a cura di Lumaka

Questa recensione arriva un po’ in ritardo rispetto all’uscita dell’album “Pixel” che risale allo scorso 10 Ottobre. Questo perché si è provato a rispondere ad una domanda che viene spontanea quando ci si approccia al primo album di un* artista emergente: chi è veramente Ele A?
Fino a quello scorso 10 Ottobre Ele A ha pubblicato principalmente due EP: Globo e Acqua. Questi due lavori ci hanno fatto capire due cose: sa rappare e ha un sound ben preciso. Le sue ispirazioni sono molto chiare: viene sicuramente influenzata dall’ascolto della musica hip hop anni ’90. Lo dice chiaramente nel suo feat. con Guè in Gazelle:
“Me ne andrò con in sottofondo l’album di Biggie
Nella mia villa sul lago mentre accarezzo una tigre, ready to die
Ma non sono pronta a morire
Ho un attico di dischi d’oro da riempire”
A questo sound molto bumbap, ci butta dentro tanto R&B, tanti giri di musica funk mantenendo però un’aura molto eterea, quasi impalpabile, che le permette di esprimere concetti molto profondi e a volte pesanti senza però travolgere come un macigno in corsa. In questo sound ci sono richiami palesi anche agli anni ’80, soprattutto quando arriva tutta una batteria synth che ricorda in qualche modo la dance. Ma c’è anche parecchio jazz, come si riconosce parecchio nei brani della nuova generazione di rapper – vedi Sayf che suona anche la tromba. Molto probabilmente tra i suoi ascolti ci sono stati crew hip hop che hanno fatto del campionamento jazz una cifra stilistica molto importante, come i A Tribe Called Quest. […]
Per seguire meglio questo pezzo e i riferimenti musicali in esso contenuti, abbiamo creato una playlist ad hoc: qui.
