Il Giappone post-Hiroshima nel romanzo di Abe Kōbō

di Goffredo Fofi

hiroshima

Negli anni sessanta dello scorso secolo si restò sbalorditi da un film di Hiroshi Teshigahara, La donna di sabbia, e si scoprirono il teatro e la narrativa di Abe Kōbō, nato nel 1924 e morto nel 1993. Nelle avanguardie del tempo, fu uno dei più geniali e inquietanti tra gli eredi di Kafka.

Il sogno e la metamorfosi sono elementi fondamentali del suo mondo poetico, “uno strano mondo, non c’è che dire”. Se ci sono affinità con espressionismo e surrealismo, la base più profonda è forse quella della favolistica giapponese, delle storie di fantasmi, oltre che del grande praghese. “Sarebbe dovuta essere una mattina come le altre”, quella del modesto impiegato che vede crescere sul suo corpo i germogli del daikon, una sorta di ravanello, e da uomo (animale-uomo) si trasforma in uomo-vegetale, registrando minuziosamente nel “quaderno canguro” i progressi della sua mutazione, e quel che questo suscita attorno a lui.

Abe visse la guerra, e l’eco delle paure post-Hiroshima è presente nelle sue angosciose storie di cambiamenti fisici progressivi e irrefr[…]

via Il Giappone post-Hiroshima nel romanzo di Abe Kōbō – Goffredo Fofi – Internazionale

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