Letteratura Recensioni

Il cuore vero dell’America

Da gennaio, Neri Pozza offre una selezione di libri che colgono le metamorfosi di un paese, gli Stati Uniti, accompagnando i lettori in un percorso di lettura utile a interrogarsi sul cuore vero dell’America.

da redazione

Dalle atmosfere western del Texas di fine Ottocento raccontate da Paulette Jiles nel romanzo che sarà presto un film con Tom Hanks, Notizie dal mondo, alle contraddizioni dell’età del Jazz riportate alla ribalta grazie a una nuova traduzione de Il Grande Gatsby corredata dalle illustrazioni di Sonia Cucculelli,  fino alla lotteria per la leva negli anni del Vietnam che apre il romanzo del premio Pulitzer Richard RussoLe conseguenze.

Da gennaio, Neri Pozza vi offre una selezione di libri che colgono le metamorfosi di un paese, gli Stati Uniti, accompagnandovi in un percorso di lettura utile a interrogarsi sul cuore vero dell’America.

GOOD PEOPLE

Il racconto inedito che Richard Russo ha scritto in esclusiva per i lettori di Neri Pozza.

Perfino alla luce soffusa del bar affollato, i capelli rosso fuoco di Tana erano come un riflettore. Avvicinandomi mi domandai (e non era la prima volta) cosa ne sarebbe stato nel futuro non troppo lontano in cui avrebbero cominciato a ingrigire. Un rosso come quello non si trova nelle boccette di tintura. Si sarebbero smorzati gradualmente, oppure si sarebbero spenti in un batter d’occhio, come la fiamma di un faro?  CONTINUA LA LETTURA

COSA DICONO I LETTORI DE “LE CONSEGUENZE”
Continui flashback tengono desta l’attenzione come a voler scavare in un passato che ha l’unico scopo di riportare alla luce ciò che il tempo ha nascosto. E allusioni che spingono il tono della vicenda tutta su un piano di umano sconcerto, di coinvolgimento emotivo, di rispetto per l’accaduto.Emanuela Dalla Libera (Vicenza)
La narrazione è essenziale, precisa, coinvolgente. I protagonisti emergono a turno in primo piano raccontandoci della loro infanzia, giovinezza, età adulta, della loro versione della storia. Fa da sfondo la guerra del Vietnam e la contestazione giovanile degli anni Settanta. Floriana Montani (Torino)
Russo intreccia le voci dei personaggi fino a creare una crime story costruita con maestria, in cui però la suspence che accompagna il lettore in un crescendo è soltanto la superficie visibile di una riflessione sulla memoria e sulla verità, sulla nostra pretesa di conoscere davvero chi ci sta vicino da molti anni. Alberto Gaiani (Padova)

Alessia Gazzola racconta Il grande Gatsby


SULLA RICERCA DI INFORMAZIONI, GOOGLE MAPS E L’IMPORTANZA DEI LUOGHI

Conversazione tra Tracy Chevalier e Paulette Jiles

Tracy Chevalier è autrice di otto romanzi storici, compreso il best-seller internazionale La ragazza con l’orecchino di perla e i due romanzi d’ambientazione americana I frutti del vento e L’ultima fuggitivaPaulette Jiles è poetessa, autrice di romanzi e di un libro autobiografico. Ha scritto, tra gli altri, i romanzi Enemy Women e Notizie dal mondo. 

