Educare alla lettura

di Cristian Vecchiet

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Nell’epoca del digitale e dei tempi sempre più frenetici imposti dalle nuove tecnologie è fondamentale far comprendere ai ragazzi l’importanza di leggere. Fin da piccoli. E il modo più efficace, come sempre, è quello dell’esempio degli adulti.

L’umanità è caratterizzata dalla cultura. Non vi è umanità senza cultura e cultura senza umanità. Ma cos’è la cultura? La parola deriva dal latino “colere” che vuol dire “coltivare”. Nell’antichità i romani intendevano per cultura anche l’atto di ornare un corpo e venerare una divinità. In senso analogico Cicerone parlava di “cultura animi”. La cultura è la formazione della persona. La storia del concetto di cultura è articolata. Certo è che la cultura è visione della realtà, interpretazione del mondo, modo di orientarsi nella vita, stile di rapporto con gli altri, stile di pensiero come anche di pratiche di vita, modalità di affrontare la quotidianità come anche gli eventi inaspettati e i lutti, le ferite e le speranze. La cultura è importante proprio per questo. La cultura esprime il modo di interpretare la realtà e l’apertura al mondo degli uomini. Lo stile di pensiero e le pratiche di vita si influenzano reciprocamente. In questo processo la cultura intesa come lettura, studio, ascolto ma anche scrittura, produzione, riveste un’importanza decisiva.

La cultura è ricerca, interrogazione, critica della visione del mondo acquisita. Per progredire in cultura è importante abituarsi ad ascoltare gli altri, a farsi domande, a porre quesiti, a non rassegnarsi alle risposte preconfezionate. La cultura è seme e alimento dello sviluppo della persona. Uno dei canali di formazione culturale è quello della lettura. Cosa vuol dire leggere un libro? Vuol dire entrare nel mondo interiore di altri che si sono interrogati sulla realtà e che hanno scoperto o riscoperto degli aspetti che sentono il bisogno o il desiderio di comunicare. Leggere vuol dire esplorare e lasciarsi esplorare. Leggere vuol dire entrare in relazione. La lettura è un fenomeno intrinsecamente sociale. Dopo una buona lettura, il lettore non è più quello di prima. È come incontr[…]

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Addio Giovanni Bignami: così raccontava su l’Espresso l’importanza della corsa allo spazio

da Redazione Downtobaker

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L’astrofisico e divulgatore, firma del nostro giornale, si è spento per un malore a 73 anni. Riproponiamo qui il suo ultimo articolo scritto per la nostra testata. Con quell’inconfondibile stile che metteva insieme competenze e humor nel parlare di ricerca.

Giovanni Bignami, astrofisico e collaboratore del’Espresso, ci ha lasciati per un malore che lo ha colpito mentre era a Madrid, all’età di 73 anni. Già presidente della Agenzia Spaziale Italiana e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica,verrà ricordato dal nostro giornale e dai lettori per la sua capacità di unire la precisione dello scienziato con il tono divulgativo e ricco di humour dei suoi articoli. La redazione si unisce al cordoglio dei familiari di Giovanni. Ripropniamo qui sotto l’ultimo pezzo scritto per noi e pubblicato nel numero in edicola il 7 maggio 2017.

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Ma cosa è successo davvero alla sonda Skiantarelli? La verità corre sui social: nessuno lo dice, ma è chiaro a tutti che sono stati i marziani. Dalla loro base sotterranea “51” hanno visto l’Ufo in avvicinamento, alzato una torretta lanciamissile mobile (subito rientrata) e abbattuto l’intruso. Anzi, c’erano le foto dell’evento, con la torretta marziana ancora fuori, ma la Esa le ha fatte sparire…

Purtroppo è tutto solo un sogno: in realtà questa cosa non l’ha detta nessuno, né sui social né altrove: neanche un complottino extraterrestre sullo “skianto” di Schiaparelli, un perfetto Ufo per i marziani. Non è più il pubblico di una volta, si sa.

Eppure, ce l’avevamo quasi fatta a scoprire la vita su Marte, e allora tutti sembravano cred[…]

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La scienza è liquida. E l’uomo superfluo

di Nicola Marzari

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Oggi si cerca di capire il mondo senza doverlo osservare. È la terza era, dopo quella sperimentale e quella teorica.

Prevedere il futuro non è troppo difficile. Almeno quello a breve termine, che ci riguarda: la prossima vita, la prossima mezza vita. Basta saper guardare, e capire qualche numero. Se uno fosse interessato alle sorti del mondo, basta viverci un po’ dentro. Muoversi. Per capire dove sta andando l’Italia, o l’Europa, o per capire cosa stanno facendo i nostri concorrenti alle risorse limitate del pianeta. Alcune previsioni sono scritte sui muri, a chiare lettere, e servono solo lettori attenti, capaci di capire qualche grafico. Idealmente, un compito per la politica: guardare fuori, e saper leggere i numeri.

Ecco, allora, una previsione sulla scienza, quella prossima ventura. Le semplif[…]

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