Lo leggo perché mi fido di te
La letteratura, oggi. È davvero così? via Lo leggo perché mi fido di te – l’Espresso Continua a leggere Lo leggo perché mi fido di te
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di Terry Passanisi

Due notizie di questi giorni sono state riportate da diversi quotidiani nazionali, nonché da qualche settimanale. Hanno innescato in me una riflessione analoga, per quanto l’una notizia c’entri con l’altra come i cavoli a merenda.
La prima notizia è apparsa su l’Espresso, uno dei settimanali, con il titolo “Quel professore è antipatico: l’Università di Trieste boccia lo scienziato”, riguarda la bocciatura dal titolo di professore emerito del geologo Giuliano Panza, uno tra i massimi studiosi al mondo di terremoti. La candidatura era stata proposta – giustamente – da un nutrito gruppo di colleghi matematici dell’Università giuliana. Candidatura subito osteggiata invece proprio da parte dei colleghi geologi del Panza. Tu quoque, come si dice. Ma qual è stata la causa scatenante di tale clamorosa silurata? Il branco di geologi si è stretto come un sol uomo contro la candidatura, accusando il professor Panza di essere antipatico, poco affabile, (probabilmente) un burbero. Non sia mai, apriti cielo, e un bel chissenefrega alle decine di titoli e pubblicazioni in evidenza sul curriculum dell’importante accademico. Faccio mio, intanto, un commento letto sul social network per antonomasia, molto puntuale, pubb Leggi tutto…
via ‘Vera fotografia’: la mostra di Gianni Berengo Gardin – l’Espresso Continua a leggere ‘Vera fotografia’: la mostra di Gianni Berengo Gardin – l’Espresso
di Terry Passanisi

Da bambino ridevo di cose che da adulto ho considerato risibili. Si sa, l’ingenuità perduta che permea l’infanzia è qualcosa a cui guardiamo, una volta cresciuti, con languida malinconia. Tranne quelle volte in cui ci rendiamo conto che, sotto sotto, è meglio essere diventati grandi e un pelo più rodati, per innumerevoli ragioni pratiche e intellettuali. continua a leggere…
di Terry Passanisi

“Quando ho un attimo di tempo per ascoltarmi mentre parlo, al confronto, il conte Mascetti con la supercazzola è Monsieur De Lapalisse”, ho letto da qualche parte. Sembrerà ovvio e scontato quindi – come mi sento dire spesso su altri argomenti da persone che smetterei di frequentare proprio per questo motivo -, ma nel tempo di Internet, almeno una volta nella vita, vedere una mostra fotografica dal vivo merita davvero. Tanto più se questa mostra fotografica è la personale dedicata a uno dei più famosi fotografi del Novecento (e oltre): Steve McCurry. Nessuno che non lo conoscesse è giustificato. continua a leggere…