Recensioni

Harlem, di Luca Leone: lo sport come eterno riscatto

A riscattare le vite di Pee Wee e Joe, due ragazzini di Harlem, ci pensa lo sport, in particolare il basket, e il Rucker Park, ovvero il playground più importante e conosciuto al mondo.

a cura de Il Taccuino

Non è di certo un romanzo da leggere a cuor leggero quello che ci propone il bravo e accorto Luca Leone, intitolato Harlem e pubblicato da Infinito Edizioni. Per prima cosa è doveroso sottolineare il fatto che sia particolarmente corposo, visto che può contare sulla bellezza di 480 pagine e sulla suddivisione in tre parti, ben definite e perfettamente argomentate. Il titolo è una sorta di omaggio a un quartiere di New York, decisamente malfamato e per nulla accogliente, dove i giovani possono tastare con mano, pressoché quotidianamente, le difficoltà che sorgono come si suol dire un po’ come funghi, per riuscire a sbarcare il lunario e portare un piatto di minestra calda a casa.

Di contro, non solo per riuscirci ma anche e soprattutto per tentare di vivere meglio e di mettersi nel portafoglio tanti soldi, sfruttano la possibilità di inserirsi in giri molto pericolosi, che in alcuni casi possono portare non solo al carcere ma anche alla perdita della loro stessa vita in maniera molto violenta. E per accettare compromessi su compromessi per riuscire a intraprendere azioni dettate dalla criminalità organizzata o comunque da gruppi e persone singole pronte a tutto pur di rubare e di guadagnare in maniera illecita tanti bei bigliettoni, non devono fare altro che ascoltare i loro gesti e le loro parole ammaliatrici. Cadere nelle loro illusioni e nelle loro grinfie è assai facile, uscirne meno, se non impossibile. Perlomeno da vivi. Lo sanno bene Pee Wee e Joe, due ragazzini che vivono a Harlem alla fine degli Anni Sessanta. Il primo, dotato di una parlantina molto piacevole e decisamente sciolta che non lo farebbe sfigurare come oratore o come abile venditore, è l’ultimo figlio di una famiglia alquanto numerosa, mentre il secondo non possiede più i genitori e abita da solo con la nonna.

Entrambi, come è facile intuire dalla loro situazione familiare, non se la passano molto bene e decidono così, trovando terreno decisamente facile nel luogo dove sono nati e ancora vivono, di farsi abbindolare e illudere dal guadagno facile, ovvero dal crimine che scorre a fiumi nel loro quartiere. Ma nella loro giovane esistenza, fortunatamente, non c’è solo quello! No, a farli stare bene ci pensa lo sport, in particolare il basket, e il Rucker Park, ovvero il playground più importante e conosciuto al mondo. E a quanto pare i due possiedono pure un innato talento per questo genere sportivo! Una vera fortuna, certo, ma basterà per salvarli e metterli sulla retta via? Oppure, saranno destinati a una vita di nulla, giostrata e vissuta continuamente sul filo del rasoio? Intenso e tosto come pochi.

Casa Editrice: Infinito Edizioni; Collana: GrandAngolo; Genere: Fiction storica; Pagine: 480; Prezzo: 17,00 €

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