Adams-Gaiman: Guida Galattica Double Face

di Lorenzo Fantoni. Un uomo sta facendo l’autostop in giro per l’Europa, beve un po’ troppe pinte in un bar di Innsbruck e si sdraia sull’erba, ubriaco marcio a guardare le stelle. Improvvisamente un pensiero gli attraversa la mente: «Qualcuno dovrebbe proprio scrivere una guida per fare l’autostop in giro per lo spazio.» Questa è la storia che Douglas Adams raccontava ogni volta che qualcuno … Continua a leggere Adams-Gaiman: Guida Galattica Double Face

Il misterioso mistero dei libri introvabili che invece si trovano

di Giulio Mozzi. Un giorno sì e uno sì ricevo lettere del tipo: “Sto cercando il tale libro, non riesco a trovarlo da nessuna parte, tu che si un bibliofilo [non lo sono, ma passi] sapresti aiutarmi?”. La gran parte delle volte, nel giro di pochi minuti da quando leggo la lettera sono in grado di indicare dove il tale libro può essere acquistato. Pertanto, … Continua a leggere Il misterioso mistero dei libri introvabili che invece si trovano

Giuro, me l’ha detto la ‘Kruska’!

di Terry Passanisi.

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È vero che l’Accademia della Crusca ha dato il benestare all’uso dei verbi intransitivi nelle forme transitive? Per chi non avesse chiaro di che cosa stiamo parlando è presto detto. Si tratta di quei regionalismi molto diffusi soprattutto nelle zone del Sud. “Scendi il cane”, “sali l’olio”, “siedi la nonna”, “sparisci la droga” e altri orrori del genere. La risposta alla domanda è soltanto una, senza ombra di dubbio, al netto di qualsiasi isteria prodotta da Internet. No! L’Accademia della Crusca non ha dato nessun benestare a un imbarbarimento linguistico del genere. Intanto perché la questione non si pone. Per esempio, per prima cosa, sarebbe come dire, in una forma più ambigua, “mangia il gatto”, non certo per intendere di ingoiarselo, ma per invitare qualcuno a nutrirlo. In seconda istanza, e non certo per ultima, perché l’Accademia ha semplicemente detto: metti che a qualcuno, vuoi un attraversamento di strada troppo repentino da parte della malcapitata, vuoi per una forte polmonite come neanche in un racconto di Hector Malot, dovesse essere prematuramente morta la maestra d’italiano durante la scuola elementare, a casa su Leggi tutto

Un paio di scarpette rosse

di Joyce Lussu C’è un paio di scarpette rossenumero ventiquattroquasi nuove:sulla suola interna si vedeancora la marca di fabbrica“Schulze Monaco”. C’è un paio di scarpette rossein cima a un mucchiodi scarpette infantilia Buchenwald. Più in là c’è un mucchio di riccioli biondidi ciocche nere e castanea Buchenwald.Servivano a far coperte per i soldati.Non si sprecava nullae i bimbi li spogliavano e li radevanoprima di spingerli … Continua a leggere Un paio di scarpette rosse

Educare alla lettura

di Cristian Vecchiet. Nell’epoca del digitale e dei tempi sempre più frenetici imposti dalle nuove tecnologie è fondamentale far comprendere ai ragazzi l’importanza di leggere. Fin da piccoli. E il modo più efficace, come sempre, è quello dell’esempio degli adulti. L’umanità è caratterizzata dalla cultura. Non vi è umanità senza cultura e cultura senza umanità. Ma cos’è la cultura? La parola deriva dal latino “colere” … Continua a leggere Educare alla lettura

Nell’Egitto di Al-Sisi

di Mario Natangelo. Ci sono alcune storie che vanno disegnate con mano leggera, per tante ragioni. Non sono storie chiare, con il bianco e il nero netti e precisi, ma sono piene di sfumature che non permettono di capire dove inizia il bene e dove finisce il male. Storie che riguardano vite che non conosciamo e sensibilità che saranno toccate dal modo in cui le … Continua a leggere Nell’Egitto di Al-Sisi

Svaghi: Asimov 2019

di Giovanni De Mauro Come sarà il mondo fra trentacinque anni? È il 1983 e trentacinque anni dopo l’uscita del romanzo “1984” di George Orwell il quotidiano Toronto Star chiede allo scrittore Isaac Asimov di fare le sue previsioni per il 2019. Asimov scrive che “l’informatizzazione continuerà inevitabilmente a progredire” e che gli “oggetti computerizzati portatili” cominceranno a entrare in tutte le case. La crescente … Continua a leggere Svaghi: Asimov 2019

Esiste un posto

di Ilaria Grasso

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Esiste un posto dove
le categorie del tempo e dello spazio
svaniscono nella bruma dell’affanno dei
corpi
Esiste un posto dove
è possibile
rifugiarsi dalla paura del fallimento e della
morte
Esiste un posto dove
è nobile persino insozzare la bellezza
con lo sterco e con l’urina
e accendersi come benzina
Esiste un posto dove
il superfluo delle cose si dissolve
nella più assoluta dissoluzione delle
masse
Esiste un posto dove
la crisalide esce dal guscio
si scrolla le ali e riprende il suo volo.

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La struttura del processo creativo

A cura del prof. Andrea Sgarro La creatività ha due momenti, l’ispirazione e l’elaborazione. L’ispirazione, che inizia il processo creativo, è generata nel cervello di destra: é necessariamente seguita dal processo di elaborazione, che richiede la cooperazione di entrambi gli emisferi cerebrali. L’elaborazione può essere lunga e faticosa: lo testimoniano le dichiarazioni di artisti famosi, da Leopardi, a Lorca, ad altri poeti: Sereni definiva ad … Continua a leggere La struttura del processo creativo

La mano di Holden Caulfield

di Nicola Lagioia

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Nei giorni di pioggia la mano gli fa ancora male. Non può tenere il pugno ben chiuso, il che vuol dire che non diventerà mai un “dannato chirurgo” e nemmeno un violinista. Adesso ha sedici anni. Quando ne aveva tredici è successo che il suo fratello minore, Allie, è morto di leucemia. Quella notte Holden ha spaccato tutte le finestre del garage, e non contento ha tentato di fare la stessa cosa coi finestrini della giardinetta, ma a quel punto si era già rotto la mano.

Quando pensiamo al Giovane Holden, uno dei romanzi più letti di tutti i tempi, non dovremmo mai dimenticare Allie. Buona parte dell’opera di J.D. Salinger prende le mosse da questo: il tentativo di rielaborare un trauma in un mondo che finge di non vederlo. Che si tratti del soldato Seymour Glass appena tornato dalla II guerra mondiale (protagonista di Un giorno ideale per i pescibanana), o di Holden Caulfield, adolescente di buona famiglia impegnato ad attraversare la propria linea d’ombra, è il baratro alle spalle (una voragine la cui presenza nessuno, a parte loro, sembra sentire in modo così vero) a muovere i passi dei protagonisti delle sue stor Leggi tutto…

David Bowie risponde al famoso ‘Proust Questionnaire’

Un giovane Marcel Proust svelò le sue aspirazioni in una serie di domande su gusti e sensibilità, ispirando il celebre questionario di Vanity Fair. Numerose celebrità hanno risposto alle stesse domande: David Bowie ci ha svelato così, a sua volta, la sua idea di felicità, i suoi timori e le sue massime aspirazioni. Continua a leggere David Bowie risponde al famoso ‘Proust Questionnaire’