Letteratura Racconti

Kamikaze

“Chissà perché ora sto sorridendo e recito ma nessuno sa”, ha cantato fra sé. E in quel preciso momento il pezzo di bicchiere le si è conficcato a metà della gola. L’ha sentito dentro, quel vetro, un pericolo di cristallo di Boemia. Ben ti sta, bisogna punirsi un po’. Almeno se stasera piangerai l’avrai fatto per una buona ragione.

di Corrado Premuda.

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Con il terzo sorso di vino ha inghiottito il vetro. Ad occhi chiusi, volutamente, come l’attrice di un film in bianco e nero. Ecco: ben venga il male. Ciò di cui ha bisogno adesso è un corpo estraneo, affilato, che scivoli a fatica dentro il suo corpo. Il vino ha fatto effetto tutto d’un colpo, ma il vetro è qualcosa che non si può digerire. Ha deglutito senza pensarci più: ormai è fatta.

Che stupida a bere il vino in una coppa da cocktail! Ma è l’unico bicchiere che può usare stasera. Bere è un rito e questa sorta di purificazione va fatta appoggiando le labbra a lui. La coppa significa Tommaso, il cocktail glielo preparava Tommaso. Sul bordo indugiano ancora le dita leggere che l’hanno viziata per anni. Il suo cocktail. Il suo Tommaso. Tutto andato ormai. Finito.

Kamikaze.

Con l’abilità da professionista esperto lui afferrava le bottiglie coi beccucci di metallo e versava rapido. Vodka, triple sec, succo di limone. Agitava e versava per lei un nettare vellutato e preciso, raffinato. Da sorseggiare ad occhi chiusi. Eleganza e profumi. Gusto acidulo, aroma agrumato.

Stasera Viviana ha brindato in solitudine. Chissà perché ha morso il bicchiere con una violenza che non le appartiene e il vetro si è rotto. Un frammento le è rimasto in bocca, se l’è trovato a tradimento tra la lingua e la guancia destra. Ma non l’ha sputato fuori. Ci ha giocato un po’, distrattamente, succhiandolo come fosse una caramella. E poi ha deciso. Aggiustandosi una lunga ciocca di capelli biondi ha deciso di farsi male.

Quando ha buttato giù il vetro con un sorso di vino, Viviana si è sentita così fiera di sé. Il leggero fastidio in gola le ha dato un brivido, di quel dolore ha pensato di farsi forza. Avrebbe potuto comportarsi in maniera assennata, avrebbe potuto sputare come chiunque altro in quell’occasione.

“Chissà perché ora sto sorridendo e recito ma nessuno sa”, ha cantato fra sé.

E in quel preciso momento il pezzo di bicchiere le si è conficcato a metà della gola. L’ha sentito dentro, quel vetro, un pericolo di cristallo di Boemia. Ben ti sta, bisogna punirsi un po’. Almeno se stasera piangerai l’avrai fatto per una buona ragione.

Le è sembrato tutto così finto. Molto più finto di quanto la sua vita le appaia di solito. Non si è cullata a commiserarsi, per la prima volta si è lasciata andare. E il piccolo frammento in gola è diventato un tesoro, un magnifico segreto da conservare a bocca chiusa.

Di Tommaso in casa non resta più niente. Ha buttato tutto: magliette, calzini spaiati, dischi, roba da bagno. Anche lo stupido quadro del suo amico artista sfigato. Ormai c’è solo la coppa da cocktail ma adesso la sta azzannando e presto non ne resterà traccia.

Il vetro graffierà la gola, le inciderà l’esofago, produrrà un rigagnolo di sangue caldo che si mescolerà al vino. Sarà tutto nero e blu là dentro. Non si capirà più niente quando le faranno l’autopsia. La fronte di Viviana è imperlata di sudore. Ha bevuto troppo. Quel pezzo di vetro probabilmente non le avrà fatto del bene ma è anche certo che non la manderà proprio stasera al Creatore.

Morire così, di alcol e di vetri, le sembra sublime. Un kamikaze che ha sbagliato il bicchiere con cui giustiziarsi. Chissà morire davvero stasera così.


Corrado-Premuda-2018-foto-di-Roberto-Pastrovicchio

Corrado Premuda è giornalista free lance, autore di testi teatrali e cataloghi d’arte. Scrive di cultura per il quotidiano di Trieste “Il Piccolo”; il suo blog Motivi personali è dedicato al mondo della scuola in cui insegna lingua e letteratura italiana.

Ha pubblicato racconti e romanzi per Nutrimenti, Giunti, Editoriale Scienza, con traduzioni uscite in Austria, Croazia e USA. È possibile leggere estratti dei suoi racconti sul sito corradopremuda.com.

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