Mai arrendersi

di Terry Passanisi

never-give-up

Se posso suggerire una cosa ai giovani(ssimi) d’oggi, è esattamente questo: non mollate mai. Continuate a provare e a insistere e a lottare, anche se non avete ancora chiaro quale sia il vostro obiettivo o perché vorreste raggiungerlo.

Allo stesso modo in cui incedete per strada senza rinunciare alla vostra andatura, tenete la testa alta, fate oscillare quei gomiti. La gente se ne accorgerà prima o poi, vi riconoscerà come qualcuno che non si arrende mai, e non potrà che farvi strada. Qualcuno di loro, perfino, tenterà di nascondersi ai vostri occhi.

Alcuni cercheranno di scoraggiarvi, certo. Diranno che quello che state facendo è addirittura illegale, o pur sempre un peccato, o una violazione del codice di salute mentale. Potrebbe capitare che si aggrappino alle vostre gambe, causandovi la noia di doverli trascinare a lungo; oppure vi salteranno sulla schiena, supplicandovi: “In nome di Dio, smettetela immediatamente di fare quello che state facendo!”

Voi, non badate a così poco, continuate per la vostra strada. Siatene certi, sono invidiosi di voi.

“Non siamo né invidiosi né gelosi, onestamente,” vi diranno. “Solo, smettetela!” E avrete toccato il loro nervo più scoperto.

“Macché, non è stato toccato nessun nervo scoperto…”, replicheranno. “Quello che state facendo è semplicemente osceno, terribile e ci piacerebbe solo che la smetteste!”

Fate sì che sia proprio quella la vostra fonte d’ispirazione. Scrollatevi di dosso gli oppositori per partito preso, e proseguite, arrancate nel fango e nella sporcizia, in quella melma densa e profonda, sapendo di avere uno scopo ben più alto. Ricordate: a nessuno era piaciuto il lavoro di Van Gogh, e – aldilà che voi siate Darwin, Beethoven, Monet, Nievo, Hugo o Proust –, se a nessuno piace il vostro lavoro è probabilmente un segno che esso sia geniale.

Guardate lungo l’orizzonte. Lo vedete quel puntino? No, non quello, quello ancora più distante. Potete a malapena vederlo. Ora, iniziate a camminare e non fermatevi fino a quando non lo raggiungerete. Prendete il vostro machete affilato e fendete un nuovo sentiero attraverso la giungla inestricabile, anche se sapete che vi è un antico percorso battuto a pochi passi di distanza. Respingete le scimmie dei “modi in cui si fa” e i bradipi della “pazienza”.

La Natura ci ha donato l’istinto di non arrenderci mai. Come i bambini, dobbiamo dibatterci, piangere e urlare finché non saremo capaci di ottenere ciò che più desideriamo. È chiaro: da qualche parte lungo quel sentiero capita di perdere tale capacità. Le persone che vivono nel cosiddetto mondo reale continueranno a provare a convincervi di lasciar stare le vostre folli idee, di stare in quel mondo dove le cose sempre “hanno un senso”. Loro, di sicuro, non hanno mai tentato, e mai tenteranno, l’impossibile. A differenza di voi.

Alla fine, tutta la vostra determinazione pagherà. Le stesse persone che deridevano le vostre idee vorranno salire sul carro del vincitore e, in quel momento di gloria tutta vostra, essi si riempiranno la bocca di quanto abbiano sempre adorato il vostro punto di vista, la vostra illusione profetica. “Ci piace! Ci piace! ” diranno. Ma, fidatevi, non avranno mai smesso di credervi dei pazzi e degli esaltati. Non ascoltateli, scendete dal carro della Gloria e correte a perdifiato nei boschi delle vostre passioni. Continuate a correre. Non fermatevi più.

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