L’Universo è una simulazione?

di Roberto Paura Teorizzato dai filosofi, studiato dai fisici, preso sul serio dai titani della Silicon Valley: torna il più radicale dei dubbi. Nell’aprile scorso l’American Museum of Natural History di New York ha ospitato l’annuale “Isaac Asimov Memorial Debate” e ha invitato alcuni ospiti illustri a discutere del quesito “Il nostro universo è una simulazione?”. Per l’esattezza si trattava del filosofo David Chalmers, autore … Continua a leggere L’Universo è una simulazione?

Kipple

di Terry Passanisi Circa cinquant’anni fa, lo scrittore di fantascienza Philip K. Dick utilizzò per la prima volta una parola per tutti quegli oggetti inutili che si accumulano in una casa: kipple. In “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”, che servì come palinsesto per il film “Blade Runner”, teorizzò che “l’intero universo si sta muovendo verso uno stato di totale, assoluta kippleizzazione”. Il kipple, materia residuale di oggetti o addirittura … Continua a leggere Kipple

Fortuna e storia di un titolo

di Marco Belpoliti Quando alla fine del 1963 Umberto Eco porta a Valentino Bompiani, suo editore, il dattiloscritto di quello poi che sarà Apocalittici e integrati, non sa ancora di aver coniato uno dei titoli più fortunati del secondo dopoguerra, una vera e propria formula, che dominerà in tutte le discussioni a seguire sui mass media: fumetti, televisione, computer, web. Un’endiadi che funziona ancora oggi … Continua a leggere Fortuna e storia di un titolo

Psicologia della persuasione di massa

di Daniele Luttazzi

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L’autorità non è sufficiente a convincere la massa, quindi pubblicità e propaganda usano metodi di rinforzo psicologico, che mirano a convincerla dei vantaggi che l’adesione renderebbe possibili. Una delle motivazioni principali è l’incremento di status psicologico e sociale rispetto a chi non consuma il prodotto. Grillo persuase milioni di italiani che uno vale uno, illudendoli sulla bontà della democrazia diretta; ci volle qualche anno per capire che la democrazia di Grillo era diretta da lui e da Casaleggio, e che l’utopia del M5S è quella di un partito autocratico: se non obbedisci, ti sbattono fuori, gogna mediatica inclusa; e sei sei un onorevole grillino devi pure pagare una penale salata, come da contratto privato, in barba alla libertà di mandato stabilita dalla Costituzione (che a parole difendono) e all’uno vale uno. Questo non fa demordere i seguaci, i cui comportamenti, a cominciare dalla reazione alle critiche, sono quelli scomposti degli adepti di una setta, capeggiata da un messia. Grillology.

Manipolati in questo modo, i grillini sono finiti al governo con i leghisti, in una coalizione che, incassata la rabbia da marginalizzazione, si limita a indicare, come sempre, capri espiatori (migranti, barboni, zingari); non toccano, invece, l’egemonia neo-liberista del mercato (la causa del malessere sociale): e così le portano acqua, da utili idioti. Il nuovo governo è di certo inedito (nasce da un altro contratto priv Continua a leggere…

La giornata di quelli con le gambe corte

di Terry Passanisi Quando mi sento dire con ignobile coraggio “ha fatto anche cose buone” di un dittatore guerrafondaio e xenofobo, mi aspetto di sentire, un secondo dopo, quelle stesse persone provare a vendermi, come piazzisti di pentole di plastica e carta stagnola, la loro simpaticissima visione del mondo, al motto: “Ma guarda che ho tanti amici extracomunitari”. Svizzeri? “E ne ho pure di gay; sono … Continua a leggere La giornata di quelli con le gambe corte

Una perla estemporanea

Il quarto episodio della nuova stagione di Black Mirror, intitolato “Hang the DJ”, è un’opera di grande valore artistico, caratterizzata da un romanticismo autentico e una trama coinvolgente. I dialoghi e le interpretazioni dei protagonisti, Georgina Campbell e Joe Cole, elevano la serie, offrendo un’esperienza emotiva unica, al di là delle aspettative futuristiche e tecnologiche. Continua a leggere Una perla estemporanea

Quattro regole per criticare con gentilezza

 da Redazione Downtobaker Consigli per discutere in modo sano e proficuo, tratti dall’ultimo libro del filosofo Daniel Dennett: i buoni vincono sempre? Gli esseri umani sono per natura buoni o cattivi? Il genere umano si interroga su questa domanda più o meno da sempre: già un paio di secoli prima della nascita di Gesù Cristo – che avrebbe detto chiaramente cosa era giusto, ma meno … Continua a leggere Quattro regole per criticare con gentilezza

Il “doppiese”, la lingua irreale delle traduzioni

da Redazione Downtobaker È diventata un linguaggio parallelo perché ci sono pochi soldi per tradurre bene i film, ed è poi traboccata con effetti imbarazzanti nella scrittura e nei libri. Entrate in libreria, aprite un romanzo italiano a caso, prendete una pagina a caso, e leggete le prime battute di dialogo su cui vi cadono gli occhi. Se trovate la battuta «ma che stai dicendo?», … Continua a leggere Il “doppiese”, la lingua irreale delle traduzioni

That’s the Storytelling, baby

di Terry Passanisi Cioè, fatemi capire. In pratica, questo cosiddetto “storytelling”, tanto abusato di questi tempi, fuori luogo, subdolo e spietato, imprescindibile oramai sia per la politica che nella cronaca giornalistica, non sarebbe altro, tradotto nell’italico idioma, che “la favola dei lacrimoni a tutti i costi”? Quello che indigna maggiormente, almeno me, è che nella tragedia incommentabile di un giovane morto ammazzato in vacanza da … Continua a leggere That’s the Storytelling, baby

Perché alla letteratura si chiede di impoverirsi, mentre altri media narrativi (il cinema, le serie tv, i videogiochi) continuano ad arricchirsi?

di Giulio Mozzi [A questo mio articolo ha risposto Alessio Cuffaro qui. Ho commentato l’articolo di Cuffaro qui. Valentina Durante ha dato un’interessante svolta alla discussine qui. Edoardo Zambelli ha precisato alcune cose qui]. Per ragioni private che non sto qui a contarvi frequento assai poco la televisione (la guardo, talvolta, la mattina presto, nelle camere d’albergo), ancora meno il cinema (l’ultima volta che entrai … Continua a leggere Perché alla letteratura si chiede di impoverirsi, mentre altri media narrativi (il cinema, le serie tv, i videogiochi) continuano ad arricchirsi?

Lettura

Esasperato per il ritardo nei pagamenti dei diritti d’autore dei suoi libri, nella primavera del 1955 Ernest Hemingway decise di convertire parte del credito che aveva con l’Einaudi in azioni della casa editrice. La storia poco nota dei complicati e pittoreschi rapporti dello scrittore statunitense con i suoi editori italiani (l’altro è Mondadori) l’ha raccontata di recente Andrea di Robilant sulla Paris Review. Continua a leggere Lettura