Agatha Christie, la regina dei veleni

da redazione

Una giovanissima Agatha Christie volontaria della Croce Rossa a Torquay in Devon, sua città di nascita, dal 1914 al 1918.

Agatha Christie, all’anagrafe Agatha Mary Clarissa Miller, è considerata ancora oggi la regina del giallo della letteratura internazionale oltre che una delle più prolifiche scrittrici di ogni tempo: al suo attivo ha circa ottanta opere, tradotte in più di cento lingue e vendute in oltre due miliardi di copie. Oltre ai gialli e alle opere teatrali, sei romanzi d’amore, un’autobiografia e un libro di viaggio. Nel 1971 ha ricevuto il più alto riconoscimento britannico, divenendo Lady dell’Impero.

Uno degli espedienti ricorrenti sfruttato dalla scrittrice britannica più letta dopo Shakespeare è l’uso del veleno, nella realizzazione degli atti criminogeni che contraddistinguono i suoi romanzi. «Il veleno ha un certo fascino,» ha scritto Agatha Christie in They Do It With Mirrors (in italiano, Miss Marple: giochi di prestigio), «non ha la crudezza del revolver né quella del coltello». La morte per avvelenamento è più frequente nei romanzi della celebre autrice che nelle opere di qualsiasi altro scrittore di gialli; più di trenta i personaggi vittime di una straordinaria varietà di tossine, dai veleni comuni (stricnina, cianuro, arsenico) a quelli insoliti (tallio, conina, aconito) a quelli medici (belladonna, morfina, ecc.)

Christie infarcisce i suoi romanzi di dettagliate informazioni scientificamente accurate. Ma a che cosa si deve tanta perizia nel maneggio di queste sostanze da parte della regina del crimine e del genere giallo? Tutto comincia durante la Prima Guerra mondiale quando la scrittrice, poco più che ventenne, sposata con il colonnello dell’aviazione britannica Archie Christie (di cui conserverà il cognome anche dopo il divorzio per continuare a firmare allo stesso modo i suoi romanzi) si offre volontaria come infermiera della Croce Rossa a Torquay, nel Devon, dove nacque nel 1890. Inizialmente, come molte altre giovani, ricopre il ruolo di semplice balia ma, sul finire della guerra, viene promossa alla distribuzione dei medicinali. Nel frattempo inizia a studiare per diventare assistente farmacista e impara a conoscere le sostanze medicinali, soprattutto veleni e farmaci che, usati ‘male’, diventano letali.

Finita la guerra, l’inizio della sua prolifica attività letteraria: nel 1920 la pubblicazione del primo romanzo poliziesco, Poirot e il mistero di Styles Court, dove la Christie utilizza per la prima volta le conoscenze scientifiche acquisite in materia di farmaci e veleni negli anni della Grande Guerra, grazie al suo volontariato nella Croce Rossa, per narrare un’indagine complicata e cervellotica partita dalla morte per avvelenamento da stricnina della ricca signora Inglethorp e risolta grazie alla tenacia di Hercule Poirot, l’ometto belga dalla  curiosa testa a uovo e il paio di baffi alla militare curati con ogni sorta di unguenti e lozioni; l’investigatore privato dalle acutissime intuizioni che fa, in questo romanzo, la sua comparsa per la prima volta e che diverrà famoso in tutto il mondo.

Allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, la Christie si offre nuovamente volontaria e, sempre viva la sua passione per flaconcini e bottigliette con il teschio etichettato sopra, si iscrive allo University College Hospital di Londra, dove lavora regolarmente al dispensario dei medicinali e acquisisce una vasta conoscenza delle sostanze velenose, che mette a frutto nei romanzi polizieschi post-bellici, zeppi di accurate informazioni velenifere. Informazioni così dettagliate che, in due occasioni, i suoi lettori non solo sono stati in grado di riconoscere i sintomi di un avvelenamento, ma anche di salvare la vita a persone finite avvelenate nella realtà. “Un cavallo per la strega’ (The Pale Horse in inglese), uno dei romanzi meno conosciuti di Agatha Christie, è sospettato di aver ispirato gli omicidi di Graham Young, soprannominato “The Teacup Poisoner”, poiché uccideva, avvelenandole, le vittime “correggendo” il loro tè con il tallio, sostanza usata dalla Christie in quel romanzo per uccidere le vittime. E anche se il serial killer negò sempre di averlo letto ci rimane comunque il dubbio, considerati i parallelismi inquietanti tra The Pale Horse e i suoi omicidi. E ci teniamo volentieri il mito per cui sia stata proprio l’opera della Christie a influenzare le modalità criminali di Teacup Poisoner, evento che sconvolse non poco la grande scrittrice.


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