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Trieste nella “Guidina” EL di Corrado Premuda, vademecum di viaggio (non solo) per i più piccoli

Esce il 25 febbraio in tutte le librerie l'undicesima ‘Guidina’ della collana targata Edizioni EL. Dedicata questa volta alla città di Trieste, vede la luce grazie all’ispirata penna dello scrittore e giornalista Corrado Premuda ed è corredata dalle illustrazioni di Sara Menetti.

di Terry Passanisi

Se, per ipotesi, mi avessero chiesto di scegliere a chi affidare il nuovo ‘volumetto’ turistico sulla città giuliana (che è anche la mia città natale), senza ombra di dubbio avrei indicato il nome del triestino Premuda. Conoscitore perfetto delle dinamiche culturali, letterarie, artistiche e, come si dice, di ‘colore’ della città, lo scrittore sancisce il connubio perfetto con l’editore italiano per eccellenza di bambini e ragazzi. Le coloratissime grafiche della bolognese Menetti fanno da corollario alle descrizioni, che soddisfano ogni singola argomentazione nel breve volgere di due o tre facciate.

La guida è articolata proprio come ci si aspetterebbe: dotata in apertura di una grande mappa a doppia pagina, offre nelle successive, in modo chiaro, essenziale e di facile consultazione, i capitoli sulle peculiarità che contraddistinguono Trieste. Per viaggiare senza perdersi una virgola sono necessari colpo d’occhio e informazioni al volo e, in questo senso, EL e autore centrano l’obiettivo alla perfezione. C’era una volta… Una piccola guida a Trieste!, diranno subito i lettori adulti. No, adulti, avete sbagliato. Il punto di vista interessante è proprio questo; la ‘Guidina’, oltre che permettere ai più giovani di indagare e architettare un percorso turistico personalizzato rispetto a quello dei genitori, pur se solo immaginario, può tornare utile proprio ai più grandi, agli accompagnatori, a mamma e papà che non volessero aggirarsi per le strade, le rive e i musei con tomi troppo pesanti ed enciclopedici o diteggiando continuamente il cellulare tra labirintici siti Internet. Ma non tragga in inganno, naturalmente, neanche questa ipotesi: il tono delle descrizioni evita per scelta editoriale e autoriale di risultare troppo semplificata o bambinesca, fornendo piuttosto curiosità, dati e nozioni di base utili anche ai più grandi. Eppure rimane intatta la vera magia dell’opera, che consta nella capacità di Premuda di attingere dalle proprie reminiscenze di giovane ed entusiasta viaggiatore.

Le mete imprescindibili di Trieste

La guida, dopo la mappa, apre con una classica panoramica introduttiva al cosiddetto melting pot, al miscuglio eterogeneo di razze, religioni, e personalità che spicca da sempre dalla città portuale. Si passa al proverbiale vento, la Bora (da cui imborezà, eccitatissimo, frizzante), alla piazza del centro storico affacciata sul mare (la più grande d’Europa), all’architettura neoclassica più unica che rara in tutta Italia, fino ai personaggi che l’hanno elevata a città simbolo della storia, della letteratura e della scienza a livello mondiale: Massimiliano, Carlotta, Sissi e il Castello di Miramare; Italo Svevo e il suo romanzo capolavoro “La coscienza di Zeno”; Margherita Hack, triestina d’adozione, e le sue scoperte sul cosmo messe a segno da uno degli osservatori più conosciuti tra gli addetti dell’astrofisica. Ma anche, naturalmente, i modi di dire, i pregi e i difetti dei triestini, il mondo tutto tipico e il gergo originale del caffè (come da nessun’altra parte), e tutte le curiosità che un turista non può assolutamente farsi sfuggire.

Le evocative illustrazioni di Sara Menetti

La “Guidina di Trieste” è l’ennesima perla editoriale – non solo quindi per i più piccoli – di EL e di Corrado Premuda; piccolo grande vademecum che soddisfarà di certo ogni piccolo, grande viaggiatore!

Approfitto dell’amicizia che mi lega all’autore per porgli qualche domanda.

Caro Corrado, dopo la presentazione ufficiale e gli articoli già apparsi, che cosa ci puoi dire sulla tua “Guidina di Trieste” che non sia ancora stato detto?

Potrà sembrare assurdo ma io che ho i cassetti pieni di testi ancora inediti, di progetti mirabolanti e per me geniali, di proposte in cantiere che aspettano di vedere la luce, non avevo mai pensato di fare un libro del genere e sono molto contento dell’invito delle Edizioni EL.

Se potessi redigere un’altra Guidina su una città non italiana e nemmeno europea, quale sceglieresti e perché.

Sceglierei una città del Giappone, credo Hiroshima. È un posto bellissimo, sul mare, ha una storia drammaticamente esemplare ma è anche una città piena di giovani, di proposte e di attività. Ed è la patria dell’okonomiyaki, uno dei miei piatti preferiti!

Su due piedi, finita di leggerla, la prima cosa a cui ho pensato spontaneamente è a una sua versione inglese e giapponese (e chi più ne ha più ne metta, permettendomi un suggerimento all’editore); sai se è in programma in futuro una sua traduzione?

Non era ancora uscita che qualcuno mi ha scritto chiedendomi se ci sarà una versione in tedesco. Al momento niente di certo. Chissà, sarebbe bello venisse tradotta.

Da un punto di vista, invece, letterario ed editoriale attuale, che cosa ne pensi di Trieste?

Trieste si conferma una città di carta: ideale per farsi ispirare e scrivere, amatissima dagli autori di ogni dove che continuano a immortalarla, perfetta fucina di scrittori e isola felice di lettori in un’Italia che legge sempre meno. Il suo fascino sta anche nel suo isolamento che però ha un rovescio della medaglia, quello di lasciarla spesso distante dai grandi giri dell’economia culturale.


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