Cultura Letteratura

La libreria antiquaria senza tempo della ‘signorina Zuckerman’

Una passione nata durante il servizio civile in biblioteca, l'apprendistato a Roma e poi l'avventura da sola nel nome dell'alter ego di Roth: tra segreti e volumi spariti.

di Corrado Premuda

Martina Trevisan nella sua libreria antiquaria

Varcandone la soglia si fatica a immaginare che qui una volta ci fosse la sede di un’autoscuola. Anche chi in quegli spazi ci è entrato e ha studiato per prendere la patente se ne dimentica all’istante: libri, volumi, fotografie e stampe d’epoca sono stipati fin dall’ingresso e accompagnano lo sguardo e i passi del visitatore. La libreria antiquaria Zuckerman si trova a Trieste all’inizio di via Rismondo, quasi all’angolo con via del Coroneo. Una zona animata di persone che gravitano intorno al tribunale, di studenti universitari divisi tra le lezioni e la vita privata, in quella parte della città che era il Borgo Franceschino, quartiere residenziale di fine Settecento arricchito di teatri, spazi verdi e caffè. Martina Trevisan ha aperto la sua attività due anni fa, dopo aver svolto un importante periodo di gavetta in una libreria antiquaria a Roma. Riconosce cosa cercano gli avventori non appena compaiono alla porta: “In genere gli uomini, che sono collezionisti per natura, vengono per comprare, mentre le donne entrano per vendere.” La giovane libraia è abituata a destreggiarsi tra le richieste più bizzarre di chi cerca titoli precisi e le proposte che le vengono fatte per l’acquisto di fondi più o meno interessanti legati quasi sempre alla morte di una persona anziana. La passione per la lettura se la porta dietro fin da quando era ragazza e divorava i numeri di “Topolino” anche se in casa di libri non ce n’erano tanti. “Ai tempi dell’università”, racconta Martina Trevisan, “ho prestato il servizio civile lavorando nella biblioteca e riordinando i libri antichi ho scoperto un mondo affascinante.” All’università di Trieste prima e di Udine poi studia Storia dell’arte e matura l’interesse per i libri d’artista.

