Dentro lo stesso sogno: conversazione tra maestri della letteratura

di Jacopo Zonca

Antonio Moresco è da circa trent’anni l’autore più singolare, controcorrente e ambizioso del panorama letterario italiano. A lungo rifiutato dall’establishment culturale nostrano, Moresco prosegue tuttora uno scopo preciso, quello di esplorare dimensioni e immaginari diversi in cui si mescolano azione sfrenata, filosofia e fantastico; ma tutte le definizioni sono restrittive quando si parla di Moresco, poiché il cuore della sua intera opera non è classificabile in un genere unico, bensì in una frontiera che negli anni lo scrittore ha attraversato in ogni romanzo, l’ultimo dei quali, lo straordinario “Canto del buio e della luce” edito da Feltrinelli e uscito a maggio di quest’anno.  

Mircea Cărtărescu, rumeno, candidato diverse volte al premio Nobel per la letteratura, si è fatto le ossa come poeta, abbracciando successivamente la prosa e inserendosi nella impetuosa corrente postmoderna, diventando autore di spicco della Blue jeans generation, un movimento letterario nato in Romania negli anni Ottanta e diventato presto un importantissimo baluardo di libertà artistica in contrapposizione al feroce regime di Nicolae Ceausescu. Rapidamente, le opere di Cărtărescu sono uscite dai confini territoriali conquistando l’Europa dell’est, per poi sbarcare in Italia nel 2003 grazie a Voland, casa editrice indipendente che con grande coraggio, ha pubblicato la trilogia di “Abbacinante”, fulcro di tutta la poetica del maestro rumeno. Da quel momento, con l’aiuto di scrittori (e insaziabili lettori) come Vanni Santoni, più recentemente Nicola Lagioia, e anche grazie a librerie indipendenti combattive, il suo pubblico italiano è diventato sempre più numeroso e affezionato. “Theodoros” è l’ultimo lavoro dell’autore, edito da Il saggiatore e tradotto, come tutti gli altri romanzi, da Bruno Mazzoni.

Oggi, Wojtek edizioni propone un libro-intervista a due maestri della letteratura contemporanea, inaugurando “Oasi”, una nuova collana di cui “Dentro lo stesso sogno” rappresenta il primo volume.

Un libro piccolo e sottile, ma di enorme intensità. Le prime pagine sono dedicate all’infanzia e alla giovinezza degli autori: Cărtărescu è un bambino fantasioso con l’ossessione per la lettura (tanto da leggere qualunque cosa gli capiti tra le mani) e con una passione viscerale per il fantastico. Cresce, soffre le limitazioni creative e pratiche del terribile regime comunista di Ceausescu (periodo riportato magistralmente in Abbacinante: l’ala destra), persevera, crea circoli letterari e infine approda alla pubblicazione dei suoi primi libri di poesie.

Moresco è un ragazzino chiuso, tormentato, figlio di un padre violento e di una condizione sociale tutt’altro che privilegiata. Per il giovanissimo Antonio la scuola non è un luogo felice, bensì un girone dantesco in cui sperimenta l’umiliazione e l’incomprensione sia da parte degli insegnanti, sia da parte dei compagni di classe. La passione per la lettura esplode anni dopo, in seminario. Inizia così a scrivere, ma poi soffoca la sua vocazione per lanciarsi nell’avventurosa vita del militante politico. Terminati i tumultuosi anni Settanta, a trent’anni torna a Milano e ricomincia la sua attività di scrittore, andando incontro a un calvario artistico (descritto meravigliosamente nel capolavoro “Lettere a nessuno”), costellato da rifiuti di ogni tipo e durato ben quindici anni, fino alla pubblicazione di “Clandestinità” nel 1993.

No, il libro non è una lode alla sofferenza o una gara a chi ha fatto più gavetta per affermarsi. Moresco e Cărtărescu descrivono il loro percorso e la loro opera con leggerezza, senza far trapelare nemmeno un briciolo di autoreferenzialità. Leggendo, si ha l’impressione di stare seduti a un tavolo con due amici che non hanno perso l’entusiasmo per il loro mestiere e la voglia di comunicare al mondo la loro visione. Le riflessioni e la naturalezza con cui gli scrittori si confrontano e dialogano, infonde nel lettore un senso di stupore e meraviglia non solo nei confronti della parola scritta, ma soprattutto nelle possibilità che lo strumento del romanzo può ancora offrire. Le domande di Salvatore Toscano (scrittore, saggista e curatore editoriale) sono precise, da ammiratore certo, ma hanno anche il guizzo di chi è curioso di scandagliare l’umanità dei propri idoli ponendo questioni importanti sul vero significato della scrittura.

E poi ci sono gli aneddoti in cui arte e vita si mescolano, il rapporto dei due con il cinema e le altre forme d’arte, gli hobby e una serie di rivelazioni riguardanti la cultura pop che i fan non si aspetterebbero. O forse sì. Insomma, “Dentro lo stesso sogno” può essere classificato in vari modi: è una guida agli aspiranti autori, è un libro di memorie e riflessioni, ed è un saggio che ogni ammiratore di Moresco e Cărtărescu dovrebbe avere, oltre a rappresentare un buon punto di partenza per chi non li conoscesse e volesse cimentarsi in un’impresa che cambierà la sua percezione della lettura.

Dentro lo stesso sogno, Wojtek, 2024:

Dall’incontro di due grandi scrittori contemporanei a un festival di letteratura nasce un libro a tre voci. In pagine dense, generose, affilate, ricche di invenzione e attraversate dalla fede inesorabile nella parola, ecco emergere il punto di vista di Mircea Cărtărescu e Antonio Moresco su chi è lo scrittore, cosa è la letteratura, qual è il destino dell’opera nel mondo di oggi e domani. A provocare le risposte degli autori le domande di Salvatore Toscano, articolate in un prima e un dopo. L’evento che le separa è il FLIP 2023 (Festival della letteratura indipendente di Pomigliano d’Arco). Questo non è solo un libro su letteratura, scrittura, lettura secondo la visione dei due autori. Questo è un libro che trabocca del loro amore per la luce che la scrittura deve emanare a beneficio del mondo e dell’uomo. Il lettore viene fatalmente assorbito da quest’anelito, severo e implacabile, a una conoscenza più profonda attraverso il sogno della letteratura. Con questo libro, Wojtek inaugura la nuova collana “Oasi”.

Un pensiero su “Dentro lo stesso sogno: conversazione tra maestri della letteratura

Lascia un commento