Educare alla lettura

di Cristian Vecchiet. Nell’epoca del digitale e dei tempi sempre più frenetici imposti dalle nuove tecnologie è fondamentale far comprendere ai ragazzi l’importanza di leggere. Fin da piccoli. E il modo più efficace, come sempre, è quello dell’esempio degli adulti. L’umanità è caratterizzata dalla cultura. Non vi è umanità senza cultura e cultura senza umanità. Ma cos’è la cultura? La parola deriva dal latino “colere” … Continua a leggere Educare alla lettura

Chi crede al potere salvifico di biblioteche e teatri va difeso come i teneri panda

di Costantino della Gherardesca La mia idea di sinistra e quella di Christian Raimo (che ha organizzato e animato numerosi eventi con il movimento di cittadinanza attiva “Grande come una città”). Ci sono persone lontane anni luce da me per carattere, cultura e formazione alle quali proprio non riesco a voler male. Sono quei tizi che inorridiscono quando sentono parlare di realpolitik, coltivano sogni di purissimo … Continua a leggere Chi crede al potere salvifico di biblioteche e teatri va difeso come i teneri panda

Conversando su lingua, istruzione e democrazia. Intervista a Tullio De Mauro

di Roberta P. Mocerino

01-00109001000905Riproponiamo un’illuminante intervista del 2014 a Tullio De Mauro, ancora attuale, su problematiche culturali tutte italiane e mai risolte.

“A circa un anno dall’uscita del suo nuovo libro “Storia linguistica dell’Italia repubblicana” (2014), abbiamo incontrato il professor Tullio De Mauro, insigne linguista ed ex-ministro dell’istruzione, e gli abbiamo chiesto di riflettere insieme a noi su alcuni dei temi che gli sono più cari: l’educazione, la democrazia e, ovviamente, la lingua degli italiani.

L’idea da cui siamo partiti è stata quella di rintracciare, nell’Italia contemporanea, i luoghi della riflessione politica e dell’autocoscienza. Tali funzioni, che nella Grecia classica erano assolte dal teatro (si veda Luoghi della relazione nella Grecia antica, di Cinzia Bearzot, “Leussein” 1-2/2014), si presentano nella democrazia moderna oltremodo problematiche: da un lato vi sono ovvie difficoltà strutturali legate ai numeri della democrazia indiretta, che impediscono una riflessione che coinvolga in maniera attiva tutti i cittadini; dall’altro vi è una difficoltà più drammatica, legata alla maniera in cui lo Stato democratico sceglie di formare i suoi cittadini.

La riflessione di De Mauro si concentra proprio su questo punto e sceglie, come cartina al tornasole, l’analisi delle competenze linguistiche degli italiani. Ne esce un quadro non incoraggiante: nonostante gli strabilianti progressi compiuti dall’unità d’Italia a oggi, le capacità di comprensione dell’italiano scritto e del parlato medio-alto sono drammaticamente basse, come mostrano i dati che risultano dalle analisi internazionali.

I processi di de-alfabetizzazione in età adulta, che molti paesi conoscono, ma che l’Italia non ha saputo fronteggiare, pesano sulla possibilità di esercitare una cittadinanza piena. Tra le cause del persistere di queste larghe sacche di analfabetismo e semianalfabetismo De Mauro indica la povertà del tessuto associativo nel nostro Paese, la scarsezza di sollecitazioni da parte della società a tenersi informati e aggiornati,  la mancanza di luoghi di ritrovo e di offerta culturale di alto livello – come biblioteche, teatri, sale da concerto –  e infine la disattenzione della classe politica.

Un’analisi puntuale del problema, e delle possibili soluzioni da attuare nell’immediato e nel medio-lungo termine, si potrà trovare nella relazione del team di esperti convocato nel 2013 dall’ex presidente del consiglio Enrico Letta e dai ministri Giovannini e Carrozza e presieduta proprio da De Mauro. La relazione, già pubblicata nella rivista “Osservatorio ISFOL” (III, 34, pp.1909-124), viene riproposta per intero nella sezione “inediti e rari” del presente numero di Leùssein (vedi pagg…?).

La riforma della scuola attuata dal successivo governo invece – la cosiddetta “Buona Scuola” del 2015 – sembra non aver tenuto in conto la necessità della formazione permanente dei cittadini, senza la quale le competenze acquisite negli anni di scuola vengono irrimediabilmente perdute. Questo influisce sulla competitività degli italiani nel contesto del merc Leggi tutto…

“L’Italia è un Paese irreale, il prodotto di 30 anni di televisione trash, e la cultura è soltanto decorativa. Per gli scrittori veri resta un’etica monastica”

di Fabrizio Coscia Governo ‘verdeoro’, ‘carioca’, grillino-leghista. Si parla di tutto ma non dell’unica cosa che conta. La cultura. La gestione dei ‘beni culturali’. Cioè, l’Italia. Chi vorresti, nel libro dei sogni, tra vivi e deceduti, come Ministro della Cultura? Soprattutto, cosa ne faresti della cultura italiana? Faccio una premessa che potrà sembrare provocatoria ma non lo è: “politica culturale” è, di fatto, un ossimoro. … Continua a leggere “L’Italia è un Paese irreale, il prodotto di 30 anni di televisione trash, e la cultura è soltanto decorativa. Per gli scrittori veri resta un’etica monastica”

La fattoria dei pistoleri

di Terry Passanisi

galline-in-fuga

“Pronto, Welton Academy. Sì, è qui, attenda un attimo. Signor Nolan, è per lei. È Lui. Chiede di ammettere le armi a Welton.”

