La distruzione di Nino

“Lo rividi in un bar alle due di notte di qualche giorno dopo. Era brillo, ma allegro. Con lui c’era una ragazza che aveva conosciuto poco prima, si misero a pomiciare dopo pochi secondi dal mio arrivo. Gli altri amici presenti mi salutarono e ci mettemmo a chiacchierare mentre Nino e la tipa si palpavano e succhiavano un po’ ovunque. Sì, c’era rimasto un po’ male per Sara che se n’era andata, ma se n’era fatto una ragione, Nino era un tipo positivo.” Continua a leggere La distruzione di Nino

Ri-Cominciare

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Fruscio di venti lontani vengono a farmi visita, in questa sera di inizio ottobre. Mi mandano saluti provenienti da mondi remoti, al ritmo di finestre distanti che sbattono freneticamente. Pareti spoglie, inabitate da anni. Una luce fioca e tremolante padroneggia sul tavolo vuoto nella stanza, mentre scrivo queste parole intrise di malinconia.La valigia è ancora chiusa accanto a me; al… Continua a leggere Ri-Cominciare

D&D (o delle Nebbie del Tempo)

Torta e spezie, cioccolato caldo, auguri, tè, tremori, regali, angosce, illustrazioni su libri, avventura, cera per pavimenti, neanche un granello di polvere (finita a comporre quel banco denso quanto un mausoleo di granito). Scacchiere in bella vista, profumo di legni, volti imberbi imprigionati nell’abisso lustro del pianoforte a muro, setta degli avventurieri sopravvissuti. Attorno al tavolo tutto ti rimane fissato nell’iride, per come ti magnetizza da quando conosci il festeggiato, il master. Continua a leggere D&D (o delle Nebbie del Tempo)

Sognando Hitchcock

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Abito da poco in questo palazzo tra i palazzi, uno scorcio di mare pagato a suon di privacy e tafferugli h24 giù al supermercato. Ma sono felice qui, mi sento a casa. Stamattina scoppiettano i tuoni. Cauti, tenaci, sono già pioggia per il meteo online. Resterei volentieri a letto, se non premessero le commissioni. Fa un odore diverso il mare, quando… Continua a leggere Sognando Hitchcock

Yvonne

di Terry Passanisi Il materasso di quel letto sarebbe stato il più comodo, morbido e rilassante che avrei mai avuto sotto le mie ossa sempre stanche. Vi passavamo interi pomeriggi; i nostri corpi nudi e bellissimi trasudavano il più buon profumo del mondo. Nella penombra, le tapparelle abbassate ci scalfivano in diagonale con una mitragliata di capsule sfavillanti. I miei lavoravano, non c’erano mai. C’eravamo … Continua a leggere Yvonne