Sulla pelle di tutti, ma con civiltà

di Terry Passanisi

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Come recita il famoso adagio: “Non sono d’accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire”. Anche se, più che da attribuirsi al Voltaire reale, la frase sarebbe stata detta dalla sua incarnazione letteraria in un romanzo della scrittrice Evelyn Beatrice Hall, questo è il bel principio che ha fatto da cornice alla civile discussione avuta qualche giorno fa su Facebook con uno dei Social media manager di Medici Senza Frontiere. Ha tenuto a rispondere con grande precisione esaustiva alla critica, se non altro alle mie perplessità fisiologiche che collimavano, e quindi si rafforzavano, con l’editoriale di Marco Travaglio apparso sul Fatto del 2 agosto scorso, che ho mosso al rifiuto della ONG di sottoscrivere il decalogo “Minniti”, redatto per far fronte all’emergenza umanitaria nel Mediterraneo e allo spargimento di sangue e disperazione conseguenti, sottoscritto dalle maggiori organizzazioni umanitarie operanti in quella zona. Riporto lo scambio di vedute, affinché faccia da specchietto per chiunque desiderasse farsene un’opinione più precisa:

TP: “Mi auguro che anche Medici senza frontiere, la ONG di cui mi sono sempre fidato di più, grazie alla serietà professionale e umana che attribuisco a Gino Strada, sottoscriva infine il decalogo Minniti, comprenda che la sola cosa che ci distingue dai “cattivi” è agire rimanendo pienamente nella legalità, che lo stato italiano fino a prova contraria è uno stato democratico e, per tanto, chi non ha nulla da nascondere deve, coerentemente ai propri principi, rispettare quella che è la legge.”

MSF: “Ci teniamo a ribadire che in nessun caso il non aver firmato il codice, significa voltare le spalle allo stato Italiano.
Sin dall’inizio delle nostre attività di ricerca e soccorso in mare abbiamo sempre rispettato le leggi e il coordinamento della Guardia Cost continua a leggere…

Perché alla letteratura si chiede di impoverirsi, mentre altri media narrativi (il cinema, le serie tv, i videogiochi) continuano ad arricchirsi?

di Giulio Mozzi [A questo mio articolo ha risposto Alessio Cuffaro qui. Ho commentato l’articolo di Cuffaro qui. Valentina Durante ha dato un’interessante svolta alla discussine qui. Edoardo Zambelli ha precisato alcune cose qui]. Per ragioni private che non sto qui a contarvi frequento assai poco la televisione (la guardo, talvolta, la mattina presto, nelle camere d’albergo), ancora meno il cinema (l’ultima volta che entrai … Continua a leggere Perché alla letteratura si chiede di impoverirsi, mentre altri media narrativi (il cinema, le serie tv, i videogiochi) continuano ad arricchirsi?

L’italiano siamo noi

da Change.org

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Con una recentissima sentenza (n. 42/2017), la Corte costituzionale ha ribadito la centralità costituzionalmente necessaria della lingua italiana, quale elemento fondamentale di identità individuale e collettiva, nonché elemento costitutivo della storia e dell’identità nazionale.

Il giudizio dinanzi alla Corte – traendo origine dalle delibere del dicembre 2011, con le quali il Politecnico di Milano, imponeva l’inglese come “lingua ufficiale” nelle lauree magistrali e nelle Scuole di dottorato, escludendo, dunque, l’italiano – aveva ad oggetto l’art. 2, c. 2, lettera l), della legge 240/2010, che consente, per il miglior perseguimento dell’internazionalizzazione, l’attivazione di corsi “anche” in lingua straniera.

Ora, dice la Corte, “le legittime finalità dell’internazionalizzazione non possono ridurre la lingua italiana, all’interno dell’università italiana, a una posizione marginale e subordinata, obliterando quella funzione, che le è propria di vettore della storia e dell’identità della comunità nazionale, nonché il suo essere, di per sé, patrimonio culturale da preservare e valorizzare”.

