Cultura Letteratura

Fra’ Dolcino da Novara

La ribellione di Fra’ Dolcino che, insieme alla compagna Margherita, fu alla guida di un movimento eretico, pauperista ed egualitario.

a cura di Cannibali e Re

Quando le truppe di Raniero degli Avogadro vescovo di Vercelli penetrarono nel fortilizio sul Monte Rubello, il 23 marzo 1307, massacrarono tutti gli eretici che vi si erano rintanati. Tutti tranne tre: Fra’ Dolcino, la sua compagna Margherita e il suo secondo Longino. Gli ultimi due vennero arsi vivi, mentre il primo dopo aver assistito al rogo venne torturato, evirato e infine dato alle fiamme nella città di Vercelli.

Così terminava la storia dei dolciniani, uno dei tanti gruppi millenaristici nati nel XIII secolo nella penisola italiana. Poche informazioni certe si hanno sul loro fondatore, Dolcino da Novara. Nato intorno al 1250, probabilmente si unì in un primo momento al movimento degli “apostolici”. Difficile dire se abbia mai pronunciato dei voti reali, fatto sta che da allora si riferì a se stesso col titolo di frate. Appellativo che, dopo lo scioglimento degli apostolici per eresia, continuò a utilizzare nelle sue prediche itineranti che si svolgevano soprattutto intorno al Lago di Garda.

“Or dì a fra Dolcin dunque che s’armi, / tu che forse vedrà il sole in breve, / s’ello non vuol qui tosto seguitarmi, / sì di vivanda, che stretta di neve / non rechi la vittoria al Noarese, / ch’altrimenti acquistar non saria leve.”

Fu proprio nel corso di tali peregrinazioni che incontrò Margherita Boninsegna. La giovane lo seguì presto sia come compagna sia come guida della nascente congregazione. Sulla scia delle teorie apostoliche Dolcino predicava la creazione di una società profondamente egualitaria. Sosteneva la necessità di eliminare ogni gerarchia, di imitare l’esempio di Cristo e la povertà assoluta degli ordini monastici. La Chiesa reagì duramente nei confronti di Dolcino e dei suoi seguaci che ovviamente mettevano in discussione suo ruolo alla guida della cristianità.

I dolciniani, che si strappavano le vesti al momento della consacrazione e rifiutavano il voto di castità, si riunirono nel 1303 agli apostolici sopravvissuti alla persecuzione ecclesiastica. Da allora in poi Dolcino e Margherita si mossero continuamente, raccogliendo ovunque seguaci tra le fasce più povere della popolazione, attratte dal messaggio pauperista che andavano predicando. Quando ormai era seguito da migliaia di adepti Fra’ Dolcino occupò la Valsesia, pensando di edificarvi una comunità cristiana che seguisse i suoi dettami. Nel 1306 però il vescovo di Vercelli, con l’appoggio papale, lanciò una vera e propria crociata contro i dolciniani che, anche a causa di alcune scorribande, razzie e violenze di cui si erano macchiati, avevano perso il poco appoggio di cui godevano nella zona. La loro fine fu così segnata.

Questa è una delle 250 storie che raccontiamo in Cronache Ribelli. Lo trovate qui: https://bit.ly/3aK0moS


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