Apre anche un blog, Art & Bibliophilia, attivo da dieci anni e sempre molto seguito, su cui gli appassionati di questo mondo possono trovare informazioni sul collezionismo librario, le valutazioni, il mercato italiano e quello estero, le prime edizioni, le rarità. Martina si impegna a leggere tutto quello che esiste in merito e di conseguenza le sue riflessioni sul blog diventano preziose. “In biblioteca cercavo di capire come mai un libro antico valesse tanto e un altro invece no ma ho scoperto sul campo che nelle biblioteche tendono a non darti questo tipo di risposte.” Si mette a studiare il mercato e le aste partendo dai libri di grande valore per tentare di afferrarne il meccanismo scoprendo che ci sono libri fuori catalogo che valgono di più del loro prezzo di copertina e altri che invece non lo valgono affatto. Ma il mondo complesso e sconosciuto dei libri usati comincia ad approfondirlo sul serio a Roma lavorando alla libreria Apriti Sesamo che, per un fatale segno del destino, si trova collocata nel quartiere Trieste. All’inizio a Martina è affidata la catalogazione dei volumi ma poi le cose cambiano: la giovane racconta al responsabile della possibilità di vendere i libri usati online avendo così a disposizione un bacino di clienti molto più vasto e aprendosi agilmente anche al mercato estero. “Quella libreria passava un momento di crisi e questa novità ne ha risollevato le sorti. Ciò mi ha dato il coraggio di continuare nel mio progetto. Il grande passo di aprire una libreria mia è nato dalla proposta che ho fatto al libraio romano di portare una parte dei suoi libri a Trieste per venderli qui.” E così, rientrata dopo due anni a Trieste, Martina individua un posto volutamente lontano dal Ghetto e dalla Città Vecchia, regno di negozi e rigattieri da sempre impegnati nel settore, e apre la sua libreria antiquaria Zuckerman. Rileva i fondi privati di alcune biblioteche locali e lentamente si affranca dal libraio romano diventando autonoma, buttandosi in un’avventura da autodidatta perché “i librai e i bibliotecari non ti rivelano i segreti del mestiere.” Adotta Zuckerman come nome della libreria prendendo in prestito il personaggio – alter ego di Philip Roth, autore amatissimo: un nome che, però, richiama anche il legame di Trieste con l’Austria, un nome concreto, non banale, che molti credono essere il suo rivolgendolesi con un “signorina Zuckerman” che a lei piace e diverte. All’ingresso della libreria sono sistemati i volumi di viaggio, nella seconda sala i romanzi e i libri antichi, quelli più preziosi, che Martina preferisce tenere sott’occhio, poi nelle sale più interne ecco la saggistica, dalla scienza alla psicologia per arrivare al paranormale che vende sempre molto. “A Trieste”, dice Martina, “c’è una grande cultura nel settore, qui esistevano le Edizioni Sirio e tanti personaggi dell’occultismo sono passati in città.” Qualche volume ogni tanto è sparito dagli scaffali, specie nei primi tempi: libri antichi, una guida di Trieste, e soprattutto una bella mappa di Trieste del Cinquecento. Martina se ne accorge quandoquel titolo viene richiesto online e scopre che non è più in libreria. Il suo cliente tipo è un cinquantenne, appassionato magari alla prima edizione di un titolo, ma i libri più richiesti sono quelli sulle due guerre mondiali. Cartoline e foto di Trieste interessano alle persone più anziane mentre i giovani cercano i classici, dai testi della letteratura greca e latina a Hemingway, Flaubert e Dostoevskij che qui costano da uno a tre euro. I libri più cari sono invece i volumi più antichi, del Cinque e Seicento, atlanti, tomi dalla veste particolare, prime edizioni di libri di Marinetti e del Futurismo e delle “Poesie a Casarsa” di Pasolini. Martina ride: “Io per fortuna non sono una bibliofila, sennò sarei rovinata con tutti i libri d’artista che mi passano per le mani. Ma avrei tenuto per me senz’altro un bellissimo volume dei versi del Bembo del Cinquecento!”

Martina Trevisan è autrice del libro “Bibliofilia che passione. Viaggio curioso tra rarità di Céline o Bukowski, esordi italiani, anni Sessanta e quotazioni bibliografiche” (Edizioni Lulu), uscito nel 2018 quasi in concomitanza con l’apertura della libreria. Il volume indaga il collezionismo librario in molteplici direzioni, a partire dal suo mercato fino alle tipologie collezionistiche, alle curiosità sull’argomento, ma soprattutto scova gli aspetti celati dai collezionisti. Il libro nasce dal blog Art & Bibliophilia e ne raccoglie tutti i post pubblicati in dieci anni, suddivisi per argomento. La libreria Zuckerman ha il suo catalogo anche online e vende i libri su eBay, Amazon e Facebook: metà delle vendite avviene in libreria e l’altra metà si svolge in rete, soprattutto nel caso di acquirenti stranieri che vivono all’estero.

Il libro prediletto di Martina Trevisan è “Le conseguenze” di Jonathan Franzen e questo titolo è stato il primo nome che la libraia avrebbe voluto dare al suo negozio. Poi ha optato per il più semplice e iconico Zuckerman, ispirandosi ad un altro autore da lei molto amato, Philip Roth. Tra le sue altre passioni compaiono i classici francesi e russi e Pavese. Nella libreria antiquaria si trovano anche dischi in vinile e dvd mentre monete e francobolli vengono richiesti sempre meno. Preziosi alcuni albi illustrati di inizio Novecento, “La storia di Pik Badaluk” titolo amatissimo dai triestini e alcuni libri pop up della Disney. Il sogno di Martina Trevisan è quello di aprire, in parallelo alla libreria, un negozio di antiquariato con mobili, oggetti vintage, quadri, targhe pubblicitarie.

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