E ora qualcosa di completamente nuovo

di Terry Passanisi

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  • Intanto una sentita premessa. Cosa possono fare gli scrittori e gli intellettuali per arginare l’ascesa del nuovo fascismo cavalcante in mezzo mondo? Be’, dovrebbero, se non altro, fare ricorso alla memoria e guardare a quello che ha già detto la storia, luogo in cui i teorici possono fermare il tempo e, di volta in volta, incoccare le loro frecce infuocate e puntare i loro archi tesi in mezzo agli occhi della tirannia.

  • The Time Machine di H. G. Wells ha fatto conoscere al mondo il concetto di macchina del tempo – e chiedo venia per aver inciso con questa premessa una nuova dedica sulla lapide di Monsieur de La Palice. Come scrive John Lanchester nella sua recensione del nuovo libro di James Gleick sul viaggio nel tempo, “Dovremmo essere più precisi su ciò che Wells inventò. Altri scrittori prima di lui fecero viaggiare i loro personaggi attraverso le pieghe del tempo… nel 1892 il golfista scozzese J. McCullough – anche se il suo nome di battesimo è sconosciuto ai più – pubblicò Golf in the Year 2000.” Gleick, che si è letto il libro, per cui possiamo fidarci ciecamente di quel che dice, ci riporta testualmente che “nel 2000 le donne vestono come gli uomini e si occupano del lavoro, per cui gli uomini sono liberi di giocare a golf tutto il giorno, tutti i giorni.” Sarebbe bello sapere cosa ne pensano le donne, quando a noi uomini non resta che trincerarci dietro un dovuto No comment. “La particolarità fondamentale di questi viaggi nel tempo è che avvengono involontariamente. I loro protagonisti (sempre uomini) non hanno nessun mandato governativo che li spinga a compierli. Il viaggiatore del romanzo di Wells è diverso sotto questo punto di vista, perché si è costruito una macchina del tempo per viaggiare di proposito, a suo piacimento. Nella storia di Wells l’umanità, grazie al suo ingegno, ha conquistato la dimensione spazio-tempo. Fu questa la vera novità.”
  • Di questi tempi la letteratura non ha molto valore sul mercato, eccetto che, di tanto in tanto, come oggetto di prestigio. Per esempio: se aveste la necessità di dare valore all’insignificante vino che state cercando di immettere sulla piazza, per venderlo ad un prezzo impegnativo, provate a schiaffarci sulla bottiglia un bel racconto breve, un libretto legato al suo collo con una lunga cordicella di buon gusto. È una soluzione esplosiva che convincerà i vostri clienti di quanto siano i più colti, i più frizzanti, i più profondi membri di una selezionatissima classe alto-borghese. E se dovessero abbinare il vostro rosso fruttato a un sorprendente burrito Chipotle tanto meglio; avrebbero entrambi gli aspetti fondamentali della letteratura serviti per cena!

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