Una ‘veloce’

“A quick one”, di Charles Bukowski (traduzione di Terry Passanisi) fra 5 minutientrerò nella miajacuzzima prima vi pregoimmaginatevi questo:una bianca balena guatantedi 70 anniin un bianco bagno dibolle bollenti. com’è che ce l’ha fatta?come ha fatto a sfuggire atutti gli arpioniper tutti questi anni?perché non si è arenatastrada facendosulla prodaasciutta?come ha fatto a sfuggire a cosìtanti branchi di squaliaffamati? ora immaginatevi questo:i suoi occhietti che … Continua a leggere Una ‘veloce’

“Come si fa una tesi di laurea”, come si migliora la vita

di Terry Passanisi

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Solo pochi anni prima, nel 1977, Eco pubblicò un piccolo libro dedicato ai suoi allievi, “Come si fa una tesi di laurea”, in cui offriva consigli utili per tutte le fasi di ricerca e di scrittura di una tesi universitaria – dalla scelta dell’argomento all’organizzazione del programma di lavoro per la stesura finale. Il saggio, giunto alla sua ventitreesima edizione in Italia e tradotto in ben diciassette lingue, oggi è diventato un vero e proprio classico.

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“Come si fa una tesi di laurea” di Umberto Eco, è comparso per la prima volta sugli scaffali delle librerie italiane nel 1977. Per Eco, uno tra i filosofi e romanzieri più ‘ludici’ e conosciuti al mondo per il suo inestimabile lavoro sulla semiotica, lo scopo di scriverlo fu se non altro di tipo pratico. Raccogliere i suoi pensieri sul processo di redazione di una tesi in un saggio lo avrebbe salvato dal ripetere all’infinito, ogni anno, i medesimi consigli ai suoi studenti. Dalla prima pubblicazione, “Come si fa una tesi di laurea” ha visto 23 edizioni italiane ed è stato tradotto in almeno diciassette lingue. Caso piuttosto strano, la sua prima edizione in lingua inglese è stata resa disponibile per la prima volta solo nel 2015, con la traduzione di Caterina Mongiat Farina e Geoff Farina.

Perché è un testo da considerarsi tanto importante? Eco scrisse il suo manuale di redazione di una tesi prima dell’avvento dei software di testo, i cosiddetti word processor, e di Internet. Vi sono ampi passi dedicati alle fonti più specifiche e tradizionali, come gli archivi e le rubriche, nonché le più opportune strategie utili a superare le limitazioni della propria biblioteca di quartiere. Ma il fascino che rende il libro senza tempo – il motivo per cui potrebbe interessare perfino qualcuno la cui vita non necessiti la stesura di uno scritto più comples continua a leggere…

Carlo Rovelli: le cose non sono, accadono

di Ugo Morelli La mattina era fresca e il cielo terso, il 21 luglio 1969 alle ore 02:56, quando Neil Armstrong mise piede sul suolo lunare. Maria Grazia, contadina irpina del sud Italia, guardando il primordiale schermo televisivo chiedeva ai nipoti se l’avessero, allora, portata sull’aia, tra i covoni di grano della recente mietitura, la luna, quella palla lucente. Se avessero aspettato che fosse costruita … Continua a leggere Carlo Rovelli: le cose non sono, accadono

Il Fantasy, tra tutti i mondi possibili

di Paolo Bottiroli Nato dalla serie di incontri denominati Il Sublime Simposio del Potere, il saggio Di tutti i mondi possibili, curato da Silvia Costantino, racconta con nove diversi interventi di scrittori e studiosi italiani il mondo del fantasy. Ad affrontare, da angolazioni diverse, temi dedicati a questo “genere” sono, oltre alla curatrice, Edoardo Rialti, Sergio Vivaldi, Francesco D’Isa (autore tra l’altro del romanzo La … Continua a leggere Il Fantasy, tra tutti i mondi possibili

