Un paio di scarpette rosse

di Joyce Lussu

scarpette_rosse
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede
ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.

C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio
di scarpette infantili
a Buchenwald.

Più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
di ciocche nere e castane
a Buchenwald.
Servivano a far coperte per i soldati.
Non si sprecava nulla
e i bimbi li spogliavano e li radevano
prima di spingerli nelle camere a gas.

C’è un paio di scarpette rosse
di scarpette rosse per la domenica
a Buchenw Leggi tutto…

La struttura del processo creativo

A cura del prof. Andrea Sgarro

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La creatività ha due momenti, l’ispirazione e l’elaborazione. L’ispirazione, che inizia il processo creativo, è generata nel cervello di destra: é necessariamente seguita dal processo di elaborazione, che richiede la cooperazione di entrambi gli emisferi cerebrali. L’elaborazione può essere lunga e faticosa: lo testimoniano le dichiarazioni di artisti famosi, da Leopardi, a Lorca, ad altri poeti: Sereni definiva ad esempio la definiva “il lavoro del poeta”.  Ed al di fuori delle dichiarazioni, lo testimonia il lavoro di molti altri artisti, pittori in primis. Un’interessante estensione del momento di ispirazione è il duende, introdotto da Lorca per le forme d’arte nelle quali l’intervento umano è necessario per il trasferimento nella realtà: la musica, la danza, i recitals di poesia. Il duende e’ qualcosa di unico che sgorga dall’anima dell’artista che lo possiede, e lo travolge assieme agli spettatori, coinvolgendoli nell’atto creativo. La musica, con le forme correlate di arte di cui parla Lorca, estende il momento iniziale di ispirazione anche da un altro angolo: il compositore compone lo spartito seguendo l’ispirazione, e le indicazioni che vi aggiunge guideranno l’esecutore. Il quale le interpreterà secondo il suo proprio momento di ispirazione, condividendo quindi con il compositore l’atto creativo.

L’ispirazione iniziale può essere dominante, consentendo quindi all’artista solo varianti “prevedibili” nel processo di elaborazione. Ma può anche avere margini di incertezza che, trasferiti nel lavoro di elaborazione, ne determinano tentativi erratici in diverse direzioni, con varianti anche drammaticamente discordanti.

Un problema importante del processo creativo riguarda la sua “libertà”: si sta ora affermando il concetto che l’artista non crei con libertà illimitata, a 360°, ma con limiti e costrizioni interni verosimilmente introiettati durante il percorso percorso evolutivo che ha portato all’Homo Sapiens moderno. Che “costringono” il processo creativo ad estrinsecarsi solo in determinate direzioni. […]

via La struttura del processo creativo

La perfezione di Cristina Campo

di Andrea Zanni

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Il profilo di un’autrice di culto, tesa tra poesia e contemplazione.

Cristina Campo, o della perfezione” è il titolo della postfazione di Guido Ceronetti a Gli imperdonabili, uno dei libri più densi e belli del Novecento italiano. Si potrebbe dire un libro di saggi (“ma l’atroce parola saggistica non si avvicini con il suo laccio accalappiacani”), ma, ancora meglio, un libro di prose poetiche, di cose scritte. Cristina Campo non scrisse mai né racconti né romanzi; si spese, invece, sempre ai margini del testo. Un modo di essere scrittrice profondamente coerente con il suo essere donna.

Come “lavoratrice culturale” (descrizione che avrebbe sicuramente odiato), Campo ha scritto, tradotto, introdotto, prefato, spiegato: ha suggerito la pubblicazione di vari autori a varie case editrici, lavorato per far conoscere idee, promuovere autori e tradizioni. Esemplare, non a caso, il suo enorme sforzo per portare l’opera di Simone Weil in Italia. In vita, ha pubblicato solo due libretti, più svariati articoli e traduzioni, per diverse case editrici (Scheiwiller, Rusconi, Garzanti, Einaudi, varie riviste) ma spesso con diversi pseudonimi o eteronimi: Puccio Quaratesi, Bernardo Trevisano, Benedetto P. D’Angelo, Giusto Cabianca. Ovviamente, anche Cristina Campo, il suo preferito. “Ha scritto poco, e le piacerebbe aver scritto meno”, diceva di sé. Rimase nell’ombra, ma era sempre lì.

La vita
Cristina Campo nasce Vittoria Guerrini, nel 1923, a Bologna. Il padre è il maestro Guido Guerrini, lo zio materno Vittorio Putti è ortopedico di fama internazionale, direttore al Rizzoli di Bologna. Vittoria nasce con un grave problema al cuore, all’epoca inoperabile, e che condizionerà pesantemente tutta la sua vita: non può giocare con gli altri bambini, non le permette di frequentare la scuola. È una bambina insieme delicatissima e impetuosa, piena di entusiasmi, intell[…]

via La perfezione di Cristina Campo – il Tascabile

Itaca

da redazione Downtobaker

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Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga,

fertile in avventure e in esperienze.

I Lestrigoni e i Ciclopi

o la furia di Nettuno non temere,

non sarà questo il genere di incontri

se il pensiero resta alto e un sentimento

fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,

né nell’irato Nettuno incapperai

se non li porti dentro

se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strad Leggi tutto…