Cinque bellissimi libri da leggere a Natale (più uno…)

di Terry Passanisi

booksnatale

È bene sottolineare fin da subito che la classifica di questo articolo è assolutamente arbitraria e che i libri indicati, in ordine inverso di preferenza dalla quinta alla prima posizione, non hanno un’ambientazione natalizia, né hanno per forza a che fare con il Natale (tranne il libro bonus, il racconto natalizio per antonomasia). Sono libri che, per un motivo o per l’altro, trovo adatti alla stagione, vuoi per averli letti a mia volta durante le stagioni fredde, vuoi per la loro capacità di instillare il buonumore durante il lungo inverno, vuoi per la loro bellezza intrinseca che salva dalla malinconia delle festività. Inoltre, non è la classifica assoluta dei romanzi che consiglierei, visto che mancano titoli illustri come la “Recherche” di Proust – il romanzo più bello e inarrivabile di sempre – oppure “Il nome della rosa” di Eco, altra pietra miliare della narrativa da non farsi sfuggire nella vita; proprio perché questi ultimi due romanzi sono da leggere e rileggere sempre e comunque.

Se aveste già letto i romanzi di questa classifica, mi auguro che le indicazioni vi tornino utili a sciogliere in maniera decisiva il dubbio sui titoli da impacchettare e mettere sotto l’albero per i vostri cari. Soprattutto, regalarli potrebbe essere un metodo sottile e infallibile per comunicare qualcosa difficile da trasmettere a una certa persona: per fare pace con un parente che non vi parla da un po’, ma al quale volete molto bene, oppure per dichiarare il vostro amore segreto a quel qualcuno a cui non avete il coraggio di chiedere nemmeno il nome; ma, soprattutto, se non l’aveste ancora fatto, leggeteli allo scopo di riprendere fiato, per fermarvi a contemplare il mondo, per sorridere, per conoscere le grandi riflessioni dei loro autori. Per fare di voi, attraverso la loro lettura, delle persone un po’ più felici e soddisfatte. Per farvi passare un periodo festivo, ormai ridotto a una corsa consumistica dai ritmi indiavolati e compulsivi, insomma, diverso, profondo, riposante e pieno di vera bellezza. Buona lettura e Buone Feste!

5. “Lo Hobbit”, di J.R.R. Tolkien (con le illustrazioni di Alan Lee!)

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Perché leggerlo? Ancora memore dei tanti inverni, Natale per forza compreso, ai tempi della scuola media e superiore, trascorsi a leggere Tolkien, non posso che iniziare da questo primordio seminale del genere Fantasy. Meno epico e più fiabesco de “Il signore degli anelli”; onirico e disorientante, compreso tra gli stilemi del poema e della filastrocca, in equilibrio tra l’essere tutte queste cose e il giocare ingannevolmente coi generi per bambini e per adulti. Insomma, una meraviglia. Bilbo Baggins, incarnazione stessa del sedentario Tolkien, è indimenticabile.

4. “Tre uomini in barca”, di Jerome K. Jerome

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Perché leggerlo? Il romanzo di Jerome non ha (lo si evince già dal titolo) nulla a che fare con il Natale, ma è uno dei romanzi più divertenti, comici e straordinari, nella forma e nelle trovate linguistiche, mai scritti. È stato d’ispirazione – immaginai la prima volta che lo lessi – alle trovate comiche più famigerate del ‘900, sia in letteratura che nel cinema.

3. “I racconti”, di Edgar Allan Poe

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Perché leggerlo? Sì, vero; è difficile far passare un titolo del genere come un’amabile antologia da leggere davanti al presepio. Eppure la bravura dell’autore americano è tale da rendere imprescindibile, anche per la brevità di alcuni racconti, la collocazione di questa raccolta, da leggere tutta d’un fiato in poltrona, racconto dopo racconto, tra un piatto e l’altro della nonna (che alla quinta portata, forse, vorreste murare viva, proprio come succede a qualcuno in uno dei racconti di Poe).

2. “Il buio oltre la siepe”, di Harper Lee

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Perché leggerlo? Il capolavoro di Harper Lee, premio Pulitzer del 1961 al suo esordio letterario, va al di là di ogni collocazione stagionale e rientra, questo sì, tra i miei romanzi preferiti di sempre: molto semplicemente è un romanzo fondamentale, un passaggio obbligato, sotto ogni punto di vista. Vi innamorerete per sempre di “Scout” Finch, la piccola protagonista, e conoscerla basterà non solo a farvi rendere conto di aver fatto un’ottima scelta di lettura ma, soprattutto, a vedere il mondo, Natale compreso, per il resto dei vostri giorni, da un altro punto di vista.

1. “Don Chisciotte della Mancia”, di Miguel de Cervantes

Don Chisciotte, Cervantes, Bompiani

Perché leggerlo? È un’epifania letteraria. Detto in soldoni, senza riuscire a tributare il giusto merito in questo spazio all’opera capostipite del romanzo moderno e di ogni genere trattato nei secoli successivi, il “Don Chisciotte” è un’immensa e straordinaria avventura composta da un’infinità di episodi geniali, divertentissimi e originali (eppure brevi). Si tratta pur sempre di un romanzo complesso di quasi 900 pagine. Il consiglio che posso dare e che potrebbe fare la gioia della vostra riunione natalizia di famiglia – ma non solo – è questo: ritrovatevi attorno a un tavolo e leggetelo a turno, facendo girare il libro come il tabellone della Tombola; spartitevi a testa un episodio dello stralunato “cavaliere errante” della Mancia. Per comprendere l’assoluta grandezza dell’opera è sufficiente leggere alcuni tra i passaggi più famosi: quei due suonati dei protagonisti, e tutti gli altri comprimari, sono talmente divertenti che potrebbero strappare un sorriso anche allo zio dal muso più lungo.

Libro bonus. “A Christmas Carol”, di Charles Dickens

A Christmas Carol, Charles Dickens

Perché leggerlo? «Mi chiedo se per caso hai letto i Racconti di Natale di Dickens. […] Io ne ho letti due, e ho pianto come un bambino, ho fatto uno sforzo incredibile per smettere. Quanto è vero Dio, sono meravigliosi, e mi sento così bene dopo averli letti. Voglio uscire a far del bene a qualcuno […]. Oh, come è bello che un uomo abbia potuto scrivere libri come questi riempiendo di compassione il cuore delle persone!». Così si esprimeva Robert Luis Stevenson, autore dell’Isola del Tesoro, riferendosi ad una delle opere più celebri e lette di Dickens, A Christmas Carol, che risulta essere indubbiamente un piccolo grande libro al fascino del quale è difficile sottrarsi e che, per la prima volta in Italia, è offerto ai lettori moderni col titolo originale in una nuova, integrale e commentata edizione a cura di Enrico De Luca.

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