Arte

La pittura del Novecento, parte VI: l’astrattismo con e senza Kandinskij

Lo Specchio di Ego

Di Andrea Carria

L’ho detto l’ultima volta: la pittura del Novecento non sarebbe stata la stessa senza Picasso e il cubismo, ma oggi, arrivati al sesto appuntamento di questa serie (eccovi gli articoli precedenti #1, #2#3, #4, #5), mi sento di ripetere la stessa cosa a proposito di Vasilij Kandinskij e dell’astrattismo.

Ripercorriamo il ragionamento che avevamo fatto insieme: introducendo la tecnica delle prospettive simultanee, il cubismo aveva rivoluzionato l’arte dalle fondamenta e liberato l’artista dalla dittatura del tempo (vedo questo, da questa angolazione, adesso: ricordate?), ma anche l’astrattismo, di lì a qualche anno, avrebbe compiuto un’impresa altrettanto ardita, affrancando l’arte dalla rappresentazione della realtà.

C’è da dire che se l’hic et nunc era un vincolo che si credeva insuperabile, quello della realtà nei confronti dell’arte era percepito come un legaccio ancora più stretto e imprescindibile. Quando nel 1910…

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