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Il potere del cane

Thomas Savage

Montana, 1924. Tra le pianure selvagge del vecchio West, a cui fa da sfondo una collina rocciosa che ha la forma di un cane in corsa, sorge il ranch piú grande dell’intera valle, il ranch dei fratelli Burbank. Phil e George Burbank, pur condividendo tutto da piú di quaranta anni, non potrebbero essere piú diversi. Alto e spigoloso, Phil ha la mente acuta, le mani svelte e la spietata sfrontatezza di chi può permettersi di essere sé stesso. George, al contrario, è massiccio e taciturno, del tutto privo di senso dell’umorismo. Insieme si occupano di mandare avanti la tenuta, consumano i pasti nella grande sala padronale e continuano a dormire nella stanza che avevano da ragazzi, negli stessi letti di ottone, che adesso cigolano nella grande casa di tronchi. Chi conosce bene Phil ritiene uno spreco che un uomo tanto brillante, uno che avrebbe potuto fare il medico, l’insegnante o l’artista, si accontenti di mandare avanti un ranch. Nonostante i soldi e il prestigio della famiglia, Phil veste come un qualsiasi bracciante, in salopette e camicia di cotone azzurra, usa la stessa sella da vent’anni e vive nel mito di Bronco Henry, il migliore di tutti, colui che, anni addietro, gli ha insegnato l’arte di intrecciare corde di cuoio grezzo. George, riservato e insicuro, si accontenta di esistere all’ombra di Phil senza mai contraddirlo, senza mai mettere in dubbio la sua autorità. Ogni autunno i due fratelli conducono un migliaio di manzi per venticinque miglia, fino ai recinti del piccolo insediamento di Beech, dove si fermano a pranzare al Mulino Rosso, una modesta locanda gestita dalla vedova di un medico morto suicida anni prima. Rose Gordon, si vocifera a Beech, ha avuto coraggio a mandare avanti l’attività dopo la tragica morte del marito. Ad aiutarla c’è il figlio adolescente Peter, un ragazzo delicato e sensibile che, con il suo atteggiamento effeminato, suscita un’immediata repulsione in Phil. George, invece, resta incantato da Rose, al punto da lasciare tutti stupefatti chiedendole di sposarlo e portandola a vivere al ranch, inconsapevole di aver appena creato i presupposti per un dramma che li coinvolgerà tutti. Perché Phil vive il matrimonio del fratello come un tradimento e, proprio come il «cane sulla collina» lanciato all’inseguimento della preda, non darà tregua a Rose, a Peter e anche al suo amato George, animato dall’odio nella sua forma piú pura: l’odio di chi invidia. Pubblicato per la prima volta nel 1967, Il potere del cane è un’opera che depone i fronzoli della retorica e, con una prosa essenziale ma efficace, tratteggia con tinte livide una torbida vicenda familiare, capace di confermare la posizione centrale di Thomas Savage nella grande letteratura americana.

«Tornato oggi sulla bocca di critici e pubblico a seguito di un fenomenale passaparola, ecco il caso editoriale della stagione». Guardian«La storia drammatica di due fratelli nel Montana degli anni Venti… una storia migliore persino di Stoner». Nicholas Shakespeare, Daily Telegraph


Non siamo più noi stessi

Matthew Thomas

Non siamo più noi stessi racconta la storia struggente di Eileen Tumulty, figlia di immigrati irlandesi del Queens, che da sempre sogna un futuro migliore, lontano dalla madre alcolista e dal padre operaio. Eileen sposa Ed Leary, uno scienziato dai modi gentili che indaga gli effetti degli psicofarmaci sul cervello. Non le ci vuole molto per capire che Ed rinuncia volentieri a lavori meglio remunerati, a una casa più grande, ad amicizie più stimolanti, per dedicarsi anima e corpo alla ricerca e all’insegnamento. Così, dopo la nascita del figlio Connell, Eileen decide che tocca a lei lottare per il benessere della famiglia. Risparmiando parte del suo salario da infermiera, riesce ad aprire un mutuo per una casa a Bronxville, un quartiere ricco di condomini signorili e di antiche dimore Tudor, ma proprio quando finalmente il suo sogno sembra avverarsi, la famiglia viene messa a dura prova da un feroce colpo del destino. È qui che si aprono le pagine più toccanti del romanzo di Matthew Thomas, che ritrae uno dei personaggi femminili meglio riusciti della narrativa contemporanea. La vita vera, coi suoi sogni e le sue disillusioni, i suoi trionfi e le sue cadute, i suoi «misteri della mente e del cuore» (Joshua Ferris), irrompe nella letteratura attraverso la figura di Eileen Tumulty. Balzato subito ai primi posti della classifica dei bestseller del New York Times, l’opera è stata accolta dalla critica come uno dei libri più belli dell’anno, una storia magnificamente scritta che, attraverso la vita di una coppia alle prese con una sorte crudele che minaccia di cancellare i suoi anni felici, narra delle speranze e dei disincanti, delle promesse mantenute e di quelle accantonate del grande sogno americano.