Parafrasando il bellissimo scherzo telefonico di Nuwanda ne “L’attimo fuggente” di più nobile specie, capiamoci subito: in questo caso Lui no, non è Dio, ma è quel capobanda americano che tale divinità presume di essere (e soltanto lui presume). A rifletterci bene, sì, giusto, ottima pensata! Armerei i professori, nel caso un alunno dia di matto. Però, un attimo: poi armerei i genitori, non sia mai che a un colloquio non siano i professori a dare di matto; quindi armerei i suoceri, metti che a quella cena del Ringraziamento il tacchino non sia ben cotto e i genitori si lascino andare a una velata protesta e volessero provare il bazooka nuovo di consegna Prime. E difatti, pure il tacchino, povero, si meriterebbe il suo bel fucile d’assalto militare; e gli allevatori, metti che i tacchini fossero socialisti e organizzassero una bella rivolta nella spietata batteria? A quel punto, armerei ogni singolo dipendente di McDonald, KFC e Burger King. Non avete idea di quanto sia funesta l’ira di uno scorned turkey, soprattutto una volta venuto a conoscenza che nell’happy meal è possibile trovare in regalo una calibro 9 con inciso sul calcio il II emendamento USA. Armerei pure gli addetti alle patatine, non si sa mai; a quel punto sorgerebbe il problema del diritto alla difesa per i manager dei fast food, che dovrebbero proteggersi da dipendenti troppo zelanti, sottoposti a soli sei turni di fila da dodici ore, a 3 dollari l’una e la malattia e le ferie non pagati (mica si dà lavoro ai fannulloni e ai comunisti!). E metti che i manager puzzolenti d’olio fritto, esausto diano di matto, la domenica, in chiesa, tra un Alleluja e un Graziesigno’. E che una delle loro sorelline minori (chissà…) avesse raccontato sbadatamente al fratellone che, il venerdì precedente, durante l’ora di catechismo… no, ma dai, solo ipotesi, figuriamoci se un uomo di chiesa, così gentile e cortese come padre Malcolm… Macché! Non sarebbe for continua a leggere…

Il Gruppo 63, quarant’anni dopo

di Umberto Eco Riunirsi non vent’anni ma quarant’anni dopo può avere due funzioni, o profili. Una è la riunione dei nostalgici di una monarchia, che si ritrovano perché vorrebbero che il tempo tornasse indietro. L’altro è la riunione dei vecchi compagni della terza A, nel corso della quale è bello rievocare il tempo perduto proprio perché si sa che non ritornerà più: nessuno pensa che … Continua a leggere Il Gruppo 63, quarant’anni dopo

Pordenonelegge 2017

da Redazione Downtobaker Carlos Ruiz Zafòn, lo scrittore spagnolo più amato e letto, best seller mondiale con la Tetralogia di Barcellona, inaugura la 18^ edizione di pordenonelegge: mercoledì 13 settembre sarà protagonista, al Teatro Verdi di Pordenone. A pordenonelegge Luis Sepùlveda in anteprima nazionale con il libro Storie ribelli, una raccolta di racconti legati al suo impegno politico e civile.  Il festival sarà vetrina straordinaria … Continua a leggere Pordenonelegge 2017

La lettura è una magia (che ci fa stare meglio)

di Simonetta Tassinari Lo dice la scienza: tra le altre cose, leggere libri rende più intelligenti ed empatici e fa dormire meglio. Ma per la scrittrice Simonetta Tassinari, la lettura è anche “un miracolo e una magia”. Ecco perché. Il sito americano Bustle, incentrato sull’attualità, la cultura, la società, lo stile e le celebrità, ha pubblicato un bell’articolo, a firma Jayson Flores, sui benefici della … Continua a leggere La lettura è una magia (che ci fa stare meglio)

Il silenzio dei Franceschini

di Massimo Mantellini Dario Franceschini è Ministro dei Beni culturali dal febbraio 2014. Nel giugno del 2014 Roberto Ciccarelli pubblica su Il Manifesto una lunga e approfondita inchiesta sulla Biblioteca Nazionale di Roma nella quale a un certo punto si può leggere: Domani Franceschini potrà verificare se quello dei lavoratori è allarmismo o una fondata preoccupazione per il destino della biblioteca. Se accetterà l’invito avrà … Continua a leggere Il silenzio dei Franceschini

Ormai il trash abita tra noi

di Gianmatteo Pellizzari Il pacchiano e il mainstream hanno accorciato le distanze sino a confondersi. Una promiscuità inesorabile, che nell’arco di pochi decenni ha assunto le sembianze fatali di un fagiano: come i capelli del presidente Usa. Se il Presidente degli Stati Uniti, che è il Presidente degli Stati Uniti, esibisce un fagiano (vivo) al posto dei capelli, battaglie da combattere non ce ne sono più: … Continua a leggere Ormai il trash abita tra noi

Disattivare le notifiche è il primo passo per non perdere tempo

di Oliver Burkeman Oggi tutti si lamentano delle distrazioni che comporta la tecnologia digitale, e giustamente, dato che il problema è reale. Come passiamo le nostre giornate, dice la saggista Annie Dillard, è come passiamo la nostra vita, e se dedichiamo troppo tempo a leggere email inutili, o ancora più inutili diatribe su Twitter, rischiamo di morire pieni di rimpianti. Ma mi sono accorto che … Continua a leggere Disattivare le notifiche è il primo passo per non perdere tempo