Letteratura Recensioni

Padre occidentale di Simone Lisi, l’ineffabile origine dello yoga

Un’indagine sull’arrivo dello yoga in Occidente diventa la chiave dei rapporti tra generazioni.

da redazione

Simone Lisi

Quando in una palestra di yoga dei giorni nostri si presenta a lezione un anziano tassista, dal portamento nobile, che dichiara di essere stato in un remoto passato allievo del primo maestro di yoga a Firenze, per i protagonisti di questo romanzo inizia la ricerca degli uomini che in origine diffusero lo yoga in Italia. È così che il maestro Aldo e il figlio aspirante scrittore, nel corso della loro indagine perlopiù fallimentare, tramite un susseguirsi di deviazioni e sentieri interrotti, verranno a capire qualcosa in più sulla loro famiglia e su loro stessi. Sullo sfondo, una civiltà occidentale confusa e grottesca si mostra di volta in volta più oscura e inafferrabile. Portato avanti con stile inconfondibile e una dose di autoironia non comune, questo romanzo, che si muove tra l’indagine, la storia familiare e l’autofiction, ci restituisce con vivacità un’immagine dei rapporti padre-figlio e della società contemporanea del tutto peculiare, in cui non mancano occasioni di umorismo, sarcasmo e introspezione.

Il pranzo con mio padre e mio nonno era uguale identico a sé stesso, senonché questa affermazione è falsa, e ogni pranzo che facciamo in più è un mezzo miracolo che si aggiunge ai precedenti. Mio nonno sembra più anziano, sempre più consapevole, alla fine la vecchiaia è questo: negare la vecchiaia fino alla fine, ignorare con tutta la forza possibile il fatto. Un altro pranzo a Sesto, mio nonno silenzioso che ci guarda sott’acqua, nella corrente, io e mio padre che discutiamo di strategie per arrivare a Gabi Halliwell, come se arrivare a lei fosse la chiave per risolvere i nostri problemi, tutti i nostri problemi.

«Scriviamole anche una lettera cartacea, che tanto dall’ufficio postale neanche pago il francobollo».

«Sì, scriviamole una lettera, bravo» dice lui, e quando gli chiedo se ha trovato l’indirizzo mi dice la località, e aggiunge che si tratta di un paese abbastanza grande sul lago di Garda, con casette sparse nella campagna circostante.

«Non possiamo scrivere solo la località, così ce la rimandano indietro».

«Ma il postino di sicuro la conosce, è una famosa maestra di yoga. Di certo tutti la conosceranno in paese» fa lui, e io scuoto la testa e penso che il postino è sottopagato, e sicuramente ce la rimanda indietro se non decide di soffiarcisi il naso.

«Proviamo» dice lui, con un senso di necessità che sa di unica cosa possibile, e io posso solo rispondergli:

«Proviamo».

Un libro per chi cerca l’Emmanuel Carrère di Yoga in versione italiana, chi ama la scrittura di Rachel Cusk o film come Caro diario di Nanni Moretti.

L’autore

Simone Lisi (Firenze, 1985) è libraio e scrittore, da anni si trovano suoi racconti in antologie (tra cui Odi. Quindici declinazioni di un sentimento – effequ 2017 e Vocabolario minimo delle parole inventate – Wojtek 2020) e riviste (tra cui «L’inquieto», «Verde Rivista» e numerose altre). È giurato del premio Prato Poesia e tra i fondatori della rivista «In fuga dalla bocciofila». Nel 2018 ha pubblicato il romanzo Un’altra cena con effequ.


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