Umberto Eco: “maitre à penser, ami à presenter”

di Paolo Fabbri In occasione del secondo anniversario della scomparsa di Umberto Eco, pubblichiamo l’introduzione di Paolo Fabbri al libro “Così parlò Umberto Eco”, una raccolta di articoli e interviste rilasciate in francese, inediti assoluti nel mondo arabo, a cura di Ghazi Berro, di prossima pubblicazione dalla casa editrice Dar El Farabi. In uno scritto del 1992, l’anno precedente alla prima intervista di questo libro, … Continua a leggere Umberto Eco: “maitre à penser, ami à presenter”

Umberto Eco: così ho corretto Il nome della rosa

di Maurizio Bono “Ho corretto solo alcune inesattezze e ripetizioni per far piacere a me, cosa di poche righe Rimane come prima”. “I giovani devono apprezzarlo così come era. Chi non legge oggi già non lo faceva”. “In un punto Adso parla di secondi ma è un errore: nel Medioevo quella misura non c’era”. “L’esperienza mi è piaciuta. Ora nel tempo libero rivedrò anche gli … Continua a leggere Umberto Eco: così ho corretto Il nome della rosa

L’adattamento di Raúl Ruiz del capolavoro di Marcel Proust

di Terry Passanisi Dopo il rovesciamento di Salvador Allende, nel 1973, il regista cileno Raúl Ruiz decise di emigrare a Parigi. Lì, divenne l’equivalente di un ambasciatore cinematografico del realismo magico, importando una gradita dose di fantasia nel cinema francese. Cineasta prolifico, scomparso nel 2011, Ruiz è stato oggetto di una retrospettiva al Film Society del Lincoln Center di New York lo scorso dicembre, nel … Continua a leggere L’adattamento di Raúl Ruiz del capolavoro di Marcel Proust

Cinque bellissimi classici da leggere e regalare a Natale (più uno…)

Regalare uno di questi libri potrebbe essere un metodo sottile e infallibile per dire qualcosa di difficile a una certa persona: per fare pace con un parente che non vi parla da un po’, ma al quale volete molto bene, oppure per dichiarare il vostro amore segreto a qualcuno a cui non avete il coraggio di chiedere nemmeno il nome. Continua a leggere Cinque bellissimi classici da leggere e regalare a Natale (più uno…)

L’irrisolvibile mistero del Manoscritto Voynich

Quando Umberto Eco visitò la Beinecke Library​ dell’Università di Yale, l’unico manoscritto della collezione che chiese di sfogliare fu il “Voynich”. Dal 1912, anno in cui Wilfrid Voynich, un mercante di libri rari di origini polacche, lo acquistò dai gesuiti di Villa Mondragone a Frascati, schiere di studiosi, linguisti, filologi e criptologi hanno cercato di risolvere l’arcano di questo codice impenetrabile risalente alla prima metà del XV secolo. Continua a leggere L’irrisolvibile mistero del Manoscritto Voynich

Una ‘veloce’

“A quick one”, di Charles Bukowski (traduzione di Terry Passanisi) fra 5 minutientrerò nella miajacuzzima prima vi pregoimmaginatevi questo:una bianca balena guatantedi 70 anniin un bianco bagno dibolle bollenti. com’è che ce l’ha fatta?come ha fatto a sfuggire atutti gli arpioniper tutti questi anni?perché non si è arenatastrada facendosulla prodaasciutta?come ha fatto a sfuggire a cosìtanti branchi di squaliaffamati? ora immaginatevi questo:i suoi occhietti che … Continua a leggere Una ‘veloce’

“Come si fa una tesi di laurea”, come si migliora la vita

di Terry Passanisi

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Solo pochi anni prima, nel 1977, Eco pubblicò un piccolo libro dedicato ai suoi allievi, “Come si fa una tesi di laurea”, in cui offriva consigli utili per tutte le fasi di ricerca e di scrittura di una tesi universitaria – dalla scelta dell’argomento all’organizzazione del programma di lavoro per la stesura finale. Il saggio, giunto alla sua ventitreesima edizione in Italia e tradotto in ben diciassette lingue, oggi è diventato un vero e proprio classico.

