Cultura Letteratura

Canone ambiguo della letteratura queer italiana

Starita entra in dialogo con narrazioni che, in tempi non sospetti, coltivavano un seme di 'queerness'.

da redazione

Fuori dal canone letterario del Novecento, o raccontata solo nei suoi aspetti più accettabili da una norma lungamente costituita, esiste una letteratura “anarchica, scorretta, mostruosa”: una produzione eccentrica, spesso sottilmente camuffata nei segni della convenzione, e per questo studiata e insegnata in modo soltanto parziale. In questo percorso che alterna drammaturgia e saggio critico, l’autore si serve delle teorie queer per smascherare i lungamente velati silenzi di chi, attraverso i propri testi e mai in modo esplicito, ha cercato di esprimere il proprio orientamento sessuale, la propria libertà di genere, o più semplicemente la propria esistenza fuori dalla norma. In un susseguirsi di scene rapide e vivaci, l’autore, accompagnato da un Pier Vittorio Tondelli in forma di amichevole guida, va alla (ri)scoperta delle personalità più interessanti della storia della letteratura italiana nel loro universo più intimo e celato, per offrire uno spunto di riflessione sulla scrittura e sui molteplici modi di indagarla.

“Gli unici termini che ho usato finora per delineare la mia persona – uomo, maschio, omosessuale, letterato – li ho smontati, relegandoli per un momento a una dimensione a cui non appartengo più. E siccome nel caos dei primi due decenni del nuovo millennio una risposta, nella pesante caterva di definizioni, non sono riuscito ancora a trovarla, mi guardo indietro, mi perdo a piedi in una strada vecchia e chiamo in causa Pier Vittorio, colui che per primo ha cominciato a farmi vacillare.”

Un libro per: Chi non crede alla fissità del canone e ama rileggere il mondo in chiavi innovative. Chi ha amato gli Elementi di critica omosessuale di Mieli, ma anche La cognizione del dolore di Gadda.

Collana: Saggi Pop; pp.: 224; uscita: 24 febbraio 2021; prezzo: 16 €; ISBN: 9788898837984

L’autore

Luca Starita (1988), si è laureato in Italianistica all’Università di Bologna con una tesi sul queer nella narrativa di Aldo Palazzeschi.

Collaboratore di numerose riviste letterarie, è autore del romanzo La tesi dell’ippocampo (Bookabook, 2019) e delle due drammaturgie  Quanta strada nelle mie scarpe (2018) e Caleidoscopio (2019) per la compagnia teatale Murmuris.


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