«Il devastante romanzo d’esordio di Matthew Thomas è una storia familiare cruda, onesta e così intima che vi colpirà nel profondo». The New York Times

«Un esordio magistrale». Vanity Fair

«Evocando mirabilmente la vita di una donna all’interno del contesto irlandese operaio, Thomas ci regala il ritratto definitivo delle dinamiche sociali del XX secolo americano. Un libro indimenticabile». Publishers Weekly«Matthew Thomas ha impiegato dieci anni per scrivere Non siamo più noi stessi. Il risultato, però, vale l’attesa». Guardian


La venticinquesima ora

David Benioff

Con la sua Corvette, caricata a dovere di «roba» dagli uomini di Uncle Blue, Monty scorazza per New York, accolto come una rock star nelle scuole bene di Manhattan, negli infimi locali dei gangster russi di Downtown e negli attici lussuosi dei brokers e degli attori pieni di grana. Ora, però, ha chiuso per sempre. Entro 24 ore salirà sul bus per Otisville e domani mattina cederà il suo nome in cambio di un numero… 24 ore soltanto, una sola misera notte da passare ancora con i suoi amici: Frank Slattery, un tipo svitato che lavora a Wall Street e sa tutto di tasso d’inflazione, rilevazioni statistiche, condizioni meteorologiche e oscillazioni di mercato; e Jakob Elinsky, un insegnante di inglese che passa il tempo a fantasticare sulle sue giovani allieve. Un’ultima notte per fare casino, un’ultima notte di libertà, a meno che da Uncle Blue… Romanzo-culto che ha dato origine a un film-culto, La 25a Ora ci svela il lato oscuro della New York di oggi, tra i club privati di Downtown e i freddi locali di Wall Street, dove si aggirano non soltanto brokers e uomini d’affari, ma gangster senza scrupoli e giovani senza illusioni.


Un matrimonio americano

Tayari Jones

Roy e Celestial sono sposati da più di un anno. Sono neri di Atalanta, convinti di avere tutta la vita davanti, regni sconfinati di pagine bianche ancora da scrivere. Roy non è certo un magnate, ma ha un lavoro tale da permettergli di accarezzare l’idea di comprare casa. Celestial è «un’artista da tenere d’occhio», come recita il titolo di un articolo a lei dedicato. Gran cespuglio di capelli neri e un sorriso malizioso, Celestial fabbrica bambole considerate vere e proprie opere d’arte. Il loro matrimonio è come un arazzo finissimo. Spesso lo strappano, soprattutto perché Roy ama piacere alle donne, ma altrettanto spesso lo rammendano, sempre con un filo di seta, bellissimo. Una sera, dopo aver fatto visita ai genitori di lui, a mamma Olive, che ha trascorso una vita intera a riempire vassoi in un self service per permettere al figlio di andare all’università, e a Big Roy, tuttofare per la medesima ragione, Roy e Celestial decidono di trascorrere la notte al Piney Woods, l’unico hotel a Eloe, la città dei genitori. È il week-end del Labor Day e una meteora distruggerà la loro vita. Una volta in camera, Roy si lascia andare a una rivelazione che fa infuriare Celestial. Per ritrovare in qualche modo il filo di seta capace di rammendare quello strappo, prende poi il secchiello di ghiaccio ed esce dalla stanza con l’intenzione di andarlo a riempire. In corridoio incrocia una donna all’incirca dell’età di sua madre, con una faccia simpatica e il braccio stretto dentro una benda appesa al collo. Siccome è un gentiluomo, Roy l’accompagna in camera, l’aiuta ad aprire la finestra e le sistema anche il water che perde come le cascate del Niagara. Infine rientra nella sua stanza, dove Celestial allunga il bellissimo braccio nella sua direzione e gli porge i cocktail che ha preparato. Quella sarà, per Roy, l’ultima serata felice che trascorrerà per molto, molto tempo. Accolto al suo apparire negli Stati Uniti da un enorme successo di pubblico e dall’entusiasmo della critica, Un matrimonio americano è uno di quei rari romanzi in cui la narrativa illumina davvero la condizione umana, una condizione, nelle sue pagine, in cui i pregiudizi razziali, l’ineguaglianza della legge e la crudeltà stessa, che è sempre in agguato in ogni relazione davvero profonda, sono in grado di distruggere l’amore e mettere alla prova ogni sentimento morale.


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