Una questione di qualità

Repost da Redazione (articolo di Francesco Forlani). Appunti su self-publishing e pseudoeditoria. Gli appunti che seguono vogliono essere rappresentativi di un modo di procedere al quale Generazione TQ intende quanto più possibile attenersi. Constatata la relazione che connette tra loro fenomeni anche all’apparenza diversi e irrelati, pensiamo sia indispensabile che una riflessione prenda sempre le mosse dalla consapevolezza di questa reciproca interdipendenza. Per questa ragione, … Continua a leggere Una questione di qualità

Il buco nero con la luce intorno

di Luca Perri Proponiamo un’interessante e divertente disamina tratta dal profilo Facebook dell’astrofisico e divulgatore scientifico dell’INAF di Brera, Luca Perri, sull’evento cosmico annunciato ieri dalla Nasa e che ha catalizzato l’informazione tutta. Ma, quindi, si è trattato effettivamente di una fotografia o di una ricostruzione, o di un’ulteriore simulazione al computer? Arrivo tardi, come al solito. La foto di destra l’avrete oramai vista tutti. Già … Continua a leggere Il buco nero con la luce intorno

Per riscoprire la magia spegnete Netflix, mollate il telefono e uscite

di Oliver Burkeman. “Uscite subito fuori”, sono le prime tre parole di Outside lies magic (La magia è lì fuori), un libro pubblicato quasi 20 anni fa dal sociologo di Harvard John Stilgoe, ma che in questa meschina epoca di Trump, Brexit, messaggi ingiuriosi su internet e capacità di attenzione ridotta al minimo sembrano più importanti che mai. È un consiglio piuttosto banale: ci hanno … Continua a leggere Per riscoprire la magia spegnete Netflix, mollate il telefono e uscite

Bandersnatch, una recensione a bivi

da Redazione Downtobaker

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La verità prima o poi emerge. Ed è bello e giusto che sia così, perché è sempre la rivelazione di un’epifania. Qual è la nostra verità? Che tra le nostre pagine, finalmente lo ammettiamo e ci liberiamo di questo fagotto, cova una banda di appassionati di giochi da tavolo, genere fantasy e horror, GDR, videogiochi e librogame. Siamo convinti che se un quarantenne di oggi non è passato attraverso quel genere di intrattenimenti deve aver vissuto un’infanzia e un’adolescenza abbastanza tristi, o almeno non entusiasmanti quanto le nostre. E non riceverà in omaggio la nostra spilla di socio onorario dei Goonies. Bando alle ciance e alle rievocazioni forzate anni 80 come va tanto di moda oggi (gli americani lo fanno malissimo, gli inglesi tanto per cambiare benissimo ndr). Vi riproponiamo di seguito la meravigliosa recensione a bivi pubblicata ieri da Lorenzo Fantoni per N3rdcore.it a proposito di “Bandersnatch”, episodio speciale natalizio della serie Black Mirror, videoavventura interattiva ambientata, appunto, negli anni 80 UK, inno alla gioia per la nostra generazione ed epifania di citazioni, bivi, opzioni, sviluppi, finali ed easter egg. In questa recens Leggi tutto…

Menzogna mediatica

da Redazione Downtobaker Umberto Eco e Aldo Grasso hanno effettuato nel 1969 un esperimento. Il primo ha scritto una sceneggiatura che il secondo ha utilizzato per ricavarne il programma televisivo Fiamme a Vaduz, che raccontava attraverso il linguaggio giornalistico una serie di violenti scontri avvenuti a Vaduz, capitale del Liechtenstein, tra i valdesi e gli anabattisti. Il programma è stato poi presentato in tre diverse … Continua a leggere Menzogna mediatica

Psicologia della persuasione di massa

di Daniele Luttazzi

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L’autorità non è sufficiente a convincere la massa, quindi pubblicità e propaganda usano metodi di rinforzo psicologico, che mirano a convincerla dei vantaggi che l’adesione renderebbe possibili. Una delle motivazioni principali è l’incremento di status psicologico e sociale rispetto a chi non consuma il prodotto. Grillo persuase milioni di italiani che uno vale uno, illudendoli sulla bontà della democrazia diretta; ci volle qualche anno per capire che la democrazia di Grillo era diretta da lui e da Casaleggio, e che l’utopia del M5S è quella di un partito autocratico: se non obbedisci, ti sbattono fuori, gogna mediatica inclusa; e sei sei un onorevole grillino devi pure pagare una penale salata, come da contratto privato, in barba alla libertà di mandato stabilita dalla Costituzione (che a parole difendono) e all’uno vale uno. Questo non fa demordere i seguaci, i cui comportamenti, a cominciare dalla reazione alle critiche, sono quelli scomposti degli adepti di una setta, capeggiata da un messia. Grillology.

