore.

Non c’è bisogno di spiegare.

La donnina balla con la porta spalancata.

Per accedere a lei servirebbe molto più di una chiave

Potete guardarla, non potete toccare.

La donnina ora è fatta di Stelle

Di spruzzo,

di raggio,

di lune Sorelle.


Ristorante

La donnina abbattuta saluta l’amante

Che invece del fronte

Va al ristorante

La sveglia saluta la stanza già muta,

ma non si conclude la storia incompiuta.

Il suo sguardo vuoto sta dietro al bancone

Immagina tetti di un altro colore

La donna si muove e poi tutto osserva

Cammina, poi inciampa,

infine, si snerva.

Promessi sposi o messaggi rischiosi

Sempre gli stessi

luminosi, noiosi.

L’inchiostro diventa una luce già spenta

Il cielo muta

E si accende anche il Sole:

La donna cammina

Lui resta al bancone.


L’autrice

Serena Orlando è specializzata in Editoria e Giornalismo con esperienza nel settore dell’editoria libraria, generale e giornalistica. La sua passione sta nell’intersezione tra parola scritta, codifica testuale e multilinguismo. 

Ha vinto la Open Call per artisti espositori del Festival d’Arte del Teatro Alfieri di Asti e per il Concorso Nazionale di Poesia della Casa Editrice Dantebus.


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