Gli o le: niente confusione sul sesso

di Mariangela Galatea Vaglio

leilui

“Ho visto Lisa a pranzo e gli ho detto di venire stasera. Passo da Elena e gli porto il modulo da firmare.”

Ragazzi, chiariamo una cosa: nel mondo moderno c’è già abbastanza confusione sull’argomento sesso: per piacere, non peggiorate la situazione.
In Italiano esistono due pronomi personali complemento ben distinti per indicare “a lui” e “a lei”. Si tratta di “gli” e “le”. “Gli” indica però solo ed esclusivamente il maschile (e cioè “a lui”), le il femminile e cioè “a lei”.

Chi usa “gli” per indicare una donna, dal punto di vista etimologico, anche se non credo che lo sappia, non avrebbe neppure tutti i torti. “Gli” infatti deriva dal latino illi, che poteva andare bene sia per “a lui” che per “a lei”. Tuttavia nel corso dei secoli “gli” si è specializzato, per così dire, nell’indicare il maschile singolare, mentre per il femminile si è scelto di usare “le”. Il risultato di questo lungo processo è che oggi se dite una frase come: Ho visto Lisa a pranzo e gli ho detto di venire stasera rischiate che il vostro interlocutore abbia forti perplessità sul genere della povera Lisa. È una femmina, come farebbe pensare il nome, o un maschio, come farebbe pensare il pronome? Onde evitare di suscitare dubbi atroci in chi vi ascolta e imbarazzo alle amiche di cui parlate, usate “gli” solo per indicare un masch[…]

via Gli o le: niente confusione sul sesso – l’Espresso

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