Manipolati in questo modo, i grillini sono finiti al governo con i leghisti, in una coalizione che, incassata la rabbia da marginalizzazione, si limita a indicare, come sempre, capri espiatori (migranti, barboni, zingari); non toccano, invece, l’egemonia neo-liberista del mercato (la causa del malessere sociale): e così le portano acqua, da utili idioti. Il nuovo governo è di certo inedito (nasce da un altro contratto priv Continua a leggere…

Umberto Eco: così ho corretto Il nome della rosa

di Maurizio Bono “Ho corretto solo alcune inesattezze e ripetizioni per far piacere a me, cosa di poche righe Rimane come prima”. “I giovani devono apprezzarlo così come era. Chi non legge oggi già non lo faceva”. “In un punto Adso parla di secondi ma è un errore: nel Medioevo quella misura non c’era”. “L’esperienza mi è piaciuta. Ora nel tempo libero rivedrò anche gli … Continua a leggere Umberto Eco: così ho corretto Il nome della rosa

Una perla estemporanea

Il quarto episodio della nuova stagione di Black Mirror, intitolato “Hang the DJ”, è un’opera di grande valore artistico, caratterizzata da un romanticismo autentico e una trama coinvolgente. I dialoghi e le interpretazioni dei protagonisti, Georgina Campbell e Joe Cole, elevano la serie, offrendo un’esperienza emotiva unica, al di là delle aspettative futuristiche e tecnologiche. Continua a leggere Una perla estemporanea

“Come si fa una tesi di laurea”, come si migliora la vita

di Terry Passanisi

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Solo pochi anni prima, nel 1977, Eco pubblicò un piccolo libro dedicato ai suoi allievi, “Come si fa una tesi di laurea”, in cui offriva consigli utili per tutte le fasi di ricerca e di scrittura di una tesi universitaria – dalla scelta dell’argomento all’organizzazione del programma di lavoro per la stesura finale. Il saggio, giunto alla sua ventitreesima edizione in Italia e tradotto in ben diciassette lingue, oggi è diventato un vero e proprio classico.

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“Come si fa una tesi di laurea” di Umberto Eco, è comparso per la prima volta sugli scaffali delle librerie italiane nel 1977. Per Eco, uno tra i filosofi e romanzieri più ‘ludici’ e conosciuti al mondo per il suo inestimabile lavoro sulla semiotica, lo scopo di scriverlo fu se non altro di tipo pratico. Raccogliere i suoi pensieri sul processo di redazione di una tesi in un saggio lo avrebbe salvato dal ripetere all’infinito, ogni anno, i medesimi consigli ai suoi studenti. Dalla prima pubblicazione, “Come si fa una tesi di laurea” ha visto 23 edizioni italiane ed è stato tradotto in almeno diciassette lingue. Caso piuttosto strano, la sua prima edizione in lingua inglese è stata resa disponibile per la prima volta solo nel 2015, con la traduzione di Caterina Mongiat Farina e Geoff Farina.

Perché è un testo da considerarsi tanto importante? Eco scrisse il suo manuale di redazione di una tesi prima dell’avvento dei software di testo, i cosiddetti word processor, e di Internet. Vi sono ampi passi dedicati alle fonti più specifiche e tradizionali, come gli archivi e le rubriche, nonché le più opportune strategie utili a superare le limitazioni della propria biblioteca di quartiere. Ma il fascino che rende il libro senza tempo – il motivo per cui potrebbe interessare perfino qualcuno la cui vita non necessiti la stesura di uno scritto più comples continua a leggere…

Quattro regole per criticare con gentilezza

 da Redazione Downtobaker Consigli per discutere in modo sano e proficuo, tratti dall’ultimo libro del filosofo Daniel Dennett: i buoni vincono sempre? Gli esseri umani sono per natura buoni o cattivi? Il genere umano si interroga su questa domanda più o meno da sempre: già un paio di secoli prima della nascita di Gesù Cristo – che avrebbe detto chiaramente cosa era giusto, ma meno … Continua a leggere Quattro regole per criticare con gentilezza

Le solite cose (non sospette) che salvano il mondo

di Terry Passanisi

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Scommetto “my two cents” che questo articolo, da qualcuno in particolare, sarà etichettato come buonista; definizione che oggi si spende e si porta un po’ su tutto.

Parliamoci chiaro: In Italia, nel 2017, è ancora permesso a taluni quotidiani nazionali di professare la Reductio ad Hitlerum, con titoli e articoli a dir poco surreali e sgradevoli fondati sul più losco razzismo. Anzi no: fosse almeno quello, sapremmo che chi li congegna non è una marionetta al soldo di un potente in cerca di vantaggi politici. A fronte dello spregio che alcuni (presunti) giornalisti fanno dell’informazione e della cronaca, provo a rispondere. Perché, sotto sotto, il problema più grande è proprio questo: avere persa la bussola, tutti, grazie al gioco delle tre carte di un sistema più grande di chi l’ha generato, e gestito, per sete di potere e ambizione, nondimeno l’ignoranza più bieca dell’attuale classe dirigente. Perché i corsi e i ricorsi storici avrebbero già dovuto insegnarle qualcosa, per l’appunto, su qual è la colpa di ignorare – o fare finta di ignorare – quello che la Storia ha già giudicato.

Come si affronta tutto questo? Guardando e passando? Girandosi dall’altra parte e turandosi il naso? Scopriremmo l’acqua calda e le ovvietà più alla portata di mano, se provassimo a proporre una soluzione, come si deve fare dopo essersi indignati? Ci accorgeremmo, tanto per darci un riferimento più prossimo e attuale possibile, che, per esempio, già due esimi intellettuali dei nostri tempi avevano preconizzato certe derive e già proposto adeguate soluz Leggi tutto…