Non solo. L’esclusività dell’inglese, “imporrebbe, quale presupposto per l’accesso ai corsi, la conoscenza di una lingua diversa dall’italiano, così impedendo, in assenza di adeguati supporti formativi, a coloro che, pur capaci e meritevoli, non la conoscano affatto, di raggiungere «i gradi più alti degli studi», se non al costo, tanto in termini di scelte per la propria formazione e il proprio futuro quanto in termini economici di optare per altri corsi universitari o, addirittura, per altri atenei”. continua a leggere…

Leggere camminando

di Luigi Grazioli Per scrivere bisogna fermarsi, ma leggere si può anche camminando. A me capita di farlo. Qualche volta. Senza un libro in tasca non mi muovo (per fortuna non sono il solo: siamo una tribù più numerosa e diffusa di quanto si immagina). Non si sa mai. Non si sa mai quando l’astinenza prende a mordere. Quando sei stanco di sentire il cranio … Continua a leggere Leggere camminando

Il lungo viaggio nella scienza di Piero Angela

di Pietro Greco Mercoledì, 29 giugno. Sebbene in calo rispetto alla precedente, la seconda puntata di SuperQuark con 2,9 milioni di spettatori e il 14,76% di share batte tutti gli altri e si afferma come il programma televisivo più seguito in prima serata. Smentendo, ancora una volta, quel luogo comune secondo cui la scienza e i programmi privi di urla non fanno ascolto in televisione. … Continua a leggere Il lungo viaggio nella scienza di Piero Angela

Come scegliamo cosa leggere

Di Francesco Guglieri Perché è il libro di cui si parla, per entrare nella discussione, per darsi un tono: tutti i modi in cui i lavoratori culturali hanno perso la libertà di scegliere. Le uniche persone verso cui riesco a provare invidia sono gli ossessivi. In particolare quelli che riescono a tenere una lista dei libri letti, ma anche dei ristoranti, dei film, delle serie, … Continua a leggere Come scegliamo cosa leggere

Aiutiamoli a casa loro

di Massimo Mantellini

renzisalvini

Finalmente un problema squisitamente di comunicazione. Nel suo libro (e nelle polemiche di oggi sui social) Matteo Renzi cita un famoso slogan leghista anti migranti. L’intento è chiaramente quello di una citazione polemica e avversativa nella quale il “davvero” dovrebbe essere il segno della propria diversità. Probabilmente le frasi intere del libro e soprattutto il contesto nel quale sono inserite potevano risultare lievemente fastidiosi (lo slogan leghista è una delle cose più tetre che i tetri leghisti abbiano prodotto in questi anni) eticamente fragili ma in qualche maniera argomentate. Ma negli ambienti digitali una sola di quelle frasi, isolata intenzionalmente dal contesto dagli stessi strateghi dell’ex premier che ne hanno quotato solo la parte più incisiva, ha trasformato il pensiero di Renzi da una idea molto discutibile e discretamente imbarazzante in un vero e proprio slogan reazionario. continua a leggere…

La demagogia non è carisma

di Eugenio Scalfari È difficile distinguere chi usa il fascino  per il bene comune e chi solo per il potere. I casi di Grillo, Renzi e… Benigni. Sono andato a leggere sull’Enciclopedia Treccani come viene definita la parola carisma e ne sono rimasto alquanto stupito: il carisma ha un significato religioso, è un dono del Signore che comincia addirittura con il battesimo, è la grazia … Continua a leggere La demagogia non è carisma

Stupido, metti via quel telefonino

di Umberto Eco Filmare o fotografare, per poi magari caricare il tutto in Rete. Ormai molte persone non pensano ad altro quando assistono a un evento. E così rinunciano a capire che cosa sta succedendo davvero davanti ai loro occhi. Qualche tempo fa, all’Accademia di Spagna di Roma, stavo tentando di parlare, ma una signora mi sbatteva in faccia una luce accecante (per poter azionare … Continua a leggere Stupido, metti via quel telefonino

Vacanze, lettura e bambini: 10 consigli

di Sara Artuso Qualche giorno di libertà dalla scuola significa avere più tempo per… leggere! Le giornate di sole e i giochi all’aria aperta rappresentano però un’attrazione più forte dei libri, per i più piccoli. Ma chi dice che non si possano fare entrambe le cose? Ecco perché oggi vi diamo un po’ di dritte per aiutarvi a invogliare i vostri figli a leggere, anche … Continua a leggere Vacanze, lettura e bambini: 10 consigli

L’importanza di perdersi nel bosco

di Giovanna Zoboli Dopo l’attentato di Manchester, nel quale al termine di un concerto di Ariana Grande sono rimasti uccisi numerosi ragazzi la maggior parte dei quali ancora minorenni, come dopo ogni atto di terrorismo su media e social network è circolata la domanda “Come spiegare gli attentati ai bambini”. Famiglia Punto Zero, social di promozione culturale della genitorialità e approfondimenti tematici sulla famiglia, ha … Continua a leggere L’importanza di perdersi nel bosco