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“Come si fa una tesi di laurea” di Umberto Eco, è comparso per la prima volta sugli scaffali delle librerie italiane nel 1977. Per Eco, uno tra i filosofi e romanzieri più ‘ludici’ e conosciuti al mondo per il suo inestimabile lavoro sulla semiotica, lo scopo di scriverlo fu se non altro di tipo pratico. Raccogliere i suoi pensieri sul processo di redazione di una tesi in un saggio lo avrebbe salvato dal ripetere all’infinito, ogni anno, i medesimi consigli ai suoi studenti. Dalla prima pubblicazione, “Come si fa una tesi di laurea” ha visto 23 edizioni italiane ed è stato tradotto in almeno diciassette lingue. Caso piuttosto strano, la sua prima edizione in lingua inglese è stata resa disponibile per la prima volta solo nel 2015, con la traduzione di Caterina Mongiat Farina e Geoff Farina.

Perché è un testo da considerarsi tanto importante? Eco scrisse il suo manuale di redazione di una tesi prima dell’avvento dei software di testo, i cosiddetti word processor, e di Internet. Vi sono ampi passi dedicati alle fonti più specifiche e tradizionali, come gli archivi e le rubriche, nonché le più opportune strategie utili a superare le limitazioni della propria biblioteca di quartiere. Ma il fascino che rende il libro senza tempo – il motivo per cui potrebbe interessare perfino qualcuno la cui vita non necessiti la stesura di uno scritto più comples continua a leggere…

Carlo Rovelli: le cose non sono, accadono

di Ugo Morelli La mattina era fresca e il cielo terso, il 21 luglio 1969 alle ore 02:56, quando Neil Armstrong mise piede sul suolo lunare. Maria Grazia, contadina irpina del sud Italia, guardando il primordiale schermo televisivo chiedeva ai nipoti se l’avessero, allora, portata sull’aia, tra i covoni di grano della recente mietitura, la luna, quella palla lucente. Se avessero aspettato che fosse costruita … Continua a leggere Carlo Rovelli: le cose non sono, accadono

Il Fantasy, tra tutti i mondi possibili

di Paolo Bottiroli Nato dalla serie di incontri denominati Il Sublime Simposio del Potere, il saggio Di tutti i mondi possibili, curato da Silvia Costantino, racconta con nove diversi interventi di scrittori e studiosi italiani il mondo del fantasy. Ad affrontare, da angolazioni diverse, temi dedicati a questo “genere” sono, oltre alla curatrice, Edoardo Rialti, Sergio Vivaldi, Francesco D’Isa (autore tra l’altro del romanzo La … Continua a leggere Il Fantasy, tra tutti i mondi possibili

Roberto Calasso: “In un mondo senza il sacro siamo diventati solo turisti”

di Dario Olivero “Dal maggio del ’45 a oggi si è entrati in una zona che non ha nome, per questo è l’innominabile attuale”. Roberto Calasso siede nel suo ufficio all’Adelphi, nel centro di Milano. Sulla scrivania l’ennesimo caffè, davanti gli scaffali con quel che resta della biblioteca di Bobi Bazlen, il codice genetico da cui è fiorita la casa editrice da sempre più inattuale … Continua a leggere Roberto Calasso: “In un mondo senza il sacro siamo diventati solo turisti”

La scoperta del caffè

di Marco Belpoliti “Il caffè agisce sul diaframma e sui plessi dello stomaco, da cui raggiunge il cervello attraverso irradiazioni impercettibili che sfuggono a ogni analisi; nondimeno si può presumere che sia il fluido nervoso a fungere da conduttore dell’elettricità sprigionata dal caffè, o meglio trovata e messa in azione dentro di noi”. Così scrive Balzac nel suo Trattato degli eccitanti moderni (1839). Lo scrittore … Continua a leggere La scoperta del caffè