Libri: storie di passioni, manie e infamie

di Giuseppe Marcenaro

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Sedimento pensato, casuale, insensato, memoria del mondo, labirinto di saperi… una biblioteca privata è anche l’autobiografia del suo proprietario. Del suo custode temporaneo.
Oggetto labilissimo – teme l’acqua, il fuoco, l’aria – il libro ha la forza di superare i secoli, trasferendosi da una biblioteca all’altra, da un padrone all’altro. In questi imprevedibili e improvvidi passaggi, sui volumi restano i segni di chi, nel tempo, in un modo o nell’altro, li ha risvegliati dalla loro impossibilità.
Il libro (non sempre) è fatto di idee allo stato puro sotto forma di scrittura. Ristà comunque silente, in una propria siderale lontananza. Vive soltanto quando viene aperto, quando le sue pagine sono esplorate. Quando viene letto. Funzione primaria. Ma non sempre è così. Spesso il suo distaccato fascino blandisce il collezionismo, viene reso attraente con sontuose legature. Ed è ovviamente assemblato a “far biblioteca” esibita. Si suppone che il custode di tanti libri sia un uomo colto, sapiente. Mai storia fu meno vera.
Libri, come la stratificazione dei libri di una biblioteca, è un intreccio di sensazioni, di solitarie esplorazioni. Dai libri evocati dal suo attuale custode affiorano storie, passioni, manie e anche infamie. Raccontare i libri è evoc continua a leggere…

Decostruzionismo e postmodernismo | Rorty e l’ironia liberale di Massimo Fontana

da Redazione Downtobaker Per alcuni aspetti la filosofia della scrittura di Derrida presenta alcune assonanze con quella dell’ultimo Wittgenstein, con il quale concorda sul fatto che il significato delle parole dipende da come queste sono scritte e pronunciate, crede che il modo di capire noi stessi e il nostro linguaggio cambino con il passare del tempo. Una delle parole di Derrida è différance, differanza, ogni … Continua a leggere Decostruzionismo e postmodernismo | Rorty e l’ironia liberale di Massimo Fontana

Cosa serve per scrivere un buon racconto, secondo Flannery O’Connor

da Redazione Downtobaker La scrittrice Flannery O’Connor (25 marzo 1925 – 3 agosto 1964) ha scritto due romanzi e 32 racconti. Quello che segue è un estratto della raccolta Nel territorio del diavolo. La narrativa opera tramite i sensi, e uno dei motivi per cui, secondo me, scrivere racconti risulta così arduo è che si tende a dimenticare quanto tempo e pazienza ci vogliano per … Continua a leggere Cosa serve per scrivere un buon racconto, secondo Flannery O’Connor

La paralisi bianca e l’uomo nero

di Paolo Rumiz

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Bologna stazione, ore 15. Visione caleidoscopica di un Paese in tilt. Freccerosse in ritardo di tre, quattrocento minuti. Tabelloni elettronici assurdi, che mostrano i treni delle 10 del mattino ma non quelli in arrivo imminente. Annunci sonori automatici resi incomprensibili dal frastuono del pubblico posseduto da un frenetico andirivieni. Nessuna voce autorevole che spieghi cosa accade e indirizzi i passeggeri. Scale mobili prese d’assalto. Fiumane che salgono e scendono negli inferi dell’alta velocità. Impossibile sedersi, alcune donne anziane piangono. Fuori fa freddo, e la sala d’aspetto è strapiena. E meno male che c’è, oggi che in Italia si paga anche per la pipì.

La stazione di Bologna è un purgatorio dove regna un sottomesso silenzio. Nessuno impreca. Comunicazione interpersonale zero. Tutti sono chini sugli smartphone, ciascuno per conto suo, separatamente in cerca di vie d’uscita alternative. E intanto, nei corridoi sotterranei, ecco la visione surreale di cinque uomini in mimetica che, anziché soccorrere i naufraghi delle “frecce”, attorniano armati uno straniero di pelle scura che cerca nella giacca documenti che verosimilmente non ha. Passano dei ragazzi con zaini, deridono il “clandestino”, e la forza pubblica non reagisce. Mai mi è apparsa più chiara la funzione del capro espiatorio. In assenza di soluzioni, serve a sfogare sull’alieno la rabbia della gente.

Vent’anni fa sarebbe stata la rivoluzione. Oggi niente. Perché? Come mai questo Paese taglieggiato dalle camorre, desertificato dalla grande distribuzione, saccheggiato dalle banche, bastonato dalle tasse, espropriato deg continua a leggere…