La lettura come malattia cronica

Repost di Downtobaker. Alcune pagine, dedicate a quelle strane creature che sono i lettori, mi fanno sentire spaesata: è come se, all’improvviso, mi ritrovassi davanti al mio riflesso. Chi ha messo qui uno specchio? Sono io quella di cui stanno parlando? Vi è mai capitato di provare questa sensazione? Qualche tempo fa, mi sono imbattuta in un volume che si apriva con un’introduzione fulminante, geniale, … Continua a leggere La lettura come malattia cronica

Artista tuttofare

di Ishikawa Goemon. Visto che in diversi mi hanno domandato perché io non stia promuovendo il nuovo libro in modo adeguato, qualsiasi cosa significhi ‘adeguato’, credo sia venuto il momento di spiegare un po’ di cose […] Una volta mi dicevano che alla prima difficoltà facevo saltare tutto. Mi avevano convinto che se le cose non funzionavano era colpa mia, che ero pazzo e non … Continua a leggere Artista tuttofare

Per il futuro della scuola, riformiamo prima tutto il resto

di Giuseppe Genna. Ci sono riforme urgenti da attuare – da pensare e da attuare. Tuttavia ce n’è una più urgente delle altre e, a mio parere, si tratta della scuola. Il sistema educativo, dopo molto riformismo, il che è uno dei tanti paradossi, produce dissociazione, asocialità, appiattimento della possibilità di centrarsi in un’esperienza formativa perché anzitutto è un’esperienza emotiva. Sono coinvolti corpi sociali di … Continua a leggere Per il futuro della scuola, riformiamo prima tutto il resto

Per riscoprire la magia spegnete Netflix, mollate il telefono e uscite

di Oliver Burkeman. “Uscite subito fuori”, sono le prime tre parole di Outside lies magic (La magia è lì fuori), un libro pubblicato quasi 20 anni fa dal sociologo di Harvard John Stilgoe, ma che in questa meschina epoca di Trump, Brexit, messaggi ingiuriosi su internet e capacità di attenzione ridotta al minimo sembrano più importanti che mai. È un consiglio piuttosto banale: ci hanno … Continua a leggere Per riscoprire la magia spegnete Netflix, mollate il telefono e uscite

Il mondo di Greta

di Stefano Bartezzaghi. Nell’agosto scorso la sedicenne Greta Thunberg ha cominciato a presidiare il Parlamento svedese — prima ogni giorno, poi tutti i venerdì — con un cartello che annunciava uno “sciopero scolastico per il clima”. Neppure lei avrebbe potuto immaginare che, appena sette mesi dopo, al suo appello avrebbero risposto tanti studenti e tante altre persone, in tutto il mondo, come è successo ieri. … Continua a leggere Il mondo di Greta

Ateo? Altroché!

di Arno Schmidt. Nell’autunno del 1956 Karlheinz Deschner chiese a cinquanta scrittori di lingua tedesca di partecipare a un libro d’inchiesta, invitandoli a rispondere alla domanda che avrebbe dato il titolo al volume 105 del Paul List Verlag: Lei cosa pensa del Cristianesimo?, uscito un anno dopo. Dei diciotto che risposero, cinque erano cristiani (tra cui Heinrich Böll e Urs von Balthasar), gli altri (tra … Continua a leggere Ateo? Altroché!

Figlia del vento

di Alejandra Pizarnik. Sono venuti. Invadono il sangue. Profumano a piume, A mancanza, a pianto. Però tu alimenti la paura e la solitudine come due animali piccoli perduti nel deserto. Son venuti a incendiare l’età del sogno. Un addio è la tua vita. Però tu ti abbracci come la serpe pazza del movimento che solo ritrova se stessa poiché non c’è nessuno. Tu piangi sotto … Continua a leggere Figlia del vento

Il nome della rosa e quel che passa il convento

di Beatrice Dondi. La serie kolossal su Rai Uno ha almeno un pregio: aver riportato il libro in classifica. E di questi tempi è già un buon risultato. Cosa renda una serie televisiva internazionale, dal respiro internazionale, con uno sguardo internazionale è difficile a dirsi. Certo è che per “Il nome della rosa” l’aggettivo in questione si è speso parecchio. Quasi che fosse un lasciapassare … Continua a leggere Il nome della rosa e quel che passa il convento

Proust e il quadro più bello del mondo

da Redazione Downtobaker. Ho fatto invano quattro ore di coda nel Louvre per rivedere il «più bel quadro del mondo». La malaticcia luce del febbraio parigino filtrava dalla piramide, voluta da Mitterrand e disegnata dall’architetto Pei, e illuminava il nome stampato a grandi lettere all’ingresso della galleria dedicata alle mostre: Vermeer. La folla dei visitatori era densa, impaziente come quella dei grandi magazzini Lafayette nei … Continua a leggere Proust e il quadro più bello del mondo