da redazione

«Nel terzo distretto si respirava aria tesa quel pomeriggio. Situato all’incrocio tra Lake Street e Minnesota Ave, l’edificio era circondato da giornalisti e da curiosi che sostavano sull’ampio marciapiede di fronte all’ingresso principale. Poche ore prima la polizia era riuscita a costruire un efficace perimetro in grado di schermare completamente la scena del crimine, ma la voce di un cruento omicidio era riuscita a diffondersi abbastanza rapidamente in tutta la zona, complice la presenza sulla strada di veicoli delle forze dell’ordine riconducibili alla Polizia Scientifica». La cittadina di Minneapolis viene sconvolta da un brutale omicidio, eseguito con perizia da un killer esperto, che oltre a uccidere decapitava le sue vittime, marchiandole con un tatuaggio numerico in caratteri arabi e posizionando un fiore di loto nella loro bocca. Per Clay Stone, ex sceriffo di provincia è il primo caso di omicidio nel ruolo d’investigatore e si avvale del lavoro dell’analista scientifico e criminologo Rabbit, dell’aiuto dell’agente sul campo Dana Lewis e del supporto della sua compagna Amanda e della destrezza di una report d’azione Cindy Kaufman. Dal modus operandi del serial killer si evince che si tratta di un professionista che ha studiato il suo piano nel minimo dettaglio e il tatuaggio sulle vittime in numeri decrescenti suggerisce che non si sarebbe fermato sino al completamento della propria vendetta.
Perché proprio di questo si tratta, un piano articolato e non le farneticazioni di un pazzo, che ha ucciso e decapitato tre ex amici, radunandoli a Minneapolis per uno scopo ben preciso. Ed era compito di Clay, al suo primo incarico da detective, capire cosa collegasse il killer a queste tre vittime, il movente e la talpa che dall’interno intralciava le indagini della squadra. «Nonostante lui e Dana fossero stati letteralmente a un passo dal killer, che nascondeva in un carrello la sua preda, non si erano accorti di nulla. Come avrebbero potuto, del resto? La loro attenzione era focalizzata sul raggiungere il prima possibile il posto dello stadio assegnato a Olson. Mai e poi mai avrebbero potuto pensare che un goffo inserviente in pettorina fosse la persona che stavano cercando. Coates non fece in tempo ad aggiungere la teoria sulla talpa nella loro squadra, perché Clay lo aveva anticipato sul tempo. Era chiaro che qualcuno stesse aiutando Dalton fin dall’inizio. Sempre un passo davanti a loro, era impossibile che solo la fortuna lo stesse guidando. Un’intera città gli stava dando la caccia ma lui sfuggiva come fumo attraverso le grate.».
Avvincente è cercare di capire chi prevarrà, con la tensione che resta alta sino alla fine, per un finale tutt’altro che scontato.
Contatti
https://www.instagram.com/defio/
http://www.portoseguroeditore.com/