Il successo dell’incompetenza spiegato con l’effetto Dunning-Kruger

da Redazione Downtobaker. Cosa c’entra la chimica con la letteratura? Un giorno curiosando nella libreria di mio fratello, trovai una copia di Siddharta con una dedica: era un regalo della sua professoressa di chimica. Una frase di quella dedica mi è rimasta impressa nella mente e ci ho pensato spesso: “Leggere, si impara a scuola. Quanto ad amare leggere…” Dove si impara ad amare leggere? … Continua a leggere Il successo dell’incompetenza spiegato con l’effetto Dunning-Kruger

Educare alla lettura

di Cristian Vecchiet. Nell’epoca del digitale e dei tempi sempre più frenetici imposti dalle nuove tecnologie è fondamentale far comprendere ai ragazzi l’importanza di leggere. Fin da piccoli. E il modo più efficace, come sempre, è quello dell’esempio degli adulti. L’umanità è caratterizzata dalla cultura. Non vi è umanità senza cultura e cultura senza umanità. Ma cos’è la cultura? La parola deriva dal latino “colere” … Continua a leggere Educare alla lettura

Costellazioni di sapere: 25 anni di Editoriale Scienza

di Sandro Natalini Editoriale Scienza festeggia questa settimana i suoi primi venticinque anni di libri e attività. Sabato a Trieste ci sarà una festa con gli autori e nei prossimi giorni sono previsti incontri e laboratori aperti a tutti. Per l’occasione, condividiamo online l’articolo pubblicato su Andersen n.346 (ottobre 2017), un’intervista con Sabina Stavro a cura di Sandro Natalini. Sostieni Andersen con un abbonamento. Da un punto di … Continua a leggere Costellazioni di sapere: 25 anni di Editoriale Scienza

“Come si fa una tesi di laurea”, come si migliora la vita

di Terry Passanisi

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Solo pochi anni prima, nel 1977, Eco pubblicò un piccolo libro dedicato ai suoi allievi, “Come si fa una tesi di laurea”, in cui offriva consigli utili per tutte le fasi di ricerca e di scrittura di una tesi universitaria – dalla scelta dell’argomento all’organizzazione del programma di lavoro per la stesura finale. Il saggio, giunto alla sua ventitreesima edizione in Italia e tradotto in ben diciassette lingue, oggi è diventato un vero e proprio classico.

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“Come si fa una tesi di laurea” di Umberto Eco, è comparso per la prima volta sugli scaffali delle librerie italiane nel 1977. Per Eco, uno tra i filosofi e romanzieri più ‘ludici’ e conosciuti al mondo per il suo inestimabile lavoro sulla semiotica, lo scopo di scriverlo fu se non altro di tipo pratico. Raccogliere i suoi pensieri sul processo di redazione di una tesi in un saggio lo avrebbe salvato dal ripetere all’infinito, ogni anno, i medesimi consigli ai suoi studenti. Dalla prima pubblicazione, “Come si fa una tesi di laurea” ha visto 23 edizioni italiane ed è stato tradotto in almeno diciassette lingue. Caso piuttosto strano, la sua prima edizione in lingua inglese è stata resa disponibile per la prima volta solo nel 2015, con la traduzione di Caterina Mongiat Farina e Geoff Farina.

Perché è un testo da considerarsi tanto importante? Eco scrisse il suo manuale di redazione di una tesi prima dell’avvento dei software di testo, i cosiddetti word processor, e di Internet. Vi sono ampi passi dedicati alle fonti più specifiche e tradizionali, come gli archivi e le rubriche, nonché le più opportune strategie utili a superare le limitazioni della propria biblioteca di quartiere. Ma il fascino che rende il libro senza tempo – il motivo per cui potrebbe interessare perfino qualcuno la cui vita non necessiti la stesura di uno scritto più comples continua a leggere…

Pagine a prova di alunno. La letteratura e le scuole difficili

di Roberto Contu Volavano le sedie. Sono entrato in classe per la prima volta a ventisei anni non compiuti. Venni convocato a inizio ottobre in un istituto professionale statale per l’industria e l’artigianato (IPSIA) della provincia di Perugia, per una supplenza in Italiano e Storia che poi durò tutto l’anno. Ricordo bene il bacio di mia moglie prima di uscire di casa e il maglioncino … Continua a leggere Pagine a prova di alunno. La letteratura e le scuole difficili

L’italiano siamo noi

da Change.org

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Con una recentissima sentenza (n. 42/2017), la Corte costituzionale ha ribadito la centralità costituzionalmente necessaria della lingua italiana, quale elemento fondamentale di identità individuale e collettiva, nonché elemento costitutivo della storia e dell’identità nazionale.

Il giudizio dinanzi alla Corte – traendo origine dalle delibere del dicembre 2011, con le quali il Politecnico di Milano, imponeva l’inglese come “lingua ufficiale” nelle lauree magistrali e nelle Scuole di dottorato, escludendo, dunque, l’italiano – aveva ad oggetto l’art. 2, c. 2, lettera l), della legge 240/2010, che consente, per il miglior perseguimento dell’internazionalizzazione, l’attivazione di corsi “anche” in lingua straniera.

Ora, dice la Corte, “le legittime finalità dell’internazionalizzazione non possono ridurre la lingua italiana, all’interno dell’università italiana, a una posizione marginale e subordinata, obliterando quella funzione, che le è propria di vettore della storia e dell’identità della comunità nazionale, nonché il suo essere, di per sé, patrimonio culturale da preservare e valorizzare”.

Non solo. L’esclusività dell’inglese, “imporrebbe, quale presupposto per l’accesso ai corsi, la conoscenza di una lingua diversa dall’italiano, così impedendo, in assenza di adeguati supporti formativi, a coloro che, pur capaci e meritevoli, non la conoscano affatto, di raggiungere «i gradi più alti degli studi», se non al costo, tanto in termini di scelte per la propria formazione e il proprio futuro quanto in termini economici di optare per altri corsi universitari o, addirittura, per altri atenei”. continua a leggere…

Il costo dell’ignoranza – Internazionale

(Don Bayley, Getty Images) I dati Eurostat pubblicati all’inizio del 2016 indicano che gli investimenti e i consumi culturali in Italia sono tra i più bassi d’Europa. Siamo infatti fanalino di coda sia per la percentuale di spesa pubblica destinata all’educazione, pari al 7,9 per cento contro il 10,2 per cento della media europea, sia per quella destinata alla cultura pari all’1,1 per cento contro … Continua a leggere Il costo dell’ignoranza – Internazionale