Roberto Calasso: “In un mondo senza il sacro siamo diventati solo turisti”

di Dario Olivero “Dal maggio del ’45 a oggi si è entrati in una zona che non ha nome, per questo è l’innominabile attuale”. Roberto Calasso siede nel suo ufficio all’Adelphi, nel centro di Milano. Sulla scrivania l’ennesimo caffè, davanti gli scaffali con quel che resta della biblioteca di Bobi Bazlen, il codice genetico da cui è fiorita la casa editrice da sempre più inattuale … Continua a leggere Roberto Calasso: “In un mondo senza il sacro siamo diventati solo turisti”

La scoperta del caffè

di Marco Belpoliti “Il caffè agisce sul diaframma e sui plessi dello stomaco, da cui raggiunge il cervello attraverso irradiazioni impercettibili che sfuggono a ogni analisi; nondimeno si può presumere che sia il fluido nervoso a fungere da conduttore dell’elettricità sprigionata dal caffè, o meglio trovata e messa in azione dentro di noi”. Così scrive Balzac nel suo Trattato degli eccitanti moderni (1839). Lo scrittore … Continua a leggere La scoperta del caffè

L’ultima nuotata d’estate

Faith Shearin, “The Last Swim of Summer” (traduzione di Terry Passanisi) La piscina rimane azzurra, ma già qualche foglia caduta affiora sulla superficie dell’estate. Gli altri nuotatori se ne sono tornati a casa la settimana scorsa, accantonati gli scoloriti costumi da bagno, tanto che io e mia figlia restiamo soli nell’acqua che via via si raffredda come la mano di un uomo sul finire della … Continua a leggere L’ultima nuotata d’estate

La duplice avventura de “La nave di Teseo”, a cura del creatore di “Lost”

da Redazione Downtobaker Si chiama come la casa editrice fondata da Elisabetta Sgarbi e ha per creatore J. J. Abrams, ideatore fra le altre delle serie tv Lost e Fringe. Come se non bastasse, è protetto da una vera e propria scatola-custodia sigillata, che deve essere aperta una volta acquistato il volume. È un’opera di cui si sente parlare poco nell’ascoltare il grande pubblico, sebbene … Continua a leggere La duplice avventura de “La nave di Teseo”, a cura del creatore di “Lost”

‘La Stanza Profonda’ di Vanni Santoni, cosa resta di Dungeons & Dragons

di Marco Mogetta Per un recente addio al celibato ho sperimentato un’escape room con degli amici. Si tratta di un’esperienza di evasione molto divertente nella quale, in un dato lasso di tempo, un gruppo di persone collabora per risolvere gli enigmi necessari a uscire da una stanza in cui si è prigionieri. Al momento della scelta dell’ambientazione abbiamo valutato proposte quali l’antico Egitto o il mondo … Continua a leggere ‘La Stanza Profonda’ di Vanni Santoni, cosa resta di Dungeons & Dragons

Il Gruppo 63, quarant’anni dopo

di Umberto Eco Riunirsi non vent’anni ma quarant’anni dopo può avere due funzioni, o profili. Una è la riunione dei nostalgici di una monarchia, che si ritrovano perché vorrebbero che il tempo tornasse indietro. L’altro è la riunione dei vecchi compagni della terza A, nel corso della quale è bello rievocare il tempo perduto proprio perché si sa che non ritornerà più: nessuno pensa che … Continua a leggere Il Gruppo 63, quarant’anni dopo

11.09

Traduzione della poesia di Charlotte Parsons, “Nine-Eleven” (di Terry Passanisi) Mi passavi accanto lungo la via Facevo tutta la metro con te Vivevi a un palmo da dove sto io Scrutavo il tuo cane al parco la mattina Stavamo in fila assieme al concerto Nei caffè, mangiavo con te Mi eri accanto al bar Stavamo conserti sotto una tenda durante la pioggia Attraversavamo di corsa … Continua a leggere 11.09