Covacich e l’aria di Trieste

di Mauro Covacich

piazzaBorsa_138b.jpg

Piazza della Borsa, Trieste. Foto di Terry Passanisi

Ai miei occhi, il libro che più fa sentire l’aria di Trieste è L’onda dell’incrociatore di Pier Antonio Quarantotti Gambini, un romanzo immerso in una trasparenza che toglie il fiato. Le superfici, i movimenti, i profili delle cose sono sbalzati nella luminosità di un cielo altissimo, dalla visibilità quasi eccessiva, come fosse sempre spazzato dal vento, anche d’estate. E’ una luminosità così estrema da cedere talvolta nel suo opposto: una specie di luccicanza visionaria, un’allucinazione per troppo vedere. Il canone sveviano delle gradazioni di grigio, qui è rovesciato in un caleidoscopio di colori. La giubba azzurra del duca, i tricolori e i pavesi che sventolano sulle imbarcazioni, gli ottoni abbacinanti della banda, i soldati in alta uniforme, la folla variopinta che si accalca.

Gli spazi asfittici della Coscienza di Zeno, le confessioni, le ultime sigarette, qui si spalancano in orizzonti vasti quanto quelli di un viaggio in mare aperto, eppure siamo in città, o meglio, un’insolita zona urbana ancorata alla terra ferma ma già sospesa sull’acqua, l’universo anfibio della marina tutto chiatte e pontili galleggianti da cui l’azione non si allontanerà per l’intero romanzo. […]

via Covacich racconta il libro che gli fa più sentire l’aria di Trieste – Il Libraio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...