Cultura Società

Sprangah!!77

Barbero fa una considerazione di perfetta aderenza con la realtà competitiva nel mondo del lavoro: in sostanza, dice che per raggiungere le posizioni di potere più rilevanti bisogna essere spregiudicati e incarogniti, cosa che viene meglio - ahinoi - agli uomini. Apriti cielo.

di Vincent Baker

Evil Barbero be like…

Per dovere di cronaca e di onestà nei confronti del dichiarante, ecco quello che di preciso ha detto il professor Alessandro Barbero a proposito di gender gap nel sistema lavoro, al netto di quotidiani, social, clickbait vari, valvassini, valvassori e flagellanti:

“Premesso che io sono uno storico e che quindi il mio compito è quello di indagare il passato e non il presente o futuro, posso rispondere da cittadino che si interroga sul tema. Di fronte all’enorme cambiamento di costume degli ultimi cinquant’anni, viene da chiedersi come mai non si sia più avanti in questa direzione. Ci sono donne chirurgo, altre ingegnere e via citando, ma a livello generale, siamo lontani da un’effettiva parità in campo professionale. Rischio di dire una cosa impopolare, lo so, ma vale la pensa di chiedersi se ci siano differenze strutturali fra uomo e donna che rendono a quest’ultima più difficile avere successo in certi campi. È possibile che in media, le donne manchino di quella aggressività, spavalderia e sicurezza di sé che servono ad affermarsi? Credo sia interessante rispondere a questa domanda”.

Insomma, Barbero fa una considerazione di perfetta aderenza con la realtà competitiva nel mondo del lavoro: in sostanza, dice che per raggiungere le posizioni di potere più rilevanti bisogna essere spregiudicati e incarogniti, cosa che viene meglio – ahinoi – agli uomini. Apriti cielo ed ecco servito il cortocircuito: neanche quello fosse una virtù. Il problema di fondo è proprio questo: più che una frase misogina, è un’analisi sintetica e lucida della società/sistema, dove da sempre non è sufficiente essere bravissim*. La corsa al potere – ché di questo si tratta, il concetto parla da sé – passa attraverso l’avere la faccia di bronzo, la scaltrezza, lo sgomitare, la spregiudicatezza, che si tratti, come la storia insegna, di uomini ma anche di donne. Nella storia, sì, è innegabile a chi sia venuto meglio. Barbero, naturalmente, si è limitato a parlare dell’oggi ed è sicuramente più bravo ad analizzare il passato che il presente e il futuro (ma chi lo è?), ipse dixit. Credo sbagli soprattutto su di una cosa: non è una questione “strutturale” (anche se si può presumere che con ‘strutturale’ non intenda affatto, focalizzato com’è spesso il suo punto di vista sul marxismo, ‘biologico’), ma esclusivamente culturale (di questa struttura immagino parli), poiché quest’ultima dimensione la crea a propria misura chi il potere ce l’ha. Il patriarcato non soltanto coincide con il capitalismo, ma lo ha generato al fine di preservarsi e perpetuarsi ad libitum.


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