Il «trantran*»

di Gianni Rodari. Il professor Grammaticus si avvicinò all’uomo che aveva appena finito di inchiodare il cartello a un palo. — Scusi, — lo interpellò. — Dica, dica. — E sicuro che quel cartello vada bene? — A me lo domanda? Non l’ho mica scritto io. Si rivolga al Comune. — Ma secondo lei, sentiamo? L’operaio guardò il cartello come se lo vedesse per la … Continua a leggere Il «trantran*»

Leggere un libro per tirare il fiato

di Annamaria Testa. Può succedere: elementi (notizie, fatti, azioni, oggetti…) del tutto indipendenti tra loro si uniscono a un certo punto nella nostra mente, in un disegno che ci suggerisce l’esistenza di una connessione. Ed ecco che vien fuori un’idea nuova di zecca. Questa capacità di stabilire connessioni tra elementi distanti è la vera essenza del pensiero creativo. Non mi stanco di ricordare che il … Continua a leggere Leggere un libro per tirare il fiato

Cosa significa essere scrittori (e lettori) europei

di Alessandro Raveggi. «Andiamo incontro al tempo come esso ci cerca», così un’epigrafe da Shakespeare apriva quella meravigliosa autobiografia sull’Europa e il suo tempo che Zweig scrisse e pubblicò postuma: Il mondo di ieri. Ricordi di un europeo. In questi giorni di grande affanno per l’Unione, mangiata al suo interno dal cancro del populismo, in cui veramente siamo ricercati dai tempi bui, mi è venuto in mente … Continua a leggere Cosa significa essere scrittori (e lettori) europei

Tutto torna, a Ventotene

da redazione C’è un aneddoto molto bello sulla biblioteca del carcere di Ventotene nata durante il ventennio fascista; la conosciamo bene perché a Trieste è nota più che da altre parti, proprio perché fu il triestino Mario Maovaz (nato nel 1880 a Spalato da madre croata), condannato al confino dal regime, a portare tra le sue mura i primi libri e a creare così una rete segreta … Continua a leggere Tutto torna, a Ventotene

Quel sogno che è l’Europa

di Emilio Mola. L’Europa in cui sono cresciuti i vostri genitori e nonni era un’Europa fatta di confini, di passaporti, di muri, di cortine, di dogane, di dazi, di tensioni, di monete diverse, di lingue diverse, di guerre fredde, di isolamento. L’Italia era un mondo di prezzi che schizzavano alle stelle in pochissimo tempo, di inflazione al 10 e al 20%, di un benessere drogato … Continua a leggere Quel sogno che è l’Europa

L’Italia nei dati OCSE sull’educazione

da redazione Downtobaker. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) pubblica il rapporto Education at a Glance 2018, in cui si rinviene un’enorme massa di dati intorno alla evoluzione dei sistemi educativi in Europa e nei vari Paesi aderenti. Si tratta di analisi comparate estremamente complesse di fenomeni fortemente disomogenei, ma alcune di esse si prestano anche a una lettura non specialistica. In particolare … Continua a leggere L’Italia nei dati OCSE sull’educazione

Il registro social della prof

di Stefano Bartezzaghi. Quando la professoressa palermitana Rosellina Dell’Aria tornerà in aula, si spera per il rientro del provvedimento di sospensione e non per la scadenza dei suoi termini, avrà pronta una nuova lezione. L’argomento è la comunicazione contemporanea, “social” e non solo “social”. La teen age non è nota per i giudizi equilibrati, tantomeno è tarata sui bilancini del politicamente corretto — quello che è … Continua a leggere Il registro social della prof

Mappe, disegni e simboli del “Nome della rosa”

Nel suo primo romanzo “Il nome della rosa”, Umberto Eco costruisce un mondo narrativo pieno di dettagli. L’autore è affascinato dal concetto di microcosmo, come dimostra con la descrizione dell’abbazia e della biblioteca. Eco immerge i lettori in prima persona mediante piante e descrizioni, combinando elementi della realtà e del simbolismo. Tuttavia, travolge con il caos finale, rinunciando a qualsiasi rappresentazione grafica e ordinata, come fosse un riflesso dell’irrazionalità dell’universo. Continua a leggere Mappe, disegni e simboli del “Nome della rosa”

Ministro, ascolti una volta tanto

di Barbara Venditti. È molto semplice. Mi segua Ministro, la prego. Come certamente lei saprà la dicitura “destra” e “sinistra” risale a poco prima della rivoluzione francese, in occasione della convocazione degli Stati Generali da parte del re, quando si schierarono alla sua destra gli esponenti delle tre classi convocate che si dichiaravano conservatori e non volevano abbandonare quello che era l’attuale sistema politico, spalleggiando … Continua a leggere Ministro, ascolti una volta tanto