Lei, voi, schwa, ambaradan
Non ci sarebbe solo una forma linguistica imposta da un regime, ma anche un’altra che la democrazia le ha giustapposto con i suoi mezzi non più totalitari. Continua a leggere Lei, voi, schwa, ambaradan
Non ci sarebbe solo una forma linguistica imposta da un regime, ma anche un’altra che la democrazia le ha giustapposto con i suoi mezzi non più totalitari. Continua a leggere Lei, voi, schwa, ambaradan
E se quelle di Ellis non fossero solo provocazioni (o il cahier de doléances di un «maschio bianco» inconsapevole dei suoi privilegi), ma un invito a essere più sinceri, più autentici, a pensare con la propria testa senza preoccuparsi costantemente dell’opinione degli altri? Continua a leggere Bianco di B. E. Ellis e tutti i paradossi del mondo contemporaneo
Sarò sincero: lo spot è abbastanza infelice, soprattutto di questi tempi, ma non mi è sembrata la cosa peggiore vista ultimamente e, se definirla razzista viene facile e spontaneo alla maggior parte degli spettatori, additarla a Male Supremo mi sembra quantomeno paranoico. Continua a leggere Sono come noi, ma si sentono comunicativi (o della Santa Inquisizione dell’Internet)
Evitando di conferire loro il falso moralismo di cui è intrisa la nostra società, il valore, il potere e la potenza delle parole cambiano di pari passo al contesto in cui viviamo. Continua a leggere Molto ‘politically’ e poco ‘correct’