Tutto torna, a Ventotene

da redazione C’è un aneddoto molto bello sulla biblioteca del carcere di Ventotene nata durante il ventennio fascista; la conosciamo bene perché a Trieste è nota più che da altre parti, proprio perché fu il triestino Mario Maovaz (nato nel 1880 a Spalato da madre croata), condannato al confino dal regime, a portare tra le sue mura i primi libri e a creare così una rete segreta … Continua a leggere Tutto torna, a Ventotene

Ministro, ascolti una volta tanto

di Barbara Venditti. È molto semplice. Mi segua Ministro, la prego. Come certamente lei saprà la dicitura “destra” e “sinistra” risale a poco prima della rivoluzione francese, in occasione della convocazione degli Stati Generali da parte del re, quando si schierarono alla sua destra gli esponenti delle tre classi convocate che si dichiaravano conservatori e non volevano abbandonare quello che era l’attuale sistema politico, spalleggiando … Continua a leggere Ministro, ascolti una volta tanto

Il solito ‘chiagne e fotte’

di Leonardo Tondelli (repost da redazione). Credo che tutto sommato l’idea di attirare l’attenzione sul fatto che i fascisti esistono, e piagnucolano, e minacciano, e hanno amici potenti al governo, sia una buona idea. Magari si può discutere sul metodo ma a essere sincero non mi va, ognuno fa quel che può con quello che ha a disposizione. Quel che è importante credo sia attirare … Continua a leggere Il solito ‘chiagne e fotte’

Salone del Libro di Torino: boicottare o presidiare?

di Giuseppe Genna. Non ho impegni per il Salone del Libro, ma avrei scelto di presentare libri o partecipare a incontri in luoghi fuori dall’istituzione e dall’evento che sono il Salone di quest’anno. La giustizia è per me più fondamentale della legge e la giustizia è l’antifascismo sempre. Il Salone non è solo del libro, ha un implicito: è il Salone antifascista del libro, che … Continua a leggere Salone del Libro di Torino: boicottare o presidiare?

Tre storie, un’unica Liberazione

di Terry Passanisi. Oggi si è festeggia il più bel giorno della Repubblica Italiana, la Liberazione dal nazi-fascismo. A pensarci suona strano, ma lo si fa da meno di un secolo. Non parliamo di un’epoca remota, lontanissima, impossibile da immaginare: visti i rigurgiti degli ultimi anni, in tutto il mondo, il pericolo di un ritorno a quella follia ideologica non è solo una fantasia radical chic o … Continua a leggere Tre storie, un’unica Liberazione

Tizio e Caio Giulio Cesare Catozzo

di Michele Serra. Se non esiste, tra i contemporanei, un Otto Hitler, non è solamente per ragioni biologiche (l’omino coi baffi non ebbe figli). È perché in Germania i conti col nazismo sono stati duri e definitivi, ed eventuali eredi del vecchio Adolf avrebbero certamente provveduto a cambiare cognome e rifarsi una vita lontano da quell’ombra orrida e vergognosa. Onta del genere umano. In Italia, si … Continua a leggere Tizio e Caio Giulio Cesare Catozzo

Un paio di scarpette rosse

di Joyce Lussu C’è un paio di scarpette rossenumero ventiquattroquasi nuove:sulla suola interna si vedeancora la marca di fabbrica“Schulze Monaco”. C’è un paio di scarpette rossein cima a un mucchiodi scarpette infantilia Buchenwald. Più in là c’è un mucchio di riccioli biondidi ciocche nere e castanea Buchenwald.Servivano a far coperte per i soldati.Non si sprecava nullae i bimbi li spogliavano e li radevanoprima di spingerli … Continua a leggere Un paio di scarpette rosse

“Pacchia”, “crociera” e la lingua di ricino che si sparge in giro

di Giulio Cavalli per Left Tre dichiarazioni a caso: “È tutto sotto controllo  è tutto tranquillo non c’è problema alcuno” con la nave Aquarius. Andrà in Spagna? Gli hanno chiesto i giornalisti. “Certo non è che adesso possono anche decidere dove cominciare e dove finire la crociera. Mi sembra che l’arrivo sia previsto sabato senza intoppi”. “Il 99 per cento delle domande respinte è oggetto di ricorso … Continua a leggere “Pacchia”, “crociera” e la lingua di ricino che si sparge in giro

Pasolini, Salvini e il neofascismo come merce

di Wu Ming 1 “Nel futuro la storia c’è ancora, e la storia è confusione; benché sia assurdo pensarci, nel futuro immediato ci può essere sempre qualcosa di imponderabile che può togliere ai fascisti quel successo che tutti prevedono ed essi tracotanti si aspettano”. Così scrive Pier Paolo Pasolini nell’appunto 64 del romanzo incompiuto Petrolio. Stralciato dal testo e letto oggi, sembra un invito a non … Continua a leggere Pasolini, Salvini e il neofascismo come merce

La paralisi bianca e l’uomo nero

di Paolo Rumiz

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Bologna stazione, ore 15. Visione caleidoscopica di un Paese in tilt. Freccerosse in ritardo di tre, quattrocento minuti. Tabelloni elettronici assurdi, che mostrano i treni delle 10 del mattino ma non quelli in arrivo imminente. Annunci sonori automatici resi incomprensibili dal frastuono del pubblico posseduto da un frenetico andirivieni. Nessuna voce autorevole che spieghi cosa accade e indirizzi i passeggeri. Scale mobili prese d’assalto. Fiumane che salgono e scendono negli inferi dell’alta velocità. Impossibile sedersi, alcune donne anziane piangono. Fuori fa freddo, e la sala d’aspetto è strapiena. E meno male che c’è, oggi che in Italia si paga anche per la pipì.

La stazione di Bologna è un purgatorio dove regna un sottomesso silenzio. Nessuno impreca. Comunicazione interpersonale zero. Tutti sono chini sugli smartphone, ciascuno per conto suo, separatamente in cerca di vie d’uscita alternative. E intanto, nei corridoi sotterranei, ecco la visione surreale di cinque uomini in mimetica che, anziché soccorrere i naufraghi delle “frecce”, attorniano armati uno straniero di pelle scura che cerca nella giacca documenti che verosimilmente non ha. Passano dei ragazzi con zaini, deridono il “clandestino”, e la forza pubblica non reagisce. Mai mi è apparsa più chiara la funzione del capro espiatorio. In assenza di soluzioni, serve a sfogare sull’alieno la rabbia della gente.

Vent’anni fa sarebbe stata la rivoluzione. Oggi niente. Perché? Come mai questo Paese taglieggiato dalle camorre, desertificato dalla grande distribuzione, saccheggiato dalle banche, bastonato dalle tasse, espropriato deg continua a leggere…