Eventi Letteratura

C'era una volta e ci sarà uno scrittore: Rodari sì che meriterebbe una statua

Edizioni EL e il più amato autore italiano per ragazzi: una favola scritta giorno dopo giorno

di Corrado Premuda

Lo scrittore Gianni Rodari

Alle statue in bronzo di Svevo, Joyce e Saba che da anni si incrociano per le strade di Trieste, e a quella di D’Annunzio che si è aggiunta da poco in piazza della Borsa, potrebbe far compagnia in futuro anche quella di Rodari. L’autore di Omegna è da tempo, di fatto, parte della storia letteraria della città. L’avventura ha inizio nel 1991 quando la maggior parte delle sue opere entra a far parte del catalogo di Edizioni EL, storica casa editrice triestina dedicata all’infanzia che insieme all’Einaudi di Torino dà vita al nuovo marchio “Einaudi Ragazzi”. In quell’occasione vengono acquisiti titoli come “Favole al telefono” e “Grammatica della fantasia”. Il processo di accorpamento dell’opera di Rodari si è concluso nel 2008 quando l’editore triestino ha rilevato i diritti per le opere che il maestro della fantasia aveva pubblicato con il suo editore romano, Editori Riuniti, tra cui “Le avventure di Cipollino”.

E Trieste ha idealmente aperto l’anno rodariano lo scorso ottobre con la mostra delle tavole tratte da “L’omino di niente”, album illustrato da Olimpia Zagnoli, durante l’evento più importante della città, la regata Barcolana. Un appuntamento sintomatico del fatto che Trieste si è resa conto che Rodari è ormai anche un po’ suo. Tanto che nel 2020 arriverà in libreria il poetico “La bora e il ragioniere”, racconto contenuto nella raccolta “Il libro degli errori”, che grazie alle illustrazioni della triestina Sara Paschini prenderà vita propria. A gennaio, poi, usciranno le edizioni celebrative di quattro capisaldi, con le introduzioni di fan di Rodari d’eccezione: Marco Missiroli per “Favole al telefono”, Luciana Littizzetto per “Filastrocche in cielo e in terra”, Matteo Bussola per “C’era due volte il barone Lamberto” e Frankie hi-nrg per “Grammatica della fantasia”. In marzo ecco “Rodari in treno”, un’antologia delle storie e filastrocche che Rodari dedicò all’amatissimo mondo dei treni e delle stazioni, mentre in aprile l’edizione aggiornata di “Una storia tante storie”, un saggio su Rodari a cura di Pino Boero, uno dei massimi esperti in materia.

L’editrice triestina Gaia Stock

Per Gaia Stock, che insieme alla madre Orietta Fatucci è al timone di Edizioni EL e Einaudi Ragazzi, Rodari più che attuale è ancora avanti: “Il mondo da lui immaginato continua ad essere fantascientifico anche per noi. Molti dei temi a cui ha prestato attenzione in maniera pionieristica sono oggi più che mai caldi: l’ambiente, la pace, la donna all’interno della società. La sua sensibilità resta tuttora rivoluzionaria. E anche la sua creatività e la capacità di uscire dagli schemi. Ma il messaggio non basta, e la sua opera avrebbe anche potuto naufragare se non fosse espressa in un linguaggio contemporaneo, colloquiale e poetico allo stesso tempo. Le forme letterarie da lui predilette sono nel segno della brevità: filastrocche fulminanti, favole che nel giro di un paio di pagine riescono a condensare le emozioni e la complessità di un romanzo. Insomma, è un comunicatore perfetto per il nostro tempo.”

Con quale criterio avete scelto gli illustratori per questi nuovi libri rodariani? “Per celebrare l’anniversario”, risponde Gaia Stock, “abbiamo deciso di toglierci lo sfizio di coinvolgere dei grandissimi, immaginando quale avrebbe potuto essere il risultato. Dopodiché sono valsi i criteri cui facciamo riferimento sempre, quando si tratta di lavorare su testi di particolare spessore: ricordarsi che si sta creando arte, ma un’arte che parli ai bambini.”

L’interesse di paesi come Cina e Giappone per i testi di Rodari è in crescita. “Forse avrò le idee più chiare”, dice Stock, “proprio al termine di questo anniversario che ci sta permettendo un confronto ancora più intenso con gli editori esteri. In generale abbiamo notato che soprattutto il pubblico cinese concepisce i libri per i bambini come uno strumento per imparare, prima ancora che per divertirsi. Inutile dire che Rodari è un maestro che ha molto da insegnare, e da vero genio riesce a farlo in modo leggero. Del resto è proprio sua l’affermazione: “Vale la pena che un bambino impari piangendo quello che può imparare ridendo?”

Un novello Rodari oggi chi potrebbe essere? “Domanda trabocchetto! Sulla scia di Rodari, e che fanno un ottimo lavoro, ci sono per fortuna molti autori. Ma un novello Rodari inteso come qualcuno che possa avere il suo ruolo dovrebbe essere qualcuno che stravolga e innovi in profondità non solo la letteratura per l’infanzia ma tutta la riflessione intorno al mondo dei bambini. Difficile a dirsi. Quello che Rodari ha ottenuto è frutto della sua multiforme attività: scrittore, giornalista, maestro, pedagogista, poeta, attivista.”

Il più importante appuntamento rodariano del 2020 sarà alla Fiera del libro per ragazzi di Bologna a fine marzo con la mostra dedicata ai ventuno più grandi artisti che hanno illustrato Rodari, a cominciare da Munari e Luzzati, e che sta girando il mondo.

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