Buon compleanno, Ermanno Olmi.

“Il fatto è che ci ritroviamo tutti in balia dell’incasinamento generale, travolti e stravolti da un delirio da paranoia, a correre dietro a un mondo che corre più svelto di noi… Ma dove stiamo correndo? E per quale ragione? E poi, siamo davvero così sicuri di correre dalla parte giusta? O si corre e basta? Quasi che il correre, l’essere dinamici e produttivi, il non … Continua a leggere Buon compleanno, Ermanno Olmi.

La Milano dell’Espresso: le immagini della conferenza stampa – l’Espresso

Reportage. Inchieste. Provocazioni. Grandi racconti e foto esclusive. L’esposizione che si inaugura oggi a Palazzo Reale e resterà aperta, a ingresso gratuito, fino all’11 settembre, raccoglie mezzo secolo di storia del paese. Osservata dal settimanale scuotendo la realtà. Per tramandarne la lezione. Con una nuova sezione dedicata alla città via La Milano dell’Espresso: le immagini della conferenza stampa – l’Espresso Continua a leggere La Milano dell’Espresso: le immagini della conferenza stampa – l’Espresso

Trieste, città letteraria (non troppo)

di Terry Passanisi.

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Ci sono espressioni (versi, titoli, locuzioni…) che per la loro essenza, oltre che per la loro musicalità, per ciò che esprimono come mai nessun’altra frase esprimerebbe, rimangono impresse a vita nella memoria. Tutte le volte che ci troviamo di fronte a una tesi, a una teoria, al cospetto di un dibattito, qualcuna di quelle frasi emerge prepotente nella testa; pronta a sottolineare, a puntualizzare, ad affermare o criticare l’idea esposta; essa ci aiuta istintivamente a capire dove ci troviamo esattamente e a riflettere su ciò con cui ci stiamo confrontando. Una di quelle frasi (o verso, o…) per me, è il titolo del capolavoro di animazione di Bruno Bozzetto, con il grande Maurizio Nichetti, “Allegro non troppo”. Capita che quel sussurro mi venga tempestivo in aiuto, didascalico, idiomatico, sempre per mettermi in guardia a proposito di un dibattito o di una tesi che mi trovo di fronte.

Sul quotidiano di Trieste “Il Piccolo” di venerdì scorso, 24 giugno 2016, mi sono imbattuto nell’articolo culturale di Alessandro Mezzena Lona, dal titolo “Se Trieste diventasse un gigantesco museo dedicato agli scrittori” (http://ilpiccolo.gelocal.it/tempo–libero/2016/06/24/news/se–trieste–diventasse–un–gigantesco–museo–dedicato–agli–scrittori–1.13715715?ref=hfpitsef–1). Il giornalista manifesta le sue ragioni, spiega il suo perché Trieste non sia particolarmente frequentata da turisti e pellegrini letterari, alla stregua di altre città francesi come Saché, per esempio, tanto cara a Honoré de Balzac; propone quale causa la mancanza di un vero e proprio Parco della Letteratura nella città, da far visitare a illustri ospiti e fedelissimi lettori (un’interessante idea di qualche tempo fa del professore joyciano Renzo Crivelli). Per quanto l’articolo si presenti prec Leggi tutto…

Cogli la rosa (se sei capace di non pungerti)

di Terry Passanisi Riguardo sempre con un dolce fremito “L’attimo fuggente”, film di Peter Weir con lo strepitoso Robin Williams nel ruolo del professor Keating, insegnante di letteratura capace di forgiare anima e corpo degli imberbi liberi pensatori suoi allievi. La sceneggiatura originale (premiata con l’Oscar del 1990, se ben ricordo) ha la felice intuizione di dissacrare l’opera critica – inventata ma, in realtà, ispirata a un … Continua a leggere Cogli la rosa (se sei capace di non pungerti)

Meritocrazia portami via

di Terry Passanisi

Meritocracy

Due notizie di questi giorni  sono state riportate da diversi quotidiani nazionali, nonché da qualche settimanale. Hanno innescato in me una riflessione analoga, per quanto l’una notizia c’entri con l’altra come i cavoli a merenda.

La prima notizia è apparsa su l’Espresso, uno dei settimanali, con il titolo “Quel professore è antipatico: l’Università di Trieste boccia lo scienziato”, riguarda la bocciatura dal titolo di professore emerito del geologo Giuliano Panza, uno tra i massimi studiosi al mondo di terremoti. La candidatura era stata proposta – giustamente – da un nutrito gruppo di colleghi matematici dell’Università giuliana. Candidatura subito osteggiata invece proprio da parte dei colleghi geologi del Panza. Tu quoque, come si dice. Ma qual è stata la causa scatenante di tale clamorosa silurata? Il branco di geologi si è stretto come un sol uomo contro la candidatura, accusando il professor Panza di essere antipatico, poco affabile, (probabilmente) un burbero. Non sia mai, apriti cielo, e un bel chissenefrega alle decine di titoli e pubblicazioni in evidenza sul curriculum dell’importante accademico. Faccio mio, intanto, un commento letto sul social network per antonomasia, molto puntuale, pubb Leggi tutto…