Società

Facce da Po

di Luca Bottura

Liliana Segre

Interno mattino, studi de La7. Si tratta la questione della commissione contro l’odio curiosamente osteggiata da quelli a favore dell’odio. In studio l’ex direttore di Radio Padania, emittente che dopo aver intascato un botto di soldi dei contribuenti ha stravenduto le frequenze a un imprenditore calabrese. Il vignettista Vauro invita il contraltare leghista, all’anagrafe Alessandro Morelli, deputato, ad alzarsi in piedi per onorare Liliana Segre. Morelli si rifiuta e spiega che sarebbe poco rispettoso per gli italiani. Parrebbe, d’acchito, un lessico parente di quello degli Anni Trenta. Sembrerebbe, a un orecchio capzioso, che il senatore salviniano voglia mettere in dubbio la cittadinanza di colei che, in quanto ebrea, non venne considerata nostra connazionale e fu spedita in un lager. Invece è un gesto di consapevolezza: sarebbe davvero un’offesa, per tutti noi, noi italiani dico, se chi fino a 12 secondi fa si spazzava il culo con la nostra bandiera fosse chiamato a decidere chi è patriota e chi no.

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