Non sanno scrivere. Sarà perché non sanno leggere?

di Andrea Tolu

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A meno che non siate reduci da un periodo di astinenza volontaria da tutti i mezzi di informazione, avrete sicuramente sentito parlare dell’appello del Gruppo di Firenze a governo e istituzioni, nel quale 600 studiosi, provenienti da ogni campo del sapere, denunciano lo stato penoso del livello di italiano tra gli studenti.

Per rimediare al degrado dell’italiano tra i giovani, la soluzione che il Gruppo propone è quella di “una scuola davvero esigente nel controllo degli apprendimenti oltre che più efficace nella didattica.” In altre parole, è arrivato il momento di dare più importanza alla lingua italiana, sia nei programmi che nelle verifiche periodiche.
Alla ricerca dei responsabili

Non si è fatta attendere la risposta di otre 350 insegnanti di italiano e linguisti, che invitano l’università a non cavarsi fuori dal problema, dato che anche lì “si scrive poco, e non si corregge quasi mai: al massimo si rilevano – e si valutano – gli errori di contenuto, e ci si scandalizza del resto.” C’è stato poi Ernesto Galli della Loggia (uno dei sottoscrittori dell’appello iniziale) che ha attaccato addiri[…]

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2 pensieri su “Non sanno scrivere. Sarà perché non sanno leggere?

  1. Confermo: per mia esperienza personale, i miei compagni di studi sia al liceo che all’università avevano seri problemi di Italiano. Leggere, leggevano poco o nulla. E i professori non ritenevano loro compito correggerli né spingerli a farlo da soli ristudiando la grammatica o, almeno, leggendo un tot al mese.

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    • Questa deriva – limitandoci a considerare quella che è la realtà italiana – parte da contesti familiari, soprattutto nella prima infanzia. Come si dice: “la mela non cade mai troppo distante dall’albero”. Nella maggior parte dei casi, giovani che non leggono hanno genitori che non leggono o non leggevano. Le abitudini, soprattutto quelle sane che per paradossali motivi fisiologici fanno più fatica a compenetrarci, vengono assimilate per via mimetica nella primissima educazione familiare e poi nelle frequentazioni adolescenziali che, per l’appunto, ne conseguono.
      Provoco: si vieti alle coppie che non leggono, non suonano uno strumento, non viaggiano di